Marino
Palazzetto dello Sport
La convenzione prevedeva la scadenza al 30/08/2013.
Con la delibera di Giunta 111 del 11/09/2013 la convenzione viene prorogata una prima volta al 30/08/2014.
Con la determina 434 del 22/10/2014 la convenzione viene prorogata per la seconda volta al 30/08/2015.
Con la delibera di Giunta 124 del 10/12/2015 la convenzione viene prorogata per la terza volta al 30/03/2016.
Mancano due settimane al 30/03/2016 e sarà quindi inevitabile una quarta proroga.
C'è da restare senza parole...
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Marino
Percorso per le mountain bike
La concessione avrà la durata di 2 anni e tutte le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area sono a carico del concessionario. Per tale motivo comunica che entro sette giorni dall'avviso qualsiasi persona o associazione sportiva interessata potrà manifestare per iscritto il proprio interesse ad ottenere in concessione l'area FONTE .
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Marino
Consiglio comunale lunedì 21 marzo ore 21.00
1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;
2. Comunicazioni del Sindaco;
3. Indennità di presenza Consiglieri Comunali anno 2016. Determinazioni;
4. Proposta di verifica di aree e fabbricati da destinare alla residenza, attività produttive e terziarie ai sensi delle leggi 18 aprile 1962 n. 167, 22 ottobre 1971 n. 865 e 5 agosto 1978 n. 457;
5. Elenco dei beni immobili ricadenti nel territorio comunale non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali di valorizzazione ovvero di dismissione (art. 58 d.l. 112/2008 convertito in legge n. 133/2008);
6. Piano triennale di razionalizzazione dell'utilizzo delle dotazioni strumentali, autovetture di servizio e beni immobili (art. 2 " Comma 594- Legge n. 244/2007);
7. Approvazione Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2016 " 2018;
8. Approvazione Documento Unico di Programmazione e bilancio di previsione 2016/2018;
9. Approvazione Convenzione per la gestione associata I.A.T. - informazione ed accoglienza turistica - 2016/2017;
10. Affidamento all'Associazione Ponteventi dei servizi mercatali inerenti la fiera della pancetta e i Sapori del Borgo - Approvazione Convenzione;
11. Convenzione per la gestione associata trasporto scolastico con il Comune di Vigolzone. Adozione;
12. Approvazione convenzione ex art. 30 D.lgs 267/2000 per la gestione in forma associata della procedura di gara ad evidenza pubblica per l'aggiudicazione del servizio mensa scolastica 01.09.2016 - 31.08.2018;
13. Approvazione schema di Convenzione "PROVINCIA PIU' BELLA" per disciplinare le modalità di erogazione di finanziamenti a tasso agevolato per il riattamento di fabbricati e/o la loro messa in sicurezza;
14. Variante specifica al Piano Regolatore Generale. Adozione ai sensi dell'art. 15, comma quarto, Legge Regionale 7 dicembre 1978 n° 47 e successive modifiche ed integrazioni. variante n° 32;
15. Approvazione Convenzione tra Unione Alta Val D'Arda ed il Comune di Ponte dell'Olio per Partecipazione al bando regionale approvato con delibera di Giunta regionale n. 2176/2015;
16. Autorizzazione alle permute di reliquati stradali in Loc. Ca' Ballestracci di Tollara. Precisazioni e modifica alla delibera C.C. n. 107/2014;
17. Esame interpellanza a risposta scritta presentata dal Consigliere Comunale Chiesa Alessandro ad Oggetto:" Servizio rifiuti e attività di controllo e vigilanza da parte del Comune di Ponte dell'Olio".
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SOMS Ponte
Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pontedell'olio Assemblea straordinaria
sabato 19 marzo 2016 presso la Sala Consigliare del Comune in via Vittorio Veneto 147 alle ore 15, 30
Ordine del Giorno:
1) Discussione e Approvazione del Nuovo Statuto
2) Presentazione Programma Attività
3) Aggiornamento gestione cassa
4) Varie ed Eventuali
Il Presidente
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Marino
PonteVigo
Ad oggi le fusioni istituite fino al 2015, che beneficiano del fondo statale sono 28 FONTE per un totale di 10milioni di euro. Il fondo a ripartizione disponibile è di 30milioni di euro FONTE . Ci sono quindi ampi margini di utilizzo, ma...
I comuni che si sono fusi nel 2016 sono stati 27 e quelli che potrebbero fondersi con decorrenza 1/1/2017 potrebbero essere almeno 150 (già in essere 157 progetti di fusione, alcuni non si concretizzeranno ma da qui a là altri se ne aggiungeranno) FONTE .
Per fare un esercizio mentale, consideriamo che ogni comune possa beneficiare in media di 10.000.000 : 28 = 360.000 €/anno
Dall'anno prossimo sarebbero quindi necessari fondi per 360.000 x (28+27+150) = 74milioni di euro. Ma il fondo a ripartizione è di soli 30milioni.
Ecco che la fusione di PonteVigo NON partirebbe con i contributi del valore fino ad ora divulgato ma con valori più che dimezzati. E quanto poi ancora si ridurranno negli anni successivi quando altri comuni si fonderanno?
E' quindi assolutamente necessario che nelle mie valutazioni la valenza dei contributi abbia il peso che deve avere, marginale, molto marginale, anzi... dovrò ben valutare se i costi derivanti dalla fusione (quelli dovuti alla riconversione di due strutture in una) e quelli che graveranno sui cittadini a causa dei servizi che nel tempo verranno accorpati in una sede piuttosto che nell'altra (vedi ed es. asilo nido)(costi forse ancor più pesanti dei precedenti ), verranno compensati, per un certo periodo dagli (aleatori) contributi, e successivamente dalle economie di scala. Così a caldo, ragionando nel lungo periodo, e attenuandosi l'iniziale favore che avevo per la fusione, ho qualche dubbio, ma... prima di "farmi persuaso"... l'approfondimento continua.
