08/07/25
Bastian contrario
Bastian contrario
Toponomastica
D'accordo, cosa fatta capo ha. Ma col senno di poi, non sarebbe stato meglio chiamare via Fioruzzi solo il tratto a nord di San Bono e dare un altro nome al suo prosieguo verso sud (sistemato nei mesi scorsi e inaugurato sabato con la sua apertura al traffico)?
Sono gli inconvenienti di vie nate e cresciute poco alla volta, senza sapere quali sarebbero stati gli sviluppi successivi del quartiere.
Così, per esempio, via Bionda ha un percorso arzigogolato che va in più direzioni (col disegno di una croce).
A nord, via Cisiaga è spezzata in due: un tratto si confonde con via Fioruzzi, l'altro va verso est in direzione strada Farosa.
Per una semplificazione, l'ideale sarebbe stato fare via Fioruzzi da via Acerbi (zona Pubblica Assistenza) a San Bono. E un altro nome per lo stradone ex Sift da san Bono a via dei Pugnetti (in futuro, alla ricongiunzione con la statale 654).
Sono gli inconvenienti di vie nate e cresciute poco alla volta, senza sapere quali sarebbero stati gli sviluppi successivi del quartiere.
Così, per esempio, via Bionda ha un percorso arzigogolato che va in più direzioni (col disegno di una croce).
A nord, via Cisiaga è spezzata in due: un tratto si confonde con via Fioruzzi, l'altro va verso est in direzione strada Farosa.
Per una semplificazione, l'ideale sarebbe stato fare via Fioruzzi da via Acerbi (zona Pubblica Assistenza) a San Bono. E un altro nome per lo stradone ex Sift da san Bono a via dei Pugnetti (in futuro, alla ricongiunzione con la statale 654).
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05/07/25
Marino
Marino
ExTevi, ci riproviamo...
Da un documento, pubblicato il 03/07/2025 sull’Albo pretorio FONTE , si apprende che l’Amministrazione Chiesa sta operando per acquisire la parte più a sud del complesso exTEVI.
Dopo un primo tentativo (non riuscito) di acquisire la parte di più recente costruzione, dal citato documento si apprende che anche il successivo tentativo FONTE di acquisire una parte di detta parte non è andato a buon fine.
Ora l’Amministrazione ci ritenta con il lotto sud.
Ha partecipato all’asta risultando l’unico offerente (55mila euro) e con l’atto oggetto di questo post ha dato avvio all’ “iter di acquisizione di parere di congruità per l’operazione immobiliare finalizzata all’acquisto di fabbricati presso complesso industriale denominato TEVI, in capo all’Agenzia del Demanio – Direzione Centrale Commissione di Congruità”.
Nell’immagine allegata ho evidenziato in rosso quella che parrebbe, per quel che ho capito io, la nuova area oggetto di acquisizione.
Dopo un primo tentativo (non riuscito) di acquisire la parte di più recente costruzione, dal citato documento si apprende che anche il successivo tentativo FONTE di acquisire una parte di detta parte non è andato a buon fine.
Ora l’Amministrazione ci ritenta con il lotto sud.
Ha partecipato all’asta risultando l’unico offerente (55mila euro) e con l’atto oggetto di questo post ha dato avvio all’ “iter di acquisizione di parere di congruità per l’operazione immobiliare finalizzata all’acquisto di fabbricati presso complesso industriale denominato TEVI, in capo all’Agenzia del Demanio – Direzione Centrale Commissione di Congruità”.
Nell’immagine allegata ho evidenziato in rosso quella che parrebbe, per quel che ho capito io, la nuova area oggetto di acquisizione.
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👨 Umarell 05/07/25
Da profano, io prenderei il capannone nuovo adiacente il parcheggio, di fronte allo stadio Cementirossi. Ammesso che sia fra le parti in vendita...
