Marino
Farmacia: richiesto spostamento da Biana a Riva
La sede potrà assere ubicata all'interno del perimetro tratteggiato in blu nell'immagine qui accanto (click per ingrandirla)
La Legge prevede che il Comune sottoponga il progetto al parere dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Piacenza, e all'approvazione del Servizio Farmaceutico dell'AUSL.
I due organismi devono far conoscere al Comune quanto di loro competenza entro il 16 settembre 2016, data in cui la Giunta procederà all'esame e alla eventuale approvazione del progetto.
Qui le fonti FONTE FONTE FONTE
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Marino
Fusione consapevole
- Vigolzone 2.000.000 €
- Ponte 1.200.000 €
Quando i comuni saranno fusi il debito si sommerà e graverà in uguale misura su ogni cittadino.
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Marino
Fusione consapevole
il comune originato dalla fusione di quei due comuni dovrà pagare un'indennità pari a 108 (divenendo il comune fuso nella fascia demografica 5.001-10.000 abitanti).
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Marino
Fusione consapevole
ogni 3,4 kmq di territorio comunale.
Vigolzone ha un amministratore comunale
ogni 3,2 kmq di territorio comunale.
PonteVigo avrà un amministratore comunale
ogni 6,6 kmq di territorio comunale.
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Marino
Fusione: Parlano di vantaggi, ma non ci dicono quali sono
Un giorno, forse, possibilmente prima del referendum, sarebbe interessante sapere quali siano tali "vantaggi" e, soprattutto, se essi non siano solo questione estetica, ma anche questione materiale: un vero e sensibile miglioramento della qualità della vita della cittadinanza.
Il distacco delle Persone dalla politica passa proprio da fattori come questo: dal mancato rispetto delle promesse.
E la promessa cui tutto ruota attorno sarebbe sicuramente infranta se la fusione, attualmente spacciata per la panacea dei nostri mali, non arrecasse un tangibile beneficio (se non si percepisce, che eneficio è?) alle nostre esistenze di cittadini pontolliesi e vigolzonesi.
Vista la totale fumosità e la mancanza di basi concrete sulle quali sono fondate le ragioni dei pro-fusione, direi che il dado fa presto a trarsi.
Rimango perciò fermamente della mia idea (espressa parafrasando una famosa frase di Craxi sull'Unione Europea): "la fusione nel migliore dei casi sarà un limbo e nel peggiore un inferno".
Già immagino le prime problematiche che si affronterebbero: minore presenza sul territorio degli amministratori (che si dimezzerebbero), conflitti amministrativi nella gestione delle risorse (investiamo a Ponte o a Vigo?), ingerenze della partitocrazia (più ci si ingrandisce e più sono frequenti), ecc.
Tra qualche tempo inizierà la campagna referendaria e dalle nostre parti arriveranno esponenti più o meno importanti a sponsorizzare la fusione: sentiremo di ogni, ci diranno che se non ci si dovesse fondere sarebbe la fine, che con la fusione accederemmo al Paradiso, che tra poco potrebbero obbligarci a forza a farla (in virtù di cosa?), che non dobbiamo perdere il treno del cambiamento, che il futuro è questo, e blablabla vari.
I Padri Costituenti vollero dare poteri alle comunità territoriali.
Oggi, invece, vogliono cancellare il Comune e privare la comunità della facoltà di autogovernarsi. A novembre, io voterò affinché ciò non accada: Ponte Dell'Olio resti Ponte dell'Olio.
Alessandro Chiesa
Consigliere comunale di Ponte Dell"˜Olio (Intervento pubblicato su Libertà di ieri).
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Logicamente, sta a chi legge ritenerlo o meno credibile.
Podenzano è una comunità unica e non il frutto di un accorpamento: gli abitanti si riconoscono nella medesima identità territoriale, sociale e amministrativa.
Pontevigo, per ovvi motivi, non avrebbe le medesime caratteristiche.
Sulla manutenzione, è normale che possa esservene di più rispetto a Ponte Dell'Olio, viste le maggiori entrate che Podenzano riscuote e un numero superiore di operai in dotazione.
Tuttavia, prima di mettere la mano sul fuoco, avrei premura di fare accertamenti: non sempre è oro ciò che luccica.
Sulla "bugia" concettuale sono costretto a respingere in toto: se si elegge un solo Sindaco anziché due, significa che vi è una sola amministrazione (a quello mi riferivo nel parlare di potere delle comunità territoriali).
Che poi i servizi debbano restare in qualche modo decentrati sul territorio, mi pare sia il minimo sindacale.
Non farmi fare affermazioni che non ho mai fatto. ;)
Podenzano ha una zona industriale di notevoli dimensioni, larghe porzioni di suolo agricolo, assenza di indebitamento, reddito pro-capite più alto del nostro e un territorio completamente pianeggiante: è ovvio che abbondino le entrate tributarie e che la manutenzione sia puntuale (ne serve poca!).
Ti rispondo sulla questione "grandezza=ricchezza": se aumentano le dimensioni, non aumentano solo le entrate, ma anche le uscite.