Diritto di rettifica #asilonido #bilancio #comune #criticitamministrative #economia #fusionecomuni #gestionecosti
Spiace che tu tenga questo comportamento, volto unicamente ad attaccare la mia figura (non me la prendo, però non è bello).
In caso di fusione, sicuramente mi farei da parte (salvo eventi eccezionali).
A Comune singolo, dipenderebbe da più fattori (persone, programma, ecc.), ma le probabilità sono basse.
La poltrona mi interessa assai poco (evidentemente non mi conosci) e mi sembra di averlo dimostrato in questi quasi due anni.
Se vuoi discutere di temi, mi troverai sempre.
Se vuoi solo fare polemica contro di me,invece, non ti seguirò.
Buon proseguimento.
Ho profondo rispetto per te e per le tue idee.
Preferisco opinioni radicalmente differenti al sempre più diffuso pensiero unico, purché esse siano supportate dai fatti o, comunque, dal buon senso e dalla logica (se no sconfiniamo nella fantasia).
Ti ho risposto così, molto pacatamente perché più di una volta hai lanciato delle velate frecciatine contro di me (va bei tut, però non sono scemo!).
Buona domenica!
Ogni volta che ho vissuto accorpamenti, fusioni, pseudoristrutturazioni ecc., i risultati sono stati forse non peggiori dal punto di vista economico ma sicuramente hanno portato a disagi non trascurabili per il cliente finale.
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Nello specifico, e ci tengo a ribadirlo, l'art. 5 dispone che la Repubblica attua il più ampio (importante il rafforzativo "più ampio") decentramento amministrativo e adegua i metodi e i principi della sua legislazione alle esigenze dello stesso decentramento.
Ci tengo affinché il dettato costituzionale venga rispettato anche nelle questioni locali.
Io, ovviamente, condivido appieno il tuo ragionamento, trovandolo molto intonato con il sopra menzionato art. 5.
almeno al livello amministrativo più basso su particolari tematiche non sarebbe male un minimo processo di condivisione preventivo.
Ad ogni modo, se ti interessa il discorso, mi addentro nella giurisprudenza costituzionale, potendo almeno annoverare nelle mie modeste conoscenze lo studio di tale disciplina.
Non è questione ripartizione di competenze in questo caso, non essendo coinvolti enti sovraordinati (se lo fosse, sarebbe ancora più evidente la violazione).
La fusione in sé è e resta palesemente un processo accentratore.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (secondo comma, art. 1).
I limiti della sovranità popolare, quindi, sono previsti e indicati nella medesima Costituzione (non è che i cittadini, pur essendo sovrani, possano fare qualsiasi cosa gli venga in mente.. altrimenti torniamo allo stato di natura).
Rimanendo all'oggetto esaminato, nell'art. 5 si afferma che la Repubblica attua il più ampio decentramento (è un compito preciso dello Stato): abbiamo già scovato la limitazione di riferimento alla nostra situazione.
La legge ordinaria non può contrastare con il dettato costituzionale.
Allo stesso modo, una legge regionale o un referendum popolare non possono disporre un accentramento, in contrasto con l'art. 5, il quale, come appena detto, funge da limite alla sovranità popolare.
Nel caso in esame, non potrebbe fare ciò nemmeno una legge "rafforzata" di revisione della Costituzione, siccome i primi 11 articoli (principi fondamentali), il 138 (revisione della Costituzione) e il 139 (definitività della forma repubblicana) sono per loro natura immutabili.
Ormai, gli unici enti dove i cittadini sono ancora in grado di incidere democraticamente sono proprio i Comuni, soprattutto se di dimensioni medio-piccole.
Conviene pensarci bene, prima di delegare ai partiti le nostre vite.
Alla domanda sull'ulteriore frazionamento rispondo citando l'altro principio dell'art. 5 della Costituzione, ovvero l'autonomia.
Il (più ampio) decentramento amministrativo va coordinato con l'autonomia: un ente deve essere in grado di funzionare ed essere autosufficiente (se no che senso avrebbe istituirlo?).
Ponte Dell'Olio lo è (e con i 600.000 euro che ci toglie annualmente lo Stato centrale saremmo ancor più autonomi).
Difficilmente lo sarebbero Castione, Cassano, Sarmata, Veggiola, Folignano e le altre frazioni, se prese singolarmente.
Non si tratta di un mero atto formale, nonostante possa sembrarlo.
Inoltre, l'art. 54 dispone: "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."
Si tratta dell'ultimo articolo della Parte I, che contiene "Diritti e doveri dei cittadini".
In quanto "diritti" e "doveri", non possiamo ne essere privati dei primi, ne sottrarci ai secondi.
L'idea che siano i cittadini a interpretare in maniera corretta gli articoli della Carta o che in tema debbano valere i pareri espressi da esperti costituzionalisti, lascia il tempo che trova.
Come ben diceva un noto allenatore di calcio â€rigore è quando fischia arbitro†e dunque lo stabilire se l'eventuale â€"sanzione†sia o no giustificata e applicabile, non compete alla tifoseria o ai giocatori in campo, né tantomeno ai dirigenti delle due squadre che, più di altri, dovrebbero conoscere il regolamento.
Nel caso specifico vale dunque la pena ricordare che i pareri delle tifoserie anche se autorevoli e ben motivati, restano pareri della tribuna e non producono fatti poiché è la Costituzione stessa a dirci che a decidere le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni (art 134), è compito esclusivo della Consulta (Corte Costituzionale). Idem per quanto concerne l'istituto del referendum ( vedasi ammissibilità ).
Ed è proprio perché â€la Costituzione non è un pezzo di carta da nominare quando fa comodoâ€, che i pur leciti e continui richiami d'incostituzionalità per ogni atto non gradito, non avendo gli stessi alcun effetto pratico, restano, di fatto, delle mere opinioni.