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👨
03/07/25
(s)Umarell
Per quanto riguarda l’idea di realizzare un sentiero alternativo, che costeggia l’argine e risale dal lato destro della chiesa (la strada del Fontanasso), non sono convinto che si possa realizzare una struttura sull’attuale argine (che credo sia il classico "gabbione") ma che, diversamente, andrebbe probabilmente ampliato proprio l’argine per ricavarne una superficie calpestabile di adeguata larghezza sulla quale poi installare eventuali parapetti ed illuminazione (e manterrei comunque forti dubbi sull’opera, tenuto conto che in caso di piena tutto quanto andrebbe sott’acqua e potenzialmente danneggiato). Di nuovo, a parte chi porta a passeggio il cane o vuole fare due passi, dubito fortemente che chi parcheggia l’auto in Piazzale dei Minatori, sfrutterebbe questo sentiero alternativo per raggiungere il sagrato della chiesa. Tantomeno chi vuole solo attraversare la strada (vista la presenza già di ben due attraversamenti pedonali "a raso" e di un sottopassaggio che collega Piazzale dei Minatori con il vicolo Zurlini).
Ho avuto modo di visionare il progetto della nuova rotonda e le modifiche richieste e ritengo che, rispetto all’attuale scenario, sia difficile vedere un peggioramento per la sicurezza dei pedoni, atteso che l’attuale attraversamento pedonale sulla SP36 è una sorta di "roulette russa" e completamente alla cieca (sia per i pedoni che per i veicoli) e per quanto concerne l’attraversamento sulla SS654, la presenza della rotonda comporterà un rallentamento dei veicoli, quindi comunque un miglioramento per la sicurezza di chi attraversa.
Non dico che la soluzione a progetto sia perfetta o che fosse l’unica soluzione al problema, ma considerate alcune innegabili criticità in quel punto, qualcosa andava comunque fatto.
(s)Umarell
FantaUrbanistica
E se per i pedoni si costruisse un sottopasso nella zona della futura rotatoria, così da facilitare l'accesso verso la chiesa? Mi rendo conto che sia di difficile realizzazione o quantomeno troppo costoso.
In alternativa, si potrebbe però pensare a una sorta di passerella o sentiero che dal parcheggio di piazzale dei Minatori costeggiasse il Nure (passando sotto il ponte stradale), per poi sbucare sulla strada del Fontanasso: in tal modo, con poca spesa, si garantirebbe ai pedoni un attraversamento sicuro.
In alternativa, si potrebbe però pensare a una sorta di passerella o sentiero che dal parcheggio di piazzale dei Minatori costeggiasse il Nure (passando sotto il ponte stradale), per poi sbucare sulla strada del Fontanasso: in tal modo, con poca spesa, si garantirebbe ai pedoni un attraversamento sicuro.
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👨 Noioso 04/07/25
Purtroppo esempi come quello del sottopasso a Piacenza Piazzale Marconi (davanti alla stazione ferroviaria) dimostrano che la presenza di un sottopassaggio non risolve il problema dei pedoni che attraversano la strada. Di contro introducono tutta una serie di questioni che vanno dagli ingenti costi di realizzazione e manutenzione a quelli di sicurezza e degrado. Quindi no, lasciamo perdere idee di sottopassaggi.Per quanto riguarda l’idea di realizzare un sentiero alternativo, che costeggia l’argine e risale dal lato destro della chiesa (la strada del Fontanasso), non sono convinto che si possa realizzare una struttura sull’attuale argine (che credo sia il classico "gabbione") ma che, diversamente, andrebbe probabilmente ampliato proprio l’argine per ricavarne una superficie calpestabile di adeguata larghezza sulla quale poi installare eventuali parapetti ed illuminazione (e manterrei comunque forti dubbi sull’opera, tenuto conto che in caso di piena tutto quanto andrebbe sott’acqua e potenzialmente danneggiato). Di nuovo, a parte chi porta a passeggio il cane o vuole fare due passi, dubito fortemente che chi parcheggia l’auto in Piazzale dei Minatori, sfrutterebbe questo sentiero alternativo per raggiungere il sagrato della chiesa. Tantomeno chi vuole solo attraversare la strada (vista la presenza già di ben due attraversamenti pedonali "a raso" e di un sottopassaggio che collega Piazzale dei Minatori con il vicolo Zurlini).
