09/02/14
Marino
Marino
Sergio Copelli si candida alle elezioni amministrative.
Da Libertà apprendiamo che il nostro concittadino Sergio Copelli si è ufficialmente candidato a Sindaco di Ponte dell'Olio.
La sua scelta è conseguente al percorso partecipato nell'ambito del laboratorio Prossima Ponte, il comitato civico nato nella primavera dello scorso anno; la lista sarà denominata "Insieme per cambiare il futuro".
Sergio Copelli, cinquant'anni, originario di Vernasca, pontolliese dal 1994 quando ha sposato Monica Burzoni(da cui ha avuto le figlie Silvia di 17 anni e Chiara di 14) è funzionario di Piacenza Expo ed è ideatore del festival internazionale degli artisti di strada che si tiene ogni anno a Vernasca: il Bascherdeis Festival.
Sergio Copelli sottolinea di considerarsi «la punta di un iceberg di un gruppo di lavoro che da più di un anno si ritrova per analizzare problematiche e prospettive di sviluppo del paese. Non ci sono appartenenze politiche o ideologie definitive, vogliamo sentirci utili per il paese. Mi sono reso disponibile e la mia è una scelta di cuore. La forza di questo progetto è comunque nel gruppo, formato da persone di qualità , e nell'approcciarci al futuro in modo diverso.» «Se l'orizzonte non cambia, per la situazione difficile che stiamo vivendo e in un paese ripiegato su se stesso come Pontedellolio, occorre cambiare prospettiva perché gli strumenti del passato non riescono a cambiarlo. Non guardiamo al passato, ma siamo aperti al prossimo futuro e desideriamo farlo insieme, con la partecipazione e l'ascolto di tutti» «l'obiettivo sarà cercare di alzare la qualità della vita, di migliorare i servizi, esaltare le peculiarità di Pontedellolio, nella condivisione dei problemi e nella partecipazione della gente ai processi decisionali, rendendola informata e consapevole, come è stato in Prossima Ponte, in cui abbiamo affrontato diverse tematiche, dal dissesto idrogeologico alla scuola, dallo sviluppo economico del nostro paese ai nuovi assetti determinati dalla costituzione dell'Unione dei comuni dell'Alta Valnure di cui anche Pontedellolio fa parte. Mi piacerebbe che questo paese e la sua gente alzassero lo sguardo».
La sua scelta è conseguente al percorso partecipato nell'ambito del laboratorio Prossima Ponte, il comitato civico nato nella primavera dello scorso anno; la lista sarà denominata "Insieme per cambiare il futuro".
Sergio Copelli, cinquant'anni, originario di Vernasca, pontolliese dal 1994 quando ha sposato Monica Burzoni(da cui ha avuto le figlie Silvia di 17 anni e Chiara di 14) è funzionario di Piacenza Expo ed è ideatore del festival internazionale degli artisti di strada che si tiene ogni anno a Vernasca: il Bascherdeis Festival.
Sergio Copelli sottolinea di considerarsi «la punta di un iceberg di un gruppo di lavoro che da più di un anno si ritrova per analizzare problematiche e prospettive di sviluppo del paese. Non ci sono appartenenze politiche o ideologie definitive, vogliamo sentirci utili per il paese. Mi sono reso disponibile e la mia è una scelta di cuore. La forza di questo progetto è comunque nel gruppo, formato da persone di qualità , e nell'approcciarci al futuro in modo diverso.» «Se l'orizzonte non cambia, per la situazione difficile che stiamo vivendo e in un paese ripiegato su se stesso come Pontedellolio, occorre cambiare prospettiva perché gli strumenti del passato non riescono a cambiarlo. Non guardiamo al passato, ma siamo aperti al prossimo futuro e desideriamo farlo insieme, con la partecipazione e l'ascolto di tutti» «l'obiettivo sarà cercare di alzare la qualità della vita, di migliorare i servizi, esaltare le peculiarità di Pontedellolio, nella condivisione dei problemi e nella partecipazione della gente ai processi decisionali, rendendola informata e consapevole, come è stato in Prossima Ponte, in cui abbiamo affrontato diverse tematiche, dal dissesto idrogeologico alla scuola, dallo sviluppo economico del nostro paese ai nuovi assetti determinati dalla costituzione dell'Unione dei comuni dell'Alta Valnure di cui anche Pontedellolio fa parte. Mi piacerebbe che questo paese e la sua gente alzassero lo sguardo».