Va detto infine che per quanto si possa criticare e/o non condividere a fondo finalità e procedure sin qui adottate per l'eventuale fusione dei due Comuni, nessuno, in assenza di una sentenza della Consulta, sentenza che può essere sollecitata solo attraverso un ben codificato iter procedurale, può legalmente sostenere che tale percorso sia avvenuto fuori dal dettame costituzionale.
Gianni, perdonami, ma non mi hai affatto risposto nel merito.
Tutt'altro, hai cercato di sminuire la validità del mio pensiero solo in quanto espresso da me e non dalla Corte.
La Costituzione è scritta in un linguaggio semplice, affinché tutti possano comprenderla e osservarla.
Perché la Corte si esprima sulla legge di fusione occorrerebbe che un qualsiasi grado di giudizio sollevi il quesito alla stessa Consulta (un pò dispendioso e complicato, non credi?)
Ad ogni modo, esiste l'art. 54, che ci impone di rispettare la Costituzione e di esservi fedeli.
Essa, cosi come le leggi, andrebbero seguite in quanto tali.
La politica ha l'obbligo, pertanto, di conformarsi ai suoi articoli, anche senza aspettare qualsivoglia tipo di sentenza.
Nel parcheggio a strisce gialle, io, che sono una persona senza disabilità , non ci parcheggio a prescindere dal fatto che sia il vigile a impormelo, in quanto conosco il divieto di legge e, ovviamente, lo seguo.
Attendo tua risposta.
L'unificazione è stata senza dubbio un processo di arduo compimento, viziata soprattutto da una sorta di "imperialismo" piemontese, piuttosto che da una vera e propria spinta patriottica unitaria.
Ad ogni modo, trovo molto rispettoso delle varie comunità locali il fatto che si siano inseriti nei principi fondamentali della Carta l'autonomia e il decentramento.
I Padri costituenti conoscevano benissimo la storia nazionale e non potevano trascurare questo aspetto.
Altresì, essi erano consci che il potere centrale avrebbe dovuto trovare limitazioni proprio nel potere locale, onde evitare nuovi e pericolosi autoritarismi.
Aldo Moro, in una frase che ho postato qualche tempo fa, esplica molto bene quest'ultimo concetto.
Il mio intervento, se lo analizzi bene, non contiene un'opinione personale, ma riporta fedelmente quanto previsto dalla Costituzione e poiché non ti sarà sfuggito che è la stessa Carta che delega e indica con precisione chi è preposto alla sua interpretazione in rapporto alle leggi approvate, non vedo come un'opinione di parte, pur anche ben motivata e ragionevole, possa ribaltare il dettame costituzionale.
Il fatto che esista una Costituzione formale, ovvero una Costituzione scritta che contiene i principi e le norme dell'organizzazione dello Stato, e una Costituzione cosiddetta â€"materiale†che indica il modo in cui la Carta costituzionale viene da sempre interpretata e legittimamente applicata, non sposta di una virgola l'assunto che, pur con i miei limiti espositivi, ho cercato in qualche modo di evidenziarti.
Quanto all'idea che la politica debba conformarsi al contenuto della Carta, siamo tutti d'accordo, ma sappiamo entrambi che ogni scelta, pur effettuata a norma di legge, può dar luogo, soprattutto nel medio e lungo periodo, a risultati e a variazione del contesto socio economico non sempre adeguati e in sintonia con la volontà dell'elettorato. Le elezioni servono anche a questo. Ciao e buona serata.
Gianni
P.S. L'art. 54, che giustamente citi, non codifica infatti un'opinione, ma ci impone il rispetto e la fedeltà alla Costituzione in tutti i suoi articoli, ruolo della Consulta compreso.
sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di
legge, dello Stato e delle Regioni;
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le
Regioni;
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione".
La Corte costituzionale, quindi, non ha formalmente l'obbligo di interpretare la Carta: deve esclusivamente GIUDICARE leggi e atti aventi forza e valore di legge.
Questo presuppone che i suoi giudici abbiano come base delle loro sentenze un oggetto chiaro e definito, altrimenti potrebbe benissimo capitare che, un giorno qualsiasi, la Corte decida, ad esempio (per assurdo), di reputare fra il concetto di "popolo" anche gli animali domestici e, conseguentemente, di non cassare una ipotetica legge elettorale che conferisca a cani, gatti e canarini il diritto di voto.
Invece non succede così, perché il concetto di popolo, così come quelli di sovranità o decentramento, sono già noti alla giurisprudenza (lo erano ai vari Calamandrei, Moro, La Pira, Mortati, ecc.).
A livello teorico, dovremmo supporre che i componenti della Corte abbiano ben presente l'interpretazione autentica della Costituzione e, soprattutto, che diano giudizi imparziali (anche se su uno come Amato ho seri dubbi a riguardo).
Se poi gli stessi giudici ignorano totalmente o parzialmente (per incompetenza o malafede) alcuni concetti ed emettano sentenze devianti, questo è un altro tipo di problema (le nomine politicizzate ne sono la principale causa).
Comunque sia, non penso che le parole "..(la Repubblica) attua il più ampio decentramento amministrativo.." abbiano bisogno di un pronunciamento della Consulta per essere capite.
Io sono di questo parere.
PS: àˆ sempre un piacere discutere con te, Gianni.
- attività produttive
- commercio
- servizi sociali
- sport e cultura.........
Avremo comunque modo di discuterne ancora tante volte in questi mesi.
Il confronto apertosi ha portato sul tavolo molte questioni meritevoli di attenzione; e ciò non può che farmi (e farci) piacere.
Fortunatamente, il tempo è dalla nostra parte.
I concetti sono presi dai riassunti e dalle rielaborazioni dei verbali dell'Assemblea, quando non direttamente dai medesimi. 😄
Qui tuttavia non si discuteva sugli obblighi della Consulta (ti ho già fatto cenno circa l'iter procedurale che, in caso di contrasto, è necessario attivare per richiedere l'eventuale giudizio di merito della Corte), qui si parlava di procedure lecite e costituzionalmente definite, nonché degli effetti pratici che l'azione insindacabile della Consulta, una volta avviata, è in grado di produrre.