Ho avuto modo di visionare il progetto della nuova rotonda e le modifiche richieste e ritengo che, rispetto all’attuale scenario, sia difficile vedere un peggioramento per la sicurezza dei pedoni, atteso che l’attuale attraversamento pedonale sulla SP36 è una sorta di "roulette russa" e completamente alla cieca (sia per i pedoni che per i veicoli) e per quanto concerne l’attraversamento sulla SS654, la presenza della rotonda comporterà un rallentamento dei veicoli, quindi comunque un miglioramento per la sicurezza di chi attraversa.
Non dico che la soluzione a progetto sia perfetta o che fosse l’unica soluzione al problema, ma considerate alcune innegabili criticità in quel punto, qualcosa andava comunque fatto.
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30/06/25
PonteWeb
PonteWeb
Comunicato stampa PD Ponte-AltaValNure
Il circolo PD di Ponte dell’Olio – Alta Val Nure esprime seria preoccupazione per la situazione della ditta MCM.
Abbiamo appreso dagli organi di stampa locali della situazione critica che coinvolge la ditta MCM (Machining Center Manufacturing), con la possibile presentazione di un’istanza di fallimento da parte della proprietà. Una notizia che, se confermata, avrebbe conseguenze gravi sul piano occupazionale e produttivo.
Il nostro gruppo esprime profonda preoccupazione per le sorti dei circa 300 lavoratori coinvolti, molti dei quali residenti nel nostro Comune, e per l’intero indotto che ruota attorno all’azienda, da sempre punto di riferimento per la nostra economia locale e per la storia dell’automazione.
MCM rappresenta una realtà produttiva di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale per competenza, qualità e innovazione. Un patrimonio industriale che non può andare disperso, perché strategico per tutta la provincia di Piacenza e per la regione Emilia-Romagna.
Ci faremo carico di seguire con attenzione ogni evoluzione della vicenda, mantenendo un rapporto diretto e costante con i nostri referenti istituzionali a livello provinciale, regionale e nazionale. Accogliamo con favore l’attivazione da parte della Regione Emilia-Romagna di un tavolo congiunto con sindacati e vertici aziendali, e sosterremo ogni iniziativa utile a garantire la continuità produttiva e la tutela dell’occupazione.
Noi siamo e saremo al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie in questa fase delicata, consapevole che difendere MCM significa difendere il lavoro, la dignità e il futuro del nostro territorio.
Partito Democratico
Circolo di Ponte dell'Olio - Alta Val Nure
Abbiamo appreso dagli organi di stampa locali della situazione critica che coinvolge la ditta MCM (Machining Center Manufacturing), con la possibile presentazione di un’istanza di fallimento da parte della proprietà. Una notizia che, se confermata, avrebbe conseguenze gravi sul piano occupazionale e produttivo.
Il nostro gruppo esprime profonda preoccupazione per le sorti dei circa 300 lavoratori coinvolti, molti dei quali residenti nel nostro Comune, e per l’intero indotto che ruota attorno all’azienda, da sempre punto di riferimento per la nostra economia locale e per la storia dell’automazione.
MCM rappresenta una realtà produttiva di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale per competenza, qualità e innovazione. Un patrimonio industriale che non può andare disperso, perché strategico per tutta la provincia di Piacenza e per la regione Emilia-Romagna.
Ci faremo carico di seguire con attenzione ogni evoluzione della vicenda, mantenendo un rapporto diretto e costante con i nostri referenti istituzionali a livello provinciale, regionale e nazionale. Accogliamo con favore l’attivazione da parte della Regione Emilia-Romagna di un tavolo congiunto con sindacati e vertici aziendali, e sosterremo ogni iniziativa utile a garantire la continuità produttiva e la tutela dell’occupazione.
Noi siamo e saremo al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie in questa fase delicata, consapevole che difendere MCM significa difendere il lavoro, la dignità e il futuro del nostro territorio.