Diritto di rettifica #elezioni
08/02/14
Marino
Marino
Il ruolo di Ponte nell'Unione Alta Valnure
Un esempio di come l'Unione dei Comuni dell'Alta Valnure impatterà sulla comunità pontolliese lo avremo nel momento in cui l'Unione prenderà in carico il problema delle scuole medie?
L'edilizia scolastica infatti non è una funzione che può gestire il singolo comune ma è una di quelle funzioni fondamentali che da quest'anno la Legge mette in capo alle Unioni di comuni (DL 95/2012, art.19 Funzioni fondamentali dei comuni , comma 1, lettera h: Edilizia scolastica).
Nel momento in cui si dovrà deliberare sull'argomento edifici scolastici, sarà quindi l'Unione che dovrà prendere in carico il problema? E sarà l'Unione che deciderà dove i nostri ragazzi frequenteranno le scuole medie, ecc. ecc.?
Mi ricordo, non tanti anni fa, quando ogni frazione aveva la sua scuola... oggi ogni comune ha una sola scuola. Mi ricordo, non tanti anni fa, quando ogni comune aveva la sua scuola... oggi ogni ambito ottimale ha una sola scuola.
Nota 1: In seno all'Unione Ponte ha 12 voti su 33 (Ferriere ha 6 quote, Farini ha 6 quote, Bettola ha 9 quote, Ponte ha 12 quote).
Nota 2: Il recesso dall'Unione non può essere deliberato se non siano decorsi almeno cinque anni dalla costituzione dell'Unione. Il recesso produrrà effetti sanzionatori di natura pecuniaria. Il recesso ha effetto dal secondo anno solare dall'adozione della deliberazione di recesso.
L'edilizia scolastica infatti non è una funzione che può gestire il singolo comune ma è una di quelle funzioni fondamentali che da quest'anno la Legge mette in capo alle Unioni di comuni (DL 95/2012, art.19 Funzioni fondamentali dei comuni , comma 1, lettera h: Edilizia scolastica).
Nel momento in cui si dovrà deliberare sull'argomento edifici scolastici, sarà quindi l'Unione che dovrà prendere in carico il problema? E sarà l'Unione che deciderà dove i nostri ragazzi frequenteranno le scuole medie, ecc. ecc.?
Mi ricordo, non tanti anni fa, quando ogni frazione aveva la sua scuola... oggi ogni comune ha una sola scuola. Mi ricordo, non tanti anni fa, quando ogni comune aveva la sua scuola... oggi ogni ambito ottimale ha una sola scuola.
Nota 1: In seno all'Unione Ponte ha 12 voti su 33 (Ferriere ha 6 quote, Farini ha 6 quote, Bettola ha 9 quote, Ponte ha 12 quote).
Nota 2: Il recesso dall'Unione non può essere deliberato se non siano decorsi almeno cinque anni dalla costituzione dell'Unione. Il recesso produrrà effetti sanzionatori di natura pecuniaria. Il recesso ha effetto dal secondo anno solare dall'adozione della deliberazione di recesso.
Diritto di rettifica #umav
08/02/14
Marco
Marco
Il ruolo di Ponte nell'Unione Alta Valnure
Sottoscrivo!
Saluti
Marco Boselli
Saluti
Marco Boselli
Diritto di rettifica #umav
08/02/14
Camillo
Camillo
Il ruolo di Ponte nell'Unione Alta Valnure
Ponte dell'Olio, purtroppo paga oggi scelte errate senza alcuna strategia prospettica: questa è la storia recente.
Ora, ci si deve confrontare con la realtà delle Unioni.
Se l'approccio dell'Unione è : tutto deve essere fatto nel mio paese e possibilmente sotto casa, non c'è possibilità di collaborazione con nessuno.
Purtroppo altri paesi si sono mossi prima su certi servizi alla cittadinanza e di certo non possiamo pretendere di rimettere concorrenza territoriale sul tema.
Se a Podenzano esiste una enorme casa della salute, nessuno può pretenderne un'altra a Ponte, così come se Vigolzone ha una struttura con piscina coperta funzionante è ovvio che nessuno si possa porre all'ordine del giorno la discussione se costruirne una anche a Ponte.