Faccio io due considerazioni adesso: 1) fosse vera la tua logica, Torino, Milano e Roma dovrebbero sguazzare nell'oro, cosa che invece non accade; 2) perché Podenzano avrebbe dovuto rifiutare di fondersi con noi, visto che se incrementi le dimensioni diventi più ricco?
Quale onore se gli amministratori di Podenzano condividessero la mia teoria.
In realtà , le loro motivazioni sono meno articolate: la pressione fiscale di Podenzano è più bassa rispetto a Ponte Dell'Olio e Vigolzone, dunque, in caso di fusione e unificazione delle aliquote, loro avrebbero pagato in misura maggiore.
Comunque, non capisco questo astio nei confronti della mia scelta.
Sono un Consigliere.
Sono stato eletto per decidere nell'interesse pubblico, secondo la mia coscienza: quando reputo negativamente una proposta, mi oppongo.
E' prevista la possibilità di chiedere la fusione senza prima aver indetto il referendum comunale tra i cittadini (scelta fatta da Ponte e da Vigolzone).
E' la Regione che decide nella sua autonomia, qualsiasi sia il risultato del referendum (ai cittadini è chiesta solo un'indicazione che potrà essere o non essere accolta, vedi differenza di trattamento tra Valsamoggia e Borgonovo-Ziano).
MattiaPascal
Referendum
Per i promotori, un modo di redistribuire a tutti quanto oggi viene prodotto con l'impiego di meno lavoratori (grazie al progresso tecnologico).
Per i detrattori, un disincentivo al lavoro e all'impegno.
In Italia chissà come sarebbe andata. Forse in modo diverso...
Diritto di rettifica #economia #partecipazione #politica #redditodicittadinanza #referendum
Marino
Cinque famiglie di Ponte seguite dal SERT: la punta di un iceberg?
Ponte è messo male: 5 casi conclamati di ludopatia grave (contro per esempio un solo caso a Vigolzone).
E, per quello che sento parlando con la gente, il "5" è solo la punta di un iceberg.
Su Ponteweb sono anni che ciclicamente riportiamo all'attenzione delle autorità questo problema, ma la porta della stalla è rimasta aperta!
Riproviamoci... perché, se il Sindaco non prende il toro per le corna, se la volontà politica di "governare" il fenomeno non sarà adeguata, non si potrà altro che peggiorare.
E' cosa nota che le amministrazioni attente al problema stanno inserendo nei propri regolamenti il divieto di installare slot machine, video poker o altri apparecchi con vincita di denaro, nei locali pubblici e privati a vocazione aggregativa (palestre, palazzetti dello sport, sedi di associazioni, ecc.). Che esse stanno inserendo limitazioni riferite all'età minima, alle distanze dai luoghi sensibili (*), al divieto di pubblicizzare le vincite (anche dei gratta e vinci, ecc.), agli orari di fruizione (per esempio a Treviso e a Verona si può "giocare" solo dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00, con obbligo di togliere la corrente elettrica alle slot fuori da tali orari).
E' quindi possibile (e a parer mio necessario) che il sindaco Copelli aggiorni tempestivamente i regolamenti, che emetta le opportune ordinanze e che nelle nuove concessioni, anche in quelle che stanno andando a gara adesso, faccia inserire la clausola che vieti l'installazione di apparecchi e terminali per il gioco d'azzardo.
(*) Una recente sentenza del Consiglio di Stato ribadisce che i Comuni sono autorizzati a stabilire distanze minime dei luoghi di gioco d'azzardo rispetto ai "luoghi sensibili" (scuole, luoghi di culto, ecc.) per finalità inerenti la tutela della salute.
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Marino
Fusione: alleggeriamo per un momento la discussione
A spiegazione della vignetta viene scritto: "Alleggeriamo per un momento la discussione con l'immagine in esclusiva del momento in cui è iniziato il processo di fusione tra i nostri comuni (ringraziamo in anticipo Copelli e Rolleri che hanno "prestato" la loro immagine). FUUUU....SIOOOOOOO....NEEEE!!!!!!".
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Marino
Consiglio Comunale venerdì 10 giugno 2016 ore 21.00
1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;
2. Comunicazioni del Sindaco;
3. Variazione al Bilancio di Previsione ed al Documento Unico di Programmazione 2016/2018;
4. Modifica al Regolamento di commercio su area pubblica  " Istituzione dei mercatini serali estivi;
5. Autorizzazione alienazione modesta porzione di terreno di pertinenza alla viabilità (Via Miti). Determinazioni;
6. Intervento di ristrutturazione edilizia immobile sito in Loc. Poggio di Tollara assenso ai sensi dell'art. 58 delle N.T.A.;
7. Revoca anticipata della convenzione per il conferimento all'Unione dei Comuni Alta Valnure della funzione dello Sportello Unico telematico delle attività produttive (art. 7, C.3 L.R. 21/2012 e Decreto Legge n. 78/2010. art. 14, comma 27, Lett. D) .
8. Esame interpellanza presentata dal Consigliere Chiesa Alessandro ad oggetto:"Chiusura al traffico del Borgo nella fascia antimeridiana del Martedì";
9. Esame interpellanza presentata dal Consigliere Chiesa Alessandro ad oggetto:"accorpamento fiera della pancetta e fiera di primavera".
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