Partito Democratico
Circolo di Ponte dell'Olio - Alta Val Nure
Diritto di rettifica Commenta #pd #mcm
30/06/25
Tiziana Lavalle - Ponte Viva
Tanto meno se consideriamo il livello medio di conoscenza delle più elementari regole del vivere civile, figuriamoci quindi di quelle del codice della strada, tra la popolazione (soprattutto tra i più giovani!). Quindi ritengo quanto precisato in questo articolo argomenti di ripasso per tutti e, soprattutto, di opportuna riflessione per i genitori che educano i loro figli. Quando ero piccolo ricordo le mille raccomandazioni dei nonni e dei miei genitori quando mi spiegavano come attraversare la strada (e dei mille rischi "nascosti") e - per abitudine - ancora oggi quelle raccomandazioni mi assistono quando mi accingo ad attraversarne una. Guardandomi in giro e ascoltando le notizie di cronaca, però, ho l’impressione che si sia persa questa "usanza". O semplicemente la gente viva in un suo mondo parallelo, fino a quando si trova la scritta SCANIA a pochi cm dalla faccia.
Tiziana Lavalle - Ponte Viva
Attraversamenti pedonali
Le regole aggiornate del Codice della strada si applicano non soltanto a coloro che guidano un mezzo a motore o utilizzano la bicicletta negli spostamenti, ma anche ai pedoni che circolano per strada e che - per imprudenza o distrazione attraversano in modo non conforme a quanto previsto dal legislatore.
Con l'odierno assetto normativo del C.d.S., è importante sapere che non è sufficiente attraversare sulle strisce pedonali, per non rischiare alcuna sanzione amministrativa pecuniaria. La legge raccomanda, infatti, non soltanto di spostarsi da un lato all'altro della strada usando le apposite strisce, ma anche di non farlo in modo pericoloso, imprevedibile e disattento. Il comma 2 dell'art.190 del Codice della strada, che disciplina il comportamento dei pedoni, è chiaro: questi ultimi - per attraversare la carreggiata - devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi. Solo quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, potranno attraversare la carreggiata, soltanto in senso perpendicolare e, in ogni caso, mantenendo l'attenzione necessaria a evitare situazioni di pericolo per sé o per altri. Si deduce facilmente che è sanzionabile chi attraversa fuori dalle strisce, quando queste siano in prossimità e siano visibili.
Non solo. Per ragioni di sicurezza, il comma 5 del citato articolo stabilisce che i pedoni i quali si accingono ad attraversare la carreggiata - in zona sprovvista di attraversamenti pedonali - devono sempre dare la precedenza ai conducenti. In ogni caso, chi intende spostarsi da un lato all'altro della strada deve sempre accertarsi di poter attraversare senza rischi. Perciò chi - ad esempio - attraversa con lo sguardo sul cellulare e le cuffiette nelle orecchie, chi taglia diagonalmente la strada, chi costringe un veicolo a una frenata brusca o chi si lancia all'improvviso senza guardare rischia una multa in base all'art. 190 Codice della Strada. Analogamente, qualora siano presenti impianti semaforici, i pedoni sono tenuti a rispettarne le indicazioni e, se il segnale è rosso, il loro diritto di precedenza viene meno. Attraversare in modo non rispettoso delle norme sarà perciò sanzionabile, con una multa di 100 euro se attraversi male e in caso d'incidente niente risarcimento.
Gli importi aggiornati delle multe ai pedoni per violazioni dell'art. 190 vanno da 26 a 102 euro, anche se non succede nulla di grave.
E, in caso di incidente, anche il pedone che attraversa - sulle strisce o meno - in modo irregolare o pericoloso può essere ritenuto responsabile per concorso di colpa. Potrà perdere il diritto al risarcimento totale o parziale dei danni, a seconda del grado di responsabilità accertato in corso di causa. In altre parole, la colpa non è automatica per chi guida, ma dipende dalle circostanze concrete e il pedone può essere coinvolto nelle conseguenze del sinistro non solo come vittima, ma anche come responsabile totale o parziale.