In altre parole cercavamo solo di capire chi, in caso di â€"partitaâ€, fosse legittimamente designato per fischiare l'eventuale il â€"rigoreâ€, senza occuparci delle qualità personali dell'arbitro.
E' pur vero che in linea di principio la Costituzione non s'interpreta ma si rispetta, ma è altrettanto vero che chi ha riconosciuto ai Giudici della Consulta l'autorità gerarchica per emettere sentenza, ha messo in conto anche la loro capacità autonoma nel valutare correttamente quanto indicato dalla Carta.
L'idea poi che la decisione ultima della Corte (se richiesta) possa non essere condivisibile e ben accettata da tutti, non ha, al lato pratico, alcuna incidenza. E certo, infatti, che una sentenza della Consulta non è mai appellabile.
Infine, tornando al nocciolo vero della questione dibattuta, ossia la legittimità o meno della fusione, (un problema che non mi pongo), mi sembra del tutto evidente che in caso di contrasto tra opposte opinioni in materia, l'eventuale ultima parola circa l'incostituzionalità del supposto accentramento territoriale non lo deciderebbe il contributo giuridico lasciatoci da Calamedrei o da Moro ma, piaccia o no, sarebbe di esclusiva competenza del famoso arbitro immaginato da Boskov. Fine - Ciao.
Il primo, tra l'altro, protagonista di una delle più grandi violazioni dell'art. 47 (tutela del risparmio ed esercizio del credito), col celebre prelievo forzoso notturno del 6x1000 sui conti correnti degli italiani.
Personalmente, ho grande stima di Lorenza Carlassare e Stefano Rodotà .
Tuttavia, non compete a me decidere.
Ritengo fin da quella prima riunione pubblica che vada promossso il più ampio e tranquillo dibattito circa i pro ed i contro della fusione, proprio per limitare il numero di coloro che, come detto da Donald, decidano d'istinto. Chi tiene maggiormente a questa fusione deve spiegare, discutere, convincere gli altri che la stessa è la soluzione migliore per il nostro futuro, diversamente prevarrà il mantenimento dello status quo. Saluti a tutti Marco Boselli
Marco Boselli
Marino
Fusione PonteVigo
In un caso la sovranità dei singoli territori non è stata fatta prevalere (legittimamente perché la Legge, nel momento in cui le amministrazioni chiedono la fusione, consegna la decisione sulla fusione all'Assemblea legislativa, a prescindere dal risultato del referendum); nell'altro invece sembra sarà tenuta in alta considerazione. Per evitare speculazioni sui numeri, sia da parte dei sostenitori del SI che da parte dei sostenitori del NO alla fusione di Ponte con Vigolzone, ecco una tabella a cui riferirsi.
Le fonti sono qui FONTE e qui FONTE .
<table border="1" style="text-align:center;"><tr><th></th><th>Bazzano</th><th></th><th>Savigno</th><th></th><th>Serrav</th><th></th><th>Cresp</th><th></th><th>Montev</th><th></th></tr><tr><td>Residenti </td><td>6.896</td><td></td><td>2.788</td><td></td><td>4.917</td><td></td><td>9.982</td><td></td><td>5.286</td><td></td></tr><tr><td>Elettori</td><td>5.067</td><td></td><td>2.270</td><td></td><td>3.754</td><td></td><td>7.650</td><td></td><td>4.155</td><td></td></tr><tr><td>Votanti</td><td>2.629</td><td>52%</td><td>1.210</td><td>53%</td><td>1.739</td><td>46%</td><td>3.506</td><td>46%</td><td>2.149</td><td>52%</td></tr><tr><td>Sì</td><td>1.081</td><td>41%</td><td>516</td><td>43%</td><td>892</td><td>52%</td><td>1.982</td><td>57%</td><td>1.255</td><td>59%</td></tr><tr><td>No</td><td>1.525</td><td>59%</td><td>679</td><td>57%</td><td>832</td><td>48%</td><td>1.494</td><td>43%</td><td>871</td><td>41%</td></tr><tr><td>Voti validi</td><td>2.606</td><td></td><td>1.195</td><td></td><td>1.724</td><td></td><td>3.476</td><td></td><td>2.126</td><td></td></tr><tr><td>Bianche</td><td>13</td><td></td><td>6</td><td></td><td>10</td><td></td><td>16</td><td></td><td>13</td><td></td></tr><tr><td>Nulle</td><td>10</td><td></td><td>9</td><td></td><td>5</td><td></td><td>14</td><td></td><td>10</td><td></td></tr></table>
<table border="1" style="text-align:center;"><tr><th></th><th>Valsamoggia NO</th><th></th><th>Valsamoggia SI</th><th></th></tr><tr><td>Residenti</td><td>9.684</td><td></td><td>20.185</td><td></td></tr><tr><td>Elettori</td><td>7.337</td><td></td><td>15.559</td><td></td></tr><tr><td>Votanti</td><td>3.839</td><td>52%</td><td>7.394</td><td>48%</td></tr><tr><td>Sì</td><td>1.597</td><td>42%</td><td>4.129</td><td>56%</td></tr><tr><td>No</td><td>2.204</td><td>58%</td><td>3.197</td><td>44%</td></tr><tr><td>Voti validi</td><td>3.801</td><td></td><td>7.326</td><td></td></tr><tr><td>Bianche</td><td>19</td><td></td><td>39</td><td></td></tr><tr><td>Nulle</td><td>19</td><td></td><td>29</td><td></td></tr></table>
<table border="1" style="text-align:center;"><tr><th></th><th>Ziano</th><th></th><th>Borgonovo</th><th></th></tr><tr><td>Residenti</td><td>2.577</td><td></td><td>7.887</td><td></td></tr><tr><td>Elettori</td><td>2.233</td><td></td><td>5.823</td><td></td></tr><tr><td>Votanti</td><td>1.165</td><td>52%</td><td>1.776</td><td>30%</td></tr><tr><td>Sì</td><td>430</td><td>37%</td><td>1.214</td><td>69%</td></tr><tr><td>No</td><td>723</td><td>63%</td><td>542</td><td>31%</td></tr><tr><td>Voti validi</td><td>1.153</td><td></td><td>1.756</td><td></td></tr><tr><td>Bianche</td><td>10</td><td></td><td>11</td><td></td></tr><tr><td>Nulle</td><td>2</td><td></td><td>9</td><td></td></tr></table>