Ponte deve trovare spazio dove non c'è servizio alla comunità (dove per comunità intendo anche quella dei territori limitrofi). Discorso diverso, evidentemente per scuole ed eventuale auditorium che sono ad uso prettamente locale e raraamente condiviso.
Mi spiace ma contesto affermazioni del genere :
"E' ovvio che queste considerazioni saranno un obbligo per chi avrà la responsabilità dell'Unione... e saranno le scelte più economiche e più corrette: l'ambito ottimale è quello dell'Altavalnure!".
Per quanto mi riguarda, auspico che chi sarà chiamato ad amministrarci, avvii dal giorno dopo tutte le strade per riportare Ponte nel suo unico ambito ottimale : la condivisione di servizi e i risparmi di scala con il vicino comune di Vigolzone. Ben venga quindi qualunque progettualità di vallata che porti l'alta valnure a fondersi in un unico comune e Ponte ad esplorare percorsi di unità con Vigolzone.
Quanto sopra ridisegnerebbe i veri ambiti ottimali del territorio che si sarebbero dovuti avviare autonomamente già da almeno 5 anni, ma che i personalismi degli amministratori locali hanno impedito.
Ora, ci si deve confrontare con la realtà delle Unioni.
Se l'approccio dell'Unione è : tutto deve essere fatto nel mio paese e possibilmente sotto casa, non c'è possibilità di collaborazione con nessuno.
Purtroppo altri paesi si sono mossi prima su certi servizi alla cittadinanza e di certo non possiamo pretendere di rimettere concorrenza territoriale sul tema.
Se a Podenzano esiste una enorme casa della salute, nessuno può pretenderne un'altra a Ponte, così come se Vigolzone ha una struttura con piscina coperta funzionante è ovvio che nessuno si possa porre all'ordine del giorno la discussione se costruirne una anche a Ponte.
Ponte deve trovare spazio dove non c'è servizio alla comunità (dove per comunità intendo anche quella dei territori limitrofi). Discorso diverso, evidentemente per scuole ed eventuale auditorium che sono ad uso prettamente locale e raraamente condiviso.
Mi spiace ma contesto affermazioni del genere :
"E' ovvio che queste considerazioni saranno un obbligo per chi avrà la responsabilità dell'Unione... e saranno le scelte più economiche e più corrette: l'ambito ottimale è quello dell'Altavalnure!".
Per quanto mi riguarda, auspico che chi sarà chiamato ad amministrarci, avvii dal giorno dopo tutte le strade per riportare Ponte nel suo unico ambito ottimale : la condivisione di servizi e i risparmi di scala con il vicino comune di Vigolzone. Ben venga quindi qualunque progettualità di vallata che porti l'alta valnure a fondersi in un unico comune e Ponte ad esplorare percorsi di unità con Vigolzone.
Quanto sopra ridisegnerebbe i veri ambiti ottimali del territorio che si sarebbero dovuti avviare autonomamente già da almeno 5 anni, ma che i personalismi degli amministratori locali hanno impedito.
Diritto di rettifica #umav
07/02/14
Marino
Marino
Il ruolo di Ponte nell'Unione Alta Valnure
I commenti al post sulla Casa della salute FONTE fotografano quello che probabilmente sarà il "futuro di marginalità " di Ponte.
"Per noi è vicino comunque". "Podenzano dista da Ponte quanto Bettola, forse anche meno. Certo non avrebbe avuto senso investire altre risorse a soli 10 km da questa struttura". "Bettola è più baricentrica rispetto a Ponte".
Queste considerazioni varranno per qualsiasi iniziativa pubblica? Per un auditorium? Per una piscina coperta? Ecc.? E magari, non appena il pallino sarà saldamente nelle mani dell'Unione dell'Alta Valnure, saranno considerazioni che verranno fatte anche per il nuovo edificio scolastico?
E' ovvio che queste considerazioni saranno un obbligo per chi avrà la responsabilità dell'Unione... e saranno le scelte più economiche e più corrette: l'ambito ottimale è quello dell'Altavalnure!