Concludendo, pur se utente debole della strada, il pedone potrà certamente essere multato - e rischiare l'attribuzione di responsabilità civile e penale - se sottovaluterà la portata degli obblighi del Codice della Strada, non rispettando le regole di cui all'art. 190.
Con l'odierno assetto normativo del C.d.S., è importante sapere che non è sufficiente attraversare sulle strisce pedonali, per non rischiare alcuna sanzione amministrativa pecuniaria. La legge raccomanda, infatti, non soltanto di spostarsi da un lato all'altro della strada usando le apposite strisce, ma anche di non farlo in modo pericoloso, imprevedibile e disattento. Il comma 2 dell'art.190 del Codice della strada, che disciplina il comportamento dei pedoni, è chiaro: questi ultimi - per attraversare la carreggiata - devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi. Solo quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, potranno attraversare la carreggiata, soltanto in senso perpendicolare e, in ogni caso, mantenendo l'attenzione necessaria a evitare situazioni di pericolo per sé o per altri. Si deduce facilmente che è sanzionabile chi attraversa fuori dalle strisce, quando queste siano in prossimità e siano visibili.
Non solo. Per ragioni di sicurezza, il comma 5 del citato articolo stabilisce che i pedoni i quali si accingono ad attraversare la carreggiata - in zona sprovvista di attraversamenti pedonali - devono sempre dare la precedenza ai conducenti. In ogni caso, chi intende spostarsi da un lato all'altro della strada deve sempre accertarsi di poter attraversare senza rischi. Perciò chi - ad esempio - attraversa con lo sguardo sul cellulare e le cuffiette nelle orecchie, chi taglia diagonalmente la strada, chi costringe un veicolo a una frenata brusca o chi si lancia all'improvviso senza guardare rischia una multa in base all'art. 190 Codice della Strada. Analogamente, qualora siano presenti impianti semaforici, i pedoni sono tenuti a rispettarne le indicazioni e, se il segnale è rosso, il loro diritto di precedenza viene meno. Attraversare in modo non rispettoso delle norme sarà perciò sanzionabile, con una multa di 100 euro se attraversi male e in caso d'incidente niente risarcimento.
Gli importi aggiornati delle multe ai pedoni per violazioni dell'art. 190 vanno da 26 a 102 euro, anche se non succede nulla di grave.
E, in caso di incidente, anche il pedone che attraversa - sulle strisce o meno - in modo irregolare o pericoloso può essere ritenuto responsabile per concorso di colpa. Potrà perdere il diritto al risarcimento totale o parziale dei danni, a seconda del grado di responsabilità accertato in corso di causa. In altre parole, la colpa non è automatica per chi guida, ma dipende dalle circostanze concrete e il pedone può essere coinvolto nelle conseguenze del sinistro non solo come vittima, ma anche come responsabile totale o parziale.
Concludendo, pur se utente debole della strada, il pedone potrà certamente essere multato - e rischiare l'attribuzione di responsabilità civile e penale - se sottovaluterà la portata degli obblighi del Codice della Strada, non rispettando le regole di cui all'art. 190.
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👨 Gino nel Tacco 30/06/25
A Barbiana avevo imparato che le regole dello scrivere sono: aver qualcosa di importante da dire....eliminare ogni parola che non serve...
👨 LupoDelBernino 30/06/25
Aucutissimo e sagace @Gino nel Tacco.
👨 Noioso 04/07/25
Non ritengo l’intervento di Tiziana priva di cose da dire o con parole superflue rispetto il dovuto (quindi mi sfugge il senso del commento sopra di Gino).Tanto meno se consideriamo il livello medio di conoscenza delle più elementari regole del vivere civile, figuriamoci quindi di quelle del codice della strada, tra la popolazione (soprattutto tra i più giovani!). Quindi ritengo quanto precisato in questo articolo argomenti di ripasso per tutti e, soprattutto, di opportuna riflessione per i genitori che educano i loro figli. Quando ero piccolo ricordo le mille raccomandazioni dei nonni e dei miei genitori quando mi spiegavano come attraversare la strada (e dei mille rischi "nascosti") e - per abitudine - ancora oggi quelle raccomandazioni mi assistono quando mi accingo ad attraversarne una. Guardandomi in giro e ascoltando le notizie di cronaca, però, ho l’impressione che si sia persa questa "usanza". O semplicemente la gente viva in un suo mondo parallelo, fino a quando si trova la scritta SCANIA a pochi cm dalla faccia.