<table border="1" style="text-align:center;"><tr><th></th><th>Valsamoggia</th><th></th><th>Ziano Borgonovo</th><th></th></tr><tr><td>Residenti</td><td>29.869</td><td></td><td>10.464</td><td></td></tr><tr><td>Elettori</td><td>22.896</td><td></td><td>8.056</td><td></td></tr><tr><td>Votanti</td><td>11.233</td><td>49%</td><td>2.941</td><td>37%</td></tr><tr style="font-weight:700;"><td>Sì</td><td>5.726</td><td>51%</td><td>1.644</td><td>57%</td></tr><tr style="font-weight:700;"><td>No</td><td>5.401</td><td>49%</td><td>1.265</td><td>43%</td></tr><tr><td>Voti validi</td><td>11.127</td><td></td><td>2.909</td><td></td></tr><tr><td>Bianche</td><td>58</td><td></td><td>21</td><td></td></tr><tr><td>Nulle</td><td>48</td><td></td><td>11</td><td></td></tr><tr style="font-weight:700;"><td>Scelta Regione</td><td style="color:green;">Fusione approvata</td><td></td><td style="color:red;">Fusione respinta</td><td></td></tr></table>
E' opportuno precisare che, nelle fusioni in cui in tutti i territori ha prevalso il SI, fino ad oggi il legislatore ha deliberato la fusione; come non la ha deliberata nelle fusioni in cui in tutti i territori ha prevalso il NO. Ma questo è solo un fatto statistico in quanto, nel momento in cui le amministrazioni chiedono la fusione, la Regione ha la facoltà attribuitale dalla Legge di decidere a suo insindacabile giudizio (a prescindere dagli esiti dei referendum).
Diritto di rettifica #comune #criticitamministrative #dirittoamministrativo #fusionecomuni #partecipazione #piacenza #politica #trasparenza
Marino
Fusione PonteVigo
Per fare prima, seguendo la numerazione delle pagine del documento, posizionarsi all'inizio di pag. 6 di 25.
Nel progetto sottoposto all'Assemblea Regionale si legge che:
- i comuni di Ponte e di Vigolzone cesseranno di essere il 31/12/2016
- il nuovo comune originato dalla fusione decorrerà dal 1/1/2017
- l'elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio si terranno nella tornata elettorale del 2017
- il nuovo comune verrà amministrato da un commissario che resterà in carica fino alle elezioni e che verrà coadiuvato dai sindaci dei preesistenti comuni
- i consiglieri comunali cessati per effetto dell'estinzione dei comuni d'origine, continueranno ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti
- il nuovo Comune, in via transitoria, subentrerà ai preesistenti Comuni nelle rispettive Unioni con riferimento al territorio dei Comuni d'origine
- entro un anno dalla data della sua istituzione il nuovo Comune disporrà il recesso da una delle due Unioni e perfezionerà l'adesione all'altra con riferimento all'intero territorio comunale
- i contributi regionali previsti per il nuovo comune sono: 150.000€ (~16 €/anno/residente) per tre anni , 136.000 € (~15 €/anno/residente) per 15 anni
- lo Statuto del nuovo Comune dovrà prevedere che alle comunità di origine, o ad alcune di esse, siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi
- lo Statuto del nuovo Comune potrà prevedere l'istituzione di municipi nei territori delle comunità di origine o di alcune di esse; statuto e regolamento comunali potranno disciplinare l'organizzazione e le funzioni dei municipi, prevedendo anche organi eletti a suffragio universale diretto; agli amministratori dei municipi si applicherà la disciplina sullo status degli amministratori locali.
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Marino
Referendum 17 aprile: devono essere scelti 16 scrutatori
Nel quesito referendario si chiede: "Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?".
Il quesito riguarda solo la durata delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa, e non riguarda le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa.
Per permettere lo svolgimento del referendum, la Commissione elettorale dovrà scegliere 16 scrutatori. Per fare questo si riunirà in seduta pubblica tra il 25° e il 20° giorno antecedenti la data stabilita per la votazione (cioè tra il 23 e il 28 marzo).
La Commissione elettorale è composta da:
- Sergio Copelli (Sindaco - Presidente commissione)
- Bernardi Alessandro (supplente Lucini Fabrizio)
- Ratti Federico (supplente Marenghi Ivonne)
- Chiesa Alessandro (supplente Peroni Francesco).
Diritto di rettifica #alboscrutatori #ambiente #elezioni #notizielocali #politica #sindaco #trasparenza
Marino
Consulta dei Minori
Nella prima si legge: "rilevate le situazioni di disagio in cui versano le minori P.D. - A.M.E.D. - A.M.S. ..... l'affidamento famigliare è la soluzione ottimale secondo quanto valutato dall'équipe multi-professionale che ha in carico i casi;". E nella seconda: "rilevate le situazioni di disagio in cui versano le minori F.F. e C.R. ..... la collocazione in luogo protetto è la soluzione ottimale secondo quanto valutato dall'équipe multi-professionale che ha in carico i casi nonché secondo quanto disciplinato dal Tribunale per i Minorenni".
Sono fatti che stanno accadendo in abitazioni che si affacciano sulla strada che probabilmente percorriamo tutti i giorni... e sono fatti che strappano il cuore.
Una buona intuizione dell'Amministrazione Copelli era stata la Consulta dei Minori che però ha operato solo per 4 mesi (tre riunioni: 10/11/2014, 20/01 e 24/03/2015).