I risultati dell'azione di coloro che negli anni passati avevano il compito di avere una visione, di progettare, di preparare e di perseguire la scelta migliore, hanno fornito gli elementi a chi doveva definire gli ambiti per collocarci lì. E così è... e così sarà ... che ci piaccia o che non ci piaccia!
"Per noi è vicino comunque". "Podenzano dista da Ponte quanto Bettola, forse anche meno. Certo non avrebbe avuto senso investire altre risorse a soli 10 km da questa struttura". "Bettola è più baricentrica rispetto a Ponte".
Queste considerazioni varranno per qualsiasi iniziativa pubblica? Per un auditorium? Per una piscina coperta? Ecc.? E magari, non appena il pallino sarà saldamente nelle mani dell'Unione dell'Alta Valnure, saranno considerazioni che verranno fatte anche per il nuovo edificio scolastico?
E' ovvio che queste considerazioni saranno un obbligo per chi avrà la responsabilità dell'Unione... e saranno le scelte più economiche e più corrette: l'ambito ottimale è quello dell'Altavalnure!
I risultati dell'azione di coloro che negli anni passati avevano il compito di avere una visione, di progettare, di preparare e di perseguire la scelta migliore, hanno fornito gli elementi a chi doveva definire gli ambiti per collocarci lì. E così è... e così sarà ... che ci piaccia o che non ci piaccia!
Diritto di rettifica #umav
07/02/14
Camillo
Camillo
Corruzione: non mi chiedo "se", mi chiedo "chi" .
Concordo con te Marino ma non pensiamo solo all'ambito politico.
E' stato pubblicato su Libertà di oggi, un articolo che spiega come le indagini sulle truffe inerenti alimenti biologici abbiano portato agli arresti domiciliari il titolare di una azienda di Rizzolo.
Una esauriente descrizione si trova a questo link: FONTE
L'ordinanza spiega che tale indagine:
"Ha ad oggetto l'importazione, da coltivazioni effettuate in Moldavia, Romania, Ucraina e Kazakistan, di prodotti vegetali (soia, mais, girasole, lino, ecc.) qualificati come "Biologici" che invece biologici non erano affatto, in quanto presentanti percentuali di componenti chimici in misura eccessiva rispetto a quella ammessa, a volte anche rispetto a quella consentita per le coltivazioni convenzionali ed in alcuni casi addirittura presentanti OGM.
L'attribuzione della qualità di "biologico" era favorita dal fatto che gli organismi di controllo di volta in volta deputati alla verifica delle condizioni necessarie per ottenere tale qualifica attestavano falsamente il possesso dei requisiti, in quanto le persone fisiche che li amministravano o che svolgevano le ispezioni erano strettamente collegate con quelle che erano sostanzialmente proprietarie o che amministravano le società di importazione; a queste ultime risultano poi collegate in vario modo le imprese produttrici site all'estero.
Le valutazioni erano palesemente di comodo e quando una delle società di controllo non poteva più operare, perché coinvolta nella indagine sopra richiamata (Suolo e Salute Srl), o perché sospesa (Biozoo srl), ne veniva creata un'altra ad arte, come in concreto la I.C.S. Biozoo (società moldava Impresa a Capitale Straniero) o altre già costituite o soltanto progettate.
Attesa la rigidità dei controlli al momento dell'introduzione in Italia gli indagati avevano costituito una società importatrice a Malta, presso cui far giungere i prodotti dall'est europeo, in quanto i controlli erano meno rigidi (DELVA CORPORATION); un volta entrati in Europa attraverso la società maltese, i prodotti venivano acquistati dalle varie società italiane.
Nella stessa ottica alcuni degli indagati, dopo aver utilizzato la società maltese, progettano di creare un'analoga società in Belgio, per raggiungere il medesimo scopo."
.....
Come di consueto, si precisa che l'ordinanza di applicazione di misure cautelari non comporta di per sé alcun accertamento di colpevolezza, che sarà accertato, se del caso, nel giudizio.
E' stato pubblicato su Libertà di oggi, un articolo che spiega come le indagini sulle truffe inerenti alimenti biologici abbiano portato agli arresti domiciliari il titolare di una azienda di Rizzolo.