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28/06/25
Mattiapascal
Mattiapascal
Rinnovamento
Cambiano i biglietti dei bus Seta: dai vecchi a banda magnetica si passa a quelli nuovi basati sul QR code (la cui convalida avviene virtualmente con la scansione del QR code, posizionando il biglietto sotto la macchinetta verde).
Dopo un breve periodo transitorio di coesistenza, da settembre '25 i vecchi biglietti non si potranno più usare (e le vecchie validatrici di colore grigio che li timbravano verranno tolte dai bus).
Nelle biglietterie, i vecchi biglietti verranno convertiti (cioè in cambio ti danno i nuovi) fino al 10 giugno '26.
Dopo un breve periodo transitorio di coesistenza, da settembre '25 i vecchi biglietti non si potranno più usare (e le vecchie validatrici di colore grigio che li timbravano verranno tolte dai bus).
Nelle biglietterie, i vecchi biglietti verranno convertiti (cioè in cambio ti danno i nuovi) fino al 10 giugno '26.
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26/06/25
Tiziano Lavalle - Ponte Viva
Tiziano Lavalle - Ponte Viva
Conti correnti
L’Unione Europea è pronta a intervenire sui risparmi dei cittadini, trasformando la loro liquidità, soprattutto dei pensionati, in capitale per lo sviluppo economico. L’obiettivo è trasferire i miliardi di euro fermi su conti bancari a basso rendimento verso settori chiave dell’economia: energia pulita, innovazione tecnologica, difesa comune.
Al centro di questa nuova strategia, l’iniziativa europea denominata Savings and investments union (SIU), un progetto che mira a rafforzare il mercato interno, stimolare la crescita delle imprese e favorire la sostenibilità dei sistemi pensionistici integrativi.
Il risparmio accumulato dagli anziani, che rappresenta una grande parte della ricchezza finanziaria europea, è una risorsa centrale per sostenere la transizione ecologica e digitale del continente. Secondo i dati più recenti, i cittadini dell’Unione risparmiano in media circa il 15% del reddito disponibile e hanno accumulato un patrimonio che, alla fine del 2023, ha superato i 34.500 miliardi di euro. Di questi, oltre 11.500 miliardi giacciono in forma di contanti o depositi con tassi poco remunerativi.
La Banca Centrale Europea ha stimato che circa 8.000 miliardi potrebbero essere destinati a strumenti finanziari produttivi. I settori prioritari includono la transizione verde, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il rafforzamento dell’industria della difesa e del comparto aerospaziale. Si tratta di settori che richiederanno, da qui al 2030, una spesa di circa 800 miliardi di euro l’anno per sostenere i nuovi investimenti.
Speriamo almeno che gli istituti bancari ci informino!
FONTE
Al centro di questa nuova strategia, l’iniziativa europea denominata Savings and investments union (SIU), un progetto che mira a rafforzare il mercato interno, stimolare la crescita delle imprese e favorire la sostenibilità dei sistemi pensionistici integrativi.
Il risparmio accumulato dagli anziani, che rappresenta una grande parte della ricchezza finanziaria europea, è una risorsa centrale per sostenere la transizione ecologica e digitale del continente. Secondo i dati più recenti, i cittadini dell’Unione risparmiano in media circa il 15% del reddito disponibile e hanno accumulato un patrimonio che, alla fine del 2023, ha superato i 34.500 miliardi di euro. Di questi, oltre 11.500 miliardi giacciono in forma di contanti o depositi con tassi poco remunerativi.