Perché l'iniziativa è stata abbandonata?
Il Sindaco non sente il dovere di spiegarlo ai cittadini?
E per i consiglieri comunali, va tutto bene così?
I componenti della Consulta: non hanno nulla da dire?
Diritto di rettifica #consigliocomunale #consultaperiminori #criticitamministrative #famiglie #giovanieminori #notizielocali #partecipazione #saluteeassistenza #sindaco #solidarieta #trasparenza
(*) Regolamento Consulta dei minori. Art. 3 – Compiti e attività della Consulta. La Consulta finalizza le proprie attività a: - Analizzare il grado di benessere dei minori sul territorio comunale, anche attraverso azioni di monitoraggio quantitativo e qualitativo; - Individuare le principali criticità di ogni fascia d'età ; - Identificare gli obiettivi educativi comuni a cui ispirare le rispettive attività ; - Informarsi reciprocamente riguardo alle azioni programmate da ognuno e ricercarne il coordinamento; - Organizzare iniziative congiunte tra più componenti della Consulta, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi educativi comuni; - Avanzare proposte all'Amministrazione Comunale riguardo all'allocazione delle risorse di bilancio destinate alle politiche giovanili.
Marino
Fusioni e coerenza politica
Nessuna fusione se un comune dice no - "Sono i cittadini che decidono: non è possibile una fusione tra due Comuni dove in uno di essi prevalga nettamente il no. Il referendum è un'opportunità : sta ai territori decidere se coglierla o respingerla". Lo sottolinea l'assessore regionale al Riordino istituzionale Emma Petitti, all'indomani del referendum consultivo che ieri ha coinvolto i cittadini di Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, chiamati ad esprimersi sul progetto di fusione tra i due Comuni della provincia di Piacenza. "Il referendum è un'opportunità : sta ai territori decidere se coglierla o respingerla - aggiunge Petitti -. Da parte della Regione anche questa volta ci sarà , come sempre, il massimo rispetto per la volontà popolare".
Diamo qualche numero...
Valsamoggia: a Bazzano dice NO il 58.52% dei cittadini e a Savigno dice NO il 56.82%, ma la somma con gli altri comuni dà SI per il 51.46% e viene decretata la fusione
Borgonovo-Ziano: a Ziano dice NO il 62.71% dei cittadini ma la somma con l'altro comune dà SI per il 56.51% e, secondo l'assessore Petitti, mi sembra di capire, non si farà la fusione.
Diritto di rettifica #comune #criticitamministrative #dirittoamministrativo #fusionecomuni #partecipazione #piacenza #politica #trasparenza
Marco Boselli
Ziano invece grazie alla sue colline e ai suoi vigneti ,ha mantenuto la sua caratteristica di zona agricola e vinicola ,che ha portato benessere e lavoro-Provate a pecorrere la strada che da Borgonovo va a Sarmato:cascine abbondonate ,stalle vuote. e campi coltivati a singhiozzo- Io capisco gli abitanti Ziano : hanno difeso il loro lavoro .
E' un atteggiamento che non comprendo e che ritengo sostenuto più dal sentirsi circondato da altri che hanno questa posizione più che da motivazioni di merito.
Nel futuro non ci sarà più necessità di interfacciarsi fisicamente con gli uffici, la convergenza nella digitalizzazione si è avviata da anni, ce ne vorranno molti per arrivare ad un sistema efficiente; idealmente in un futuro remoto l'identificativo "comune" potrebbe anche non esistere più. Non si perde nulla con questo processo, è una fase intermedia tra ora e poi, rinunciarvi significa perdere tempo. Abiteremo sempre nello stesso posto che si chiamerà sempre allo stesso modo, conosceremo sempre le stesse persone, solo cambierà una sigla su un documento. Se vogliamo sostenere le nostre zone secondo me non è per niente positivo spingere contro questo tipo di cambiamenti, non vedo niente di più ma solo di meno. A livello psicologico per alcuni può essere difficile accettare che si possa condividere qualcosa con chi abita addirittura al di là di un torrente; ecco, in democrazia questa parte della popolazione non credo porti vantaggio alla collettività , per cui, per quanto posso, la invito a riflettere sui motivi dell'astio piuttosto che sui motivi a favore perchè penso che se non si è contrari a qualcosa sia meglio essere favorevoli che neutrali, l'inerzia è una brutta roba.
La partecipazione secondo me è anche (in realtà soprattutto) il ruolo che ognuno mette nel pensare oltre a sè stesso, non sedersi in 100 in una stanza a far finta di ascoltare degli oratori per poi andarsene senza aver apportato o assorbito niente.
Senza offendere nessuno, ma non credo si possa ragionare dell'argomento in questi termini.
Alla stessa maniera, non reputo corretto bollare negativamente coloro che hanno vedute diverse dalla propria (cosa che mi sembra di non aver mai fatto).
Anni fa si diceva che fosse "futuro" l'esatto opposto: federalismo, decentramento e autonomia.
E tutti a sostenere tale tesi, etichettandola come unica soluzione possibile e imprescindibile.
Oggi siamo passati al fronte opposto; e non troppo casualmente gli atteggiamenti sono gli stessi.
Secondo me conviene riflettere attentamente, in modo obiettivo (quindi lasciando perdere la retorica, la psicologia, le gabelle, il "ma che bello il Comune unico!" e quant'altro), e concentrarsi sul merito dell'oggetto, quindi porsi l'unica grande domanda: conviene o non conviene (nel senso più ampio del termine) fondersi con Vigolzone?
Visto che si parla tanto di contributi ed alleggerimento dei costi come principali motivi per unificarsi, scrutiamo i bilanci di chi, come il Comune di Valsamoggia, ha già effettuato una fusione e verifichiamo la correttezza o meno di quel che ci sentiamo dire.
Dopodiché, tiriamo le somme.
Saluti.