Una esauriente descrizione si trova a questo link: FONTE
L'ordinanza spiega che tale indagine:
"Ha ad oggetto l'importazione, da coltivazioni effettuate in Moldavia, Romania, Ucraina e Kazakistan, di prodotti vegetali (soia, mais, girasole, lino, ecc.) qualificati come "Biologici" che invece biologici non erano affatto, in quanto presentanti percentuali di componenti chimici in misura eccessiva rispetto a quella ammessa, a volte anche rispetto a quella consentita per le coltivazioni convenzionali ed in alcuni casi addirittura presentanti OGM.
L'attribuzione della qualità di "biologico" era favorita dal fatto che gli organismi di controllo di volta in volta deputati alla verifica delle condizioni necessarie per ottenere tale qualifica attestavano falsamente il possesso dei requisiti, in quanto le persone fisiche che li amministravano o che svolgevano le ispezioni erano strettamente collegate con quelle che erano sostanzialmente proprietarie o che amministravano le società di importazione; a queste ultime risultano poi collegate in vario modo le imprese produttrici site all'estero.
Le valutazioni erano palesemente di comodo e quando una delle società di controllo non poteva più operare, perché coinvolta nella indagine sopra richiamata (Suolo e Salute Srl), o perché sospesa (Biozoo srl), ne veniva creata un'altra ad arte, come in concreto la I.C.S. Biozoo (società moldava Impresa a Capitale Straniero) o altre già costituite o soltanto progettate.
Attesa la rigidità dei controlli al momento dell'introduzione in Italia gli indagati avevano costituito una società importatrice a Malta, presso cui far giungere i prodotti dall'est europeo, in quanto i controlli erano meno rigidi (DELVA CORPORATION); un volta entrati in Europa attraverso la società maltese, i prodotti venivano acquistati dalle varie società italiane.
Nella stessa ottica alcuni degli indagati, dopo aver utilizzato la società maltese, progettano di creare un'analoga società in Belgio, per raggiungere il medesimo scopo."
.....
Come di consueto, si precisa che l'ordinanza di applicazione di misure cautelari non comporta di per sé alcun accertamento di colpevolezza, che sarà accertato, se del caso, nel giudizio.
Diritto di rettifica
07/02/14
Marino
Marino
Bettola, polo sanitario di Valnure
"E' certo che Bettola sarà la sede della Casa della Salute".
Così apprendiamo da Libertà .
L'argomento è stato al centro di un incontro che si è tenuto ieri, a porte chiuse, nella sala consigliare del Comune di Bettola ed è stato promosso dai sindaci dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valnure (Pontedellolio, Bettola, Farini e Ferriere), dai dirigenti e rappresentanti dell'Azienda Usl e dai medici di medicina generale. Il dibattito si è concentrato non tanto sulla realizzazione di una Casa della Salute a Bettola, ma come concretizzarla. E' quindi certo, nella condivisione di tutti, che Bettola sarà la sede della Casa della Salute...
Così apprendiamo da Libertà .
L'argomento è stato al centro di un incontro che si è tenuto ieri, a porte chiuse, nella sala consigliare del Comune di Bettola ed è stato promosso dai sindaci dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valnure (Pontedellolio, Bettola, Farini e Ferriere), dai dirigenti e rappresentanti dell'Azienda Usl e dai medici di medicina generale. Il dibattito si è concentrato non tanto sulla realizzazione di una Casa della Salute a Bettola, ma come concretizzarla. E' quindi certo, nella condivisione di tutti, che Bettola sarà la sede della Casa della Salute...
Diritto di rettifica #saluteeassistenza
06/02/14
Mauro
Mauro
Abolito l'insegnamento della Storia dell'arte a Scuola
Dal sito http://www.bloggokin.it/
"Mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di vivere in uno stato disattento, cieco, gretto, ignorante e poco lungimirante. Mi vergogno di vivere in uno stato che dimentica le sue radici e la sua cultura. Già la cultura, figlia dell'arte e della storia di questo paese, ve la ricordate vero l'Arte? Quella con la A maiuscola quella di cui l'Italia detiene il sessanta percento dei beni culturali del mondo (60%). Avete letto bene... del mondo!
Mi vergogno di vivere in un paese che non studia la storia dell'Arte nelle proprie scuole.