La Banca Centrale Europea ha stimato che circa 8.000 miliardi potrebbero essere destinati a strumenti finanziari produttivi. I settori prioritari includono la transizione verde, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il rafforzamento dell’industria della difesa e del comparto aerospaziale. Si tratta di settori che richiederanno, da qui al 2030, una spesa di circa 800 miliardi di euro l’anno per sostenere i nuovi investimenti.
Speriamo almeno che gli istituti bancari ci informino!
FONTE
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👨 LupoDelBernino 28/06/25
Non credo che alle banche faccia piacere farsi fot**re soldi dai c/c (remunerati per lo più a spiccioli). P.s. cmq non sarebbe la prima volta (cfr. governo amato 1992)
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👨
26/06/25
Ponte(s)figo
Ponte(s)figo
Involuzione
Dal 21 giugno è stata chiusa la filiale pontolliese di Banca Intesa. Aperta nel dicembre '97 come Banca Regionale Europea, negli anni per il risiko bancario ha cambiato nome e proprietà più volte: da Popolare Commercio e Industria a Ubi (a sua volta poi assorbita da Intesa, il maggior gruppo italiano). Ora la chiusura, immagino per risparmiare sui costi, nel nome delle nuove tecnologie e dell'home banking. Peccato...
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23/06/25
Noioso
Noioso
Il decoro del Trentino Alto-ValNure
«In agenda abbiamo la manutenzione del territorio, dell’ambiente e il decoro urbano. Vogliamo replicare la cura dei dettagli tipica della regione del Trentino Alto-Adige» ipse dixit il nostro sindaco nel presentare la sua ricandidatura nell'Aprile scorso.
Vorrei quindi chiedere al Sig. Chiesa a quale comune della Val di Fiemme o Val di Fassa un perplesso cittadino dovrebbe pensare, attraversando - per esempio - il vicolo che collega Piazza I Maggio con Piazzale M. Frescaroli nel quale puntualmente i cestini strabordano d'immondizia, così lasciati per giorni anche in concomitanza del mercato settimanale.
Scenario non molto dissimile a quello che si può apprezzare nei cestini adiacenti sia lato Piazza I Maggio che in prossimità del distributore dell'acqua "FonteAlma". Più che il Trentino mi pare uno scenario di degrado che, purtroppo, nell'immaginario collettivo viene associato a ben altre regioni.
Sempre nel suddetto vicolo, da ormai alcuni giorni, affiora in modo sempre più pronunciato dell'acqua da sotto gli autobloccanti; già in passato era stata riparata una perdita dall'acquedotto pubblico: acqua potabile preziosa, che in centinaia di litri viene dispersa ogni ora. Mi chiedo se qualcuno dalle parti del palazzo comunale ha contezza di questo problema e, magari, l'ha già segnalato ad Ireti.
Aspettiamoci ora il solito post di risposta su Facebook dove ci verrà spiegato che "Tutto va bene, Madama la marchesa".
NOTA: i suddetti cestini strabordano (anche) perché qualche incivile troglodita ci infila dei sacchetti d'immondizia (peraltro palesemente di rifiuto non differenziato). Nessuno giustifica (tutt'altro!) questo comportamento, ma questo non toglie che è inqualificabile lasciare per giorni (oggi è lunedì ma era così già sabato sera; tra l'altro domani c'è il mercato e centinaia di persone passeranno per quel vialetto trovandosi davanti questa situazione vergognosa, non potendo tra l'altro usare quei cestini per gettare eventuali rifiuti) quando la domenica dopo il mercato credo non sarebbe costata molta fatica - contestualmente alla raccolta dei rifiuti lasciati dagli ambulanti - svuotare anche i cestini nelle zone circostanti. Oppure provvedere a svuotarli oggi!
Aggiungo che questa indecenza va avanti da anni (tra l'altro d'estate - col caldo - lascio immaginare i miasmi che escono da quelle pile di rifiuti, in parte sparsi anche per terra) e mi chiedo dove sono finite lo famose foto-trappole, la cui installazione era prevista anche nella zona oggetto di questa segnalazione. Chiediamone conto al Bürgermeister de noaltri!