Sono sempre stato contrario alla devoluzione, così come sono contrario ai campanilismi, per cui non cavalco carri. Non penso agli introiti economici della prima ora (se ci saranno ne saremo peraltro tutti contenti, favorevoli e contrari), ma alla possibilità di avere magari uno o due assessori in più che possano avere più tempo da dedicare alla gestione della cosa pubblica. Gestire due comuni non comporta lavoro doppio: tutti i contratti si fanno una volta sola, e portano via la stessa quantità di tempo. Un altro vantaggio che vedo è di poter aver un bilancio più sostanzioso che consente, magari ad anni alterni, di investire in opere attualmente non alla portata nè di ponte nè di vigolzone, oltre che quanto detto sopra. Ma, al contrario, cosa comporta rimanere pontolliesi d.o.c.? Io credo chiudersi in un concetto di popolino novecentesco che difende i confini orgoglioso di poter offrire quel qualcosa in più del vicino, posto che ci sia, fintanto che il vicino non mette la quinta (ormai anche la sesta) e ti saluta lasciandoti nel tuo bell'orgoglio. Secondo me l'unità "definitiva" non sarà "Pontone", ma il "Valnurone", che sappia coordinare e disponga dei mezzi (anche economici) per farlo un territorio che sta diventando sempre meno interessante (io credo soprattutto per incuria, menefreghismo e campanilismo sterile).
1) Per Davide.
Il ragionamento è degno di nota, pur non trovandomi d'accordo con esso.
Descrivo quelle che ritengo esserne le criticità e attendo con piacere una replica.
Efficienza può esserci anche senza accentrare e, in ogni caso, un numero doppio di abitanti non può essere gestito con lo stesso personale di un solo ente (i margini effettivi di risparmio, infatti, sono tutti da verificare, nel caso vi fossero).
Sulla massa critica potrei essere d'accordo, ma lo trovo un concetto abbastanza astratto: intendi per bandi e finanziamenti regionali/statali? (però li contano i progetti, non le dimensioni demografiche), oppure magari per trattare ad esempio con IREN (qui sicuramente conta qualcosa)?
Sugli investimenti maggiori ci andrei cauto: è pur vero che il bilancio è più corposo, ma anche i costi e gli oneri aumentano (cresce tutto in proporzione).
Per quanto riguarda gli assessori, temo che non sarà come tu auspichi, a meno che non muti la legislazione in materia: i Consiglieri dai 3000 ai 10000 abitanti sono sempre 12, quindi anche gli assessori non aumentano di numero.
2) Per Vale.
Il commento mi ha fatto considerare un aspetto che ancora non è stato esaminato.
Tralasciando per ovvie ragioni la sfera privatistica personale, la questione dehli insediamenti produttivi è importante e ciò che è stato detto potrebbe essere veritiero: a Vigolzone vi è una disponibilità maggiore di aree rispetto a Ponte Dell'Olio e, per forza di cose, il Sindaco dell'ipotetico Comune fuso immagino che possa al 90% individuare proprio in Vigolzone un'eventuale nuova zona di ampliamento industriale.
Logicamente, pure gli insediamenti abitativi seguirebbero a ruota questa decisione, a discapito del nostro paese.
3) Per Giuà .
Mi si perdoni l'intromissione, ma il fatto che sia ipotizzabile una polarizzazione delle possibili nuove attività produttive non può essere un qualcosa di poco conto, a mio modesto parere.
Immaginate se accadesse adesso, a Comuni separati: l'opinione diffusa sarebbe alquanto negativa e non comprendo come questa possa ribaltarsi solo perché vi sarebbe una fusione.
Capitolo delocalizzazioni: esistono ancora tanti imprenditori che non ricorrono alla delocalizzazione e preferiscono produrre in loco.
Il compito degli amministratori, oltre a predisporre gli idonei spazi, deve essere quello di creare le condizioni fiscali ottimali (il che è realizzabile anche senza prima fondersi!).
Sulla questione del "rappresenta il futuro", rimando al commento precedente a questo, mentre sui consigli per gli acquisti (o le vendite) non mi intrometto.
Infine, sui minori costi derivanti dal ridimensionamento amministrativo nutro grossi dubbi (rimando al mio blog per spiegazioni tecniche).
Sui valori assoluti degli investimenti hai ragione, però teniamo sempre presente che se concentro da una parte, naturalmente lascio scoperta l'altra.
Un buon gruppo di lavoro dovrà avere la capacità e la bravura di saper gestire pure questo aspetto (l'importante è la trasparenza e il parlar chiaro).
Concedimi comunque di spezzare una lancia in mio favore.
Gli investimenti sarebbe possibili farli anche a Ponte Dell'Olio singolo, nonostante la solita ripetitiva manfrina del "non ci sono soldi": basterebbe avere le idee chiare (che sinora non ho visto). Se si è consci di ciò che va fatto, si riesce a gestire le risorse (poche o molte che siano) e programmarle di conseguenza.
Se, al contrario, non si sa dove sbattere la testa, il rischio è che si finisca col non fare mai niente.
Ad esempio, sul mio blog personale ho parlato a più riprese di quelle che, dal mio punto di vista, ritengo essere le priorità (non le ripeto per evitare di dilungarmi troppo): toccasse a me amministrare, orienterei il mio agire al perseguimento di tali obiettivi (e, se non tutti, almeno qualcuno sarei certo di realizzarlo).
Normalmente la fa chi è in campagna elettorale o chi si vuole candidare: Io, salvo eventi eccezionali, per l'eventuale Comune unificato non sarò in campo, mentre per il meno eventuale Comune singolo, al momento, avrei poche certezze di esserci.
Mi limito a raccontare ciò che tutti hanno potuto vedere in questi quasi due anni di amministrazione: nulla di memorabile, che possa far dire agli storici "questa cosa la ha fatta X" (non è un'offesa, bensì la verità ).
Tornando a noi, Ponte Dell'Olio sarebbe l'epicentro del nuovo territorio, ma la parte attualmente di Vigolzone che fiancheggia il nostro territorio sulla sinistra non credo possa portarci qualche tipo di vantaggio particolare.