La notizia è di poco tempo fa, la Storia dell'arte non tornerà nelle scuole come materia di studio. Malgrado la raccolta firme, le pressioni e gli appelli di reintrodurre la materia uccisa dall'ex ministro Maria Stella Gelmini con la sua legge di riforma del sistema scolastico (nn. 133 e 169/2008) che ne ha cancellato o drasticamente ridotto l'insegnamento.
Ricordiamo infatti che dagli anni 2009 e 2010, oltre all'abolizione degli Istituti d'arte, la riforma Gelmini ha imposto la riduzione delle discipline artistiche nei «nuovi» Licei artistici, la cancellazione di «Storia dell'arte» dai bienni dei Licei classici e linguistici, dagli indirizzi Turismo e Grafica degli Istituti tecnici e dei professionali; zero ore per i geometri; cancellazione di «Disegno e Storia dell'arte» dai bienni dei Licei scienze umane e linguistici; cancellazione di «Disegno e Storia dell'arte» dal «nuovo» Liceo sportivo; eliminazione del «Disegno» nei trienni di questi ultimi «ambiti formativi»
Una cosa abberrante. Una riforma insensata che non solo ha spazzato via la cultura dell'Arte, ma anche tutte quelle materie che erano le base di buona parte della nostra storia e del famoso "made in Italy", quelle che una volta venivano chiamate arti applicate come il design, la moda, la grafica, la nostra eccellenza creativa è morta con quella riforma.
Negli ultimi due anni si sono moltiplicati i tentativi di far rinascere la disciplina e tutto il sapere perduto. Appelli incessanti tra 2012 e 2013 non sono serviti, compresa una clamorosa raccolta di 15mila firme sostenuta dallo stesso Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray. Fino ad arrivare il il 31 ottobre 2013 era finalmente arrivato in Commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera l'emendamento «C 1574-A» presentato da Celeste Costantino, deputata di Sel, per il «Ripristino della Storia dell'arte nella Scuola secondaria». Il sì sembrava scontato ma alla fine l'emendamento «non ha trovato ascolto»...
Bocciato
Perché, dice la motivazione della maggioranza della Commissione, reintrodurre la materia...
«Significherebbe aumentare una spesa che è stata tagliata perché il Paese non è in grado di sostenerla».
Ed è esattamente questo il motivo per la quale io mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di portare mio figlio a scuola sapendo che non imparerà mai sui banchi di scuola che Leonardo, Michelangelo e Donatello non sono le Tartarughe Ninja, ma dovrò spiegarglielo io. Mi vergogno di vivere in un paese che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo culturale, di beni artistiche, un paese che dovrebbe essere visitato e amato per la storia che rappresenta e per la cultura artistica e che invece stenta a sopravivere.
Cosa sarà della nostra cultura fra 5/6 anni? Chi si ricorderà i nomi delle opere, degli autori, dei quadri e delle sculture, dei monumenti e delle statue. Che generazioni stiamo crescendo?
Abbiamo immaginato un futuro non troppo lontano dove ì ragazzi e le ragazze vedranno un'opera d'arte e (non avendola studiata mai nelle scuole) gli daranno un titolo loro, di fantasia. Un titolo falso per un falso sapere artistico.
Ci piacerebbe che voi che state leggende condivideste queste righe e queste immagini. Prendetele usatele nei vostri siti/blog/social/facebook/twitter o dove volete, ma sopratutto condividete l'idea che...
Vogliamo il ripristino della storia dell'Arte nella scuola"
Lascio a Voi eventuali commenti.
"Mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di vivere in uno stato disattento, cieco, gretto, ignorante e poco lungimirante. Mi vergogno di vivere in uno stato che dimentica le sue radici e la sua cultura. Già la cultura, figlia dell'arte e della storia di questo paese, ve la ricordate vero l'Arte? Quella con la A maiuscola quella di cui l'Italia detiene il sessanta percento dei beni culturali del mondo (60%). Avete letto bene... del mondo!
Mi vergogno di vivere in un paese che non studia la storia dell'Arte nelle proprie scuole.
La notizia è di poco tempo fa, la Storia dell'arte non tornerà nelle scuole come materia di studio. Malgrado la raccolta firme, le pressioni e gli appelli di reintrodurre la materia uccisa dall'ex ministro Maria Stella Gelmini con la sua legge di riforma del sistema scolastico (nn. 133 e 169/2008) che ne ha cancellato o drasticamente ridotto l'insegnamento.