Vorrei quindi chiedere al Sig. Chiesa a quale comune della Val di Fiemme o Val di Fassa un perplesso cittadino dovrebbe pensare, attraversando - per esempio - il vicolo che collega Piazza I Maggio con Piazzale M. Frescaroli nel quale puntualmente i cestini strabordano d'immondizia, così lasciati per giorni anche in concomitanza del mercato settimanale.
Scenario non molto dissimile a quello che si può apprezzare nei cestini adiacenti sia lato Piazza I Maggio che in prossimità del distributore dell'acqua "FonteAlma". Più che il Trentino mi pare uno scenario di degrado che, purtroppo, nell'immaginario collettivo viene associato a ben altre regioni.
Sempre nel suddetto vicolo, da ormai alcuni giorni, affiora in modo sempre più pronunciato dell'acqua da sotto gli autobloccanti; già in passato era stata riparata una perdita dall'acquedotto pubblico: acqua potabile preziosa, che in centinaia di litri viene dispersa ogni ora. Mi chiedo se qualcuno dalle parti del palazzo comunale ha contezza di questo problema e, magari, l'ha già segnalato ad Ireti.
Aspettiamoci ora il solito post di risposta su Facebook dove ci verrà spiegato che "Tutto va bene, Madama la marchesa".
NOTA: i suddetti cestini strabordano (anche) perché qualche incivile troglodita ci infila dei sacchetti d'immondizia (peraltro palesemente di rifiuto non differenziato). Nessuno giustifica (tutt'altro!) questo comportamento, ma questo non toglie che è inqualificabile lasciare per giorni (oggi è lunedì ma era così già sabato sera; tra l'altro domani c'è il mercato e centinaia di persone passeranno per quel vialetto trovandosi davanti questa situazione vergognosa, non potendo tra l'altro usare quei cestini per gettare eventuali rifiuti) quando la domenica dopo il mercato credo non sarebbe costata molta fatica - contestualmente alla raccolta dei rifiuti lasciati dagli ambulanti - svuotare anche i cestini nelle zone circostanti. Oppure provvedere a svuotarli oggi!
Aggiungo che questa indecenza va avanti da anni (tra l'altro d'estate - col caldo - lascio immaginare i miasmi che escono da quelle pile di rifiuti, in parte sparsi anche per terra) e mi chiedo dove sono finite lo famose foto-trappole, la cui installazione era prevista anche nella zona oggetto di questa segnalazione. Chiediamone conto al Bürgermeister de noaltri!
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20/06/25
Tiziana Lavalle - Ponte Viva
Tiziana Lavalle - Ponte Viva
Aria condizionata in auto
Mantenere l’aria condizionata accesa durante una sosta è, secondo le norme, un comportamento che favorisce l’inquinamento e può costituire una violazione del D. Lgs. n. 285 del 1992 e ss.ii.mm. ovvero il Codice della Strada. La norma di riferimento è l’art. 157, comma 7-bis.
motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso. E le sanzioni - per chi lascia il motore acceso con l’aria condizionata attiva, durante la sosta - non sono affatto trascurabili. La multa può variare da un minimo di 223 euro a un massimo di 444 euro. La regola, in vigore da gennaio 2021, è stata introdotta con lo scopo di promuovere una guida sostenibile ed ecologica, puntando a limitare le emissioni di gas serra e lo spreco di carburante durante la sosta dell’auto. Questo divieto, si precisa, vale solo per le auto a benzina, diesel, GPL o metano, e non per le auto elettriche.
motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso. E le sanzioni - per chi lascia il motore acceso con l’aria condizionata attiva, durante la sosta - non sono affatto trascurabili. La multa può variare da un minimo di 223 euro a un massimo di 444 euro. La regola, in vigore da gennaio 2021, è stata introdotta con lo scopo di promuovere una guida sostenibile ed ecologica, puntando a limitare le emissioni di gas serra e lo spreco di carburante durante la sosta dell’auto. Questo divieto, si precisa, vale solo per le auto a benzina, diesel, GPL o metano, e non per le auto elettriche.
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