Comunque sia, l'ampliamento industriale a Vigolzone sarebbe per noi un problema anche a Comune fuso, in quanto gli insediamenti abitativi privilegerebbero quella zona rispetto alla nostra (diventeremmo una sorta di periferia).
Entrare nei processi decisionali apre sempre nuove opportunità , ma qui ci riallacciamo al punto sugli amministratori (dove ti davo ragione).
Ad ogni modo, lascio scritto questo mio sentore alla cronaca di Ponteweb, in attesa di compimento (ne sono convinto al 90%): a Comune fuso, la prossima amministrazione non punterà allo sviluppo industriale/produttivo nel territorio pontolliese, ma si concentrerà quasi esclusivamente su Vigolzone, sulla medesima riga di adesso.
1) Per Davide.
Come non darti ragione sui 5 minuti, però per una persona che deve scegliere dove andare ad abitare sembra che contino più di quanto dovrebbero: anche a Vigolzone ci sono case sfitte e aree residenziali libere, quindi se uno trova lavoro lì, verosimilmente si stabilisce lì.
Alla lunga, ma su ciò credo che un Comune possa fare ben poco, è possibile che i proprietari pontolliesi di immobili sfitti e/o destinati alla residenza temporanea, stante una preferenza per Vigolzone dei papabili nuovi abitanti, possano ricorrere ad un abbassamento dei prezzi di vendita o affitto al fine di aumentare l'appetibilità e attrarre famiglie.
Naturalmente, quando un bene come la casa perde valore e si svaluta è sempre un male, perché significa che il mercato è in contrazione (non dovremmo arrivare a tanto!).
Del miglioramento dei servizi ne sentiamo tanto parlare, ma sempre in maniera astratta: quelli attuali sono migliorabili? in che modo migliorarli? fino a che punto un ente pubblico può agire? Io, per citare un esempio, sarei per internalizzare la mensa scolastica e renderla a "km 0", ma non so sinceramente quanto possa impattare (nonostante il servizio in sé migliori).
Il discorso è ampio e andrebbe approfondito (nei commenti è difficile).
2) Per Fabrizio.
Ciao Fabri, in modo molto semplice, intendevo dire che se una delle due aree diventasse di fatto il polo industriale e abitativo del nuovo Comune, conseguentemente l'altra diverrebbe una sorta di Zona B, pressoché ferma dal punto di vista lavorativo e demografico, se non addirittura in recessione.'
Se mai si paventasse tale possibilità , ne trarremo le conseguenze, però essa non può essere utilizzata come pretesto per puntare la pistola alla nuca delle persone.
Anche perché, pur essendoci qualche disegno di legge depositato in Parlamento a tal proposito, tale evoluzione normativa sembra ancora molto lontana, ammesso che divenga realtà in futuro (la vedo dura, ma è un'opinione personale).
1) Per Fabrizio.
Tranquillo, lungo o corto non è importante.
Provo a risponderti per quel che è il mio modo di vedere le cose.
Non credo sia questione di grandezze demografiche, così come non lo sia di servizi, in quanto le prime sono simili fra i due Comuni e i secondi altrettanto.
Sui servizi, soprattutto, va detto che quelli sono e quelli rimangono, siccome la fusione non permette di aumentarne l'offerta (che senso avrebbe introdurne di nuovi per alcuni anni e dopo toglierli?).
Ponte si sta già deprimendo economicamente e demograficamente (i numeri del DUP sono chiari).
Sulla questione della periferia, non penso si possa ragionare del nostro paese come di una zona periferica di una grande città (paragoni non fattibili).
àˆ ovvio che prima o poi arriverà anche un periodo di espansione economica (fuori dall'euro!) e, magari, quando sarà il momento, il futuro Sindaco opterà per espandere la zona industriale dove vi sarà spazio, ossia a Vigolzone, sfavorendo per ovvie ragioni Ponte.
Inutile girarci attorno e negarlo: la gente va dove c'è lavoro.
Possiamo mettere tutti i migliori servizi del mondo, ma senza posti lavorativi non si stabilisce a vivere da noi nessuna famiglia.
Infine, relativamente all'ambito di gestione urbanistica su area vasta, conoscendomi sai già di trovarmi in disaccordo: sono avverso alla logica del "sempre più grande".
Non vorrei arrivare al punto che mi si dica di abolire tutto e tenere solo lo Stato centrale.
2) Per John Connor.
Suvvia, non esageriamo adesso.
Mi sembra che nessun piccolo Comune, men che meno Ponte Dell'Olio (che tanto piccolo non è affatto!), sia in fallimemto o immobilizzato.
Al contrario, vedo tante amministrazioni che, senza lamentarsi continuamente delle risorse limitate, si adoperano e cercano di produrre comunque qualcosa di buono.
Non ti offendi vero, se ti dico che la tua visiome futura della nostra realtà nazionale è un pò troppo orwelliana?
Vedrai, carissimo John, che se nel 2018 mandiamo al potere un Governo come si deve, che ci liberi dalla maledizione dell'austerità , tante cose cambieranno e i Comuni avranno molte più possibilità di quante non ne abbiano adesso.
Nel frattempo, anziché abolire questi ultimi per allontanare il cittadino dalla res publica, converrebbe programmare e gestire sapientemente il denaro che si ha (poco o molto che sia).
Concludo con una riflessione.
Guarda caso, il partito che da Roma tenta di mettere in ginocchio i Comuni è lo stesso che spinge assiduamente per le fusioni.
Chissà come mai, eh?!
Meno potere hanno i cittadini, più qualcuno è contento.
"lavoreremo un giorno in meno , ma guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più"
Per distacco il migliore della discussione (giuro sono morto dal ridere!).
Titti Sindaco, subito!
2) seuguendo giornali e TV in merito alle elezioni aMMINISTRtive delle maggiori città ,lo spettacolo della
nostra classe politica è o da suicidio di massa o dal bazuka.