Ricordiamo infatti che dagli anni 2009 e 2010, oltre all'abolizione degli Istituti d'arte, la riforma Gelmini ha imposto la riduzione delle discipline artistiche nei «nuovi» Licei artistici, la cancellazione di «Storia dell'arte» dai bienni dei Licei classici e linguistici, dagli indirizzi Turismo e Grafica degli Istituti tecnici e dei professionali; zero ore per i geometri; cancellazione di «Disegno e Storia dell'arte» dai bienni dei Licei scienze umane e linguistici; cancellazione di «Disegno e Storia dell'arte» dal «nuovo» Liceo sportivo; eliminazione del «Disegno» nei trienni di questi ultimi «ambiti formativi»
Una cosa abberrante. Una riforma insensata che non solo ha spazzato via la cultura dell'Arte, ma anche tutte quelle materie che erano le base di buona parte della nostra storia e del famoso "made in Italy", quelle che una volta venivano chiamate arti applicate come il design, la moda, la grafica, la nostra eccellenza creativa è morta con quella riforma.
Negli ultimi due anni si sono moltiplicati i tentativi di far rinascere la disciplina e tutto il sapere perduto. Appelli incessanti tra 2012 e 2013 non sono serviti, compresa una clamorosa raccolta di 15mila firme sostenuta dallo stesso Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray. Fino ad arrivare il il 31 ottobre 2013 era finalmente arrivato in Commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera l'emendamento «C 1574-A» presentato da Celeste Costantino, deputata di Sel, per il «Ripristino della Storia dell'arte nella Scuola secondaria». Il sì sembrava scontato ma alla fine l'emendamento «non ha trovato ascolto»...
Bocciato
Perché, dice la motivazione della maggioranza della Commissione, reintrodurre la materia...
«Significherebbe aumentare una spesa che è stata tagliata perché il Paese non è in grado di sostenerla».
Ed è esattamente questo il motivo per la quale io mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di portare mio figlio a scuola sapendo che non imparerà mai sui banchi di scuola che Leonardo, Michelangelo e Donatello non sono le Tartarughe Ninja, ma dovrò spiegarglielo io. Mi vergogno di vivere in un paese che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo culturale, di beni artistiche, un paese che dovrebbe essere visitato e amato per la storia che rappresenta e per la cultura artistica e che invece stenta a sopravivere.
Cosa sarà della nostra cultura fra 5/6 anni? Chi si ricorderà i nomi delle opere, degli autori, dei quadri e delle sculture, dei monumenti e delle statue. Che generazioni stiamo crescendo?
Abbiamo immaginato un futuro non troppo lontano dove ì ragazzi e le ragazze vedranno un'opera d'arte e (non avendola studiata mai nelle scuole) gli daranno un titolo loro, di fantasia. Un titolo falso per un falso sapere artistico.
Ci piacerebbe che voi che state leggende condivideste queste righe e queste immagini. Prendetele usatele nei vostri siti/blog/social/facebook/twitter o dove volete, ma sopratutto condividete l'idea che...
Vogliamo il ripristino della storia dell'Arte nella scuola"
Lascio a Voi eventuali commenti.
Diritto di rettifica
06/02/14
Mauro
Mauro
Corruzione: non mi chiedo "se", mi chiedo "chi" .
Per chi come me ha avuto la fortuna di girare il mondo e vedere tanti paesi cosiddetti sottosviluppati, è facile fare un paragone con la nostra situazione in materia di corruzione. Il problema è innato negli italiani, come nei latino americani o negli africani che vedono chi è corrotto come un furbo e non come un delinquente. Pertanto vorrei correggere Marino sulla sua domanda "chi" e lo sostituirei con "chi non" in quanto è molto più facile il conteggio. E' eclatante il fatto che se un manipolo di giovani approdano in parlamento con le loro mani pulite e il cuore pulito, tutti li insultano li denigrano, danno loro dei fascisti e molto altro ancora, perché i vecchi politicanti non possono reggere il confronto e quindi li denigrano al fine di distruggerli. Ma sono fermamente convinto che l'aria stia cambiando e forse riusciremo a fare piazza pulita restituendo al nostro paese la dignità che aveva e che merita.
Diritto di rettifica

