Ponte dell'Olio

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22/04/22
Marino
3729

Torna “Puliamo Piacenza”…

598841617volontariamente“Puliamo Piacenza”, l’iniziativa promossa da Editoriale Libertà in collaborazione con Legambiente Piacenza e Plastic Free Piacenza, con il supporto di Iren, ha l’obiettivo di stimolare comportamenti rispettosi dell’ambiente al fine di rendere più bello e decoroso l’ambiente in cui si vive, con la convizione che “bellezza chiama bellezza”.
Tante sono state le persone, le associazioni, i volontari, che, raccogliendo rifiuti nelle aree non sistematicamente pulite dal servizio pubblico, hanno reso più decorose tali aree.
Queste sono alcune delle Amministrazioni comunali che hanno promosso l’iniziativa nei propri territori nel 2021: Piacenza (tre eventi), Rivergaro, Podenzano, Castel San Giovanni, Fiorenzuola, Castell'Arquato, Sarmato.
Per il 2022 sono già in programma i seguenti eventi:
⌚ sabato 23/4 a Cadeo
⌚ domenica 15/5 a Piacenza
⌚ sabato 21/5 a San Nicolò
⌚ domenica 5/6 a Cortemaggiore.
 FONTE 


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10/04/22
Marino
3721

Anche Confedilizia contraria all’aumento della tassa di bonifica

370315986totoIn un articolo pubblicato oggi su Libertà si apprende che “«anche la componente» del Consorzio di bonifica che fa capo all’associazione Confedilizia «non ha votato l’aumento del 3% della tassa di bonifica, ritenendo che debba finire il consueto vezzo di porre a carico dei contribuenti qualunque maggiorazione di spesa venga a presentarsi anche involontariamente»“ aggiungendo che le “argomentazioni “ che hanno espresso i consiglieri firmatari del comunicato pubblicato nei giorni scorsi  FONTE .... «possono, nel loro complesso, essere condivise».
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Marco   Dopo i Consiglieri eletti nella lista "Giustizia e Trasparenza", apprendiamo che anche i Consiglieri che fanno capo alla Confedizilia, NON hanno votato a fovore dell’aumento del 2,98% della tassa di bonifica relativa all’anno 2022.
Allora, chi ha votato a favore di tale aumento?
Facciamo un pò di chiarezza.
Il Sindaco di Ponte dell’Olio ha votato a favore di tale aumento a carico dei contribuenti?
Già che ci siamo, è possibile sapere quale somma è prevista nel bilancio 2022 del Consorzio di Bonifica, a carico dei cittadini Pontolliesi?
E a quanto ammontano, sempre per il 2022, gli interventi pianificati dal Consorzio di Bonifica dal farsi sul territorio del nostro Comune?

Così’, sarà più facile per tutti noi capire costi/benefici del suddetto Consorzio ed apprezzarne l’operato anche nei momenti, come questo, in cui lo stesso decide di aumentare la pressione fiscale sui cittadini.
Saluti e buona Pasqua a tutti
Cittadino n. 2348 16/04/22
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24/10/21
Marino
3509

Puliamo Piacenza… e Ponte dell’Olio

302384524volontariamente“Puliamo Piacenza”, l’iniziativa promossa da Editoriale Libertà in collaborazione con Legambiente Piacenza e Plastic Free Piacenza, con il supporto di Iren, ha l’obiettivo di stimolare comportamenti rispettosi dell’ambiente al fine di rendere più bello e decoroso l’ambiente in cui si vive, con la convizione che “bellezza chiama bellezza”.
Tante sono state le persone, le associazioni, i volontari, che, raccogliendo rifiuti nelle aree non sistematicamente pulite dal servizio pubblico, hanno reso più decorose tali aree.
Queste sono alcune delle Amministrazioni comunali che hanno promosso l’iniziativa nei propri territori:
- Comune di Piacenza: Domenica 09/05; Sabato 29/05; Domenica 13/06
- Comune di Rivergaro: Domenica 19/09
- Comune di Podenzano: Domenica 03/10
- Comune di Castel San Giovanni: Domenica 17/10
- Comune di Fiorenzuola: Domenica 24/10
Altre Amministrazioni comunali e comunità locali si sono mosse autonomamente trascinate dall’esempio virtuoso di "Puliamo Piacenza".
Perchè… “bellezza chiama bellezza”.


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12/04/21
PonteWeb
3270

Una comunità sempre pronta a spendersi...

1524016584curaverde Poco più di un anno fa, tra il novembre 2019 e il gennaio 2020, leggevamo di cittadini, anche di consiglieri comunali, lodevolmente impegnati a rendere decoroso il paese. Le attività, oltre che essere puntualmente evidenziate sui social, furono anche oggetto di un articolo su Libertà.
Fu una parentesi di impegno civico encomiabile.


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19/02/21
PonteWeb
3171

Volontariato civico

107502478volontariamenteNella nostra comunità locale, vi sono persone che in forma volontaria e gratuita, mettono a disposizione tempo, capacità e competenze collaborando con l'Amministrazione comunale nella realizzazione di attività e servizi a favore del benessere della collettività.
Rinnoviamo l’invito agli Amministratori pontolliesi a seguire l’esempio dell’Amministrazione comunale di Piacenza che, applicando i principi di trasparenza che debbono caratterizzare ogni amministrazione pubblica, pubblica annualmente l'elenco dei volontari e delle associazioni (no-profit, professionali, di categoria, datoriali, cooperative, ecc.) che in forma volontaria e gratuita, mettono a disposizione tempo, capacità e competenze per collaborare con l'Amministrazione nella realizzazione di attività e servizi a favore del benessere della collettività  FONTE 


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16/04/20
PonteWeb
2638

Alcuni suggerimenti comportamentali

Abbiamo raccolto in questo post alcuni comportamenti che riteniamo utili adottare al fine di limitare la diffusione del contagio:
• usciamo da casa solo per i motivi consentiti dalle vigenti disposizioni
• concentriamo le necessità al fine di uscire il minor numero di volte
• indossiamo protezioni adeguate:
--- per naso e bocca (mascherina chirurgica (*), se non si riesce a reperire la mascherina chirurgica, almeno una mascherina di altro tipo o, in caso estremo, un indumento che protegga naso e bocca)
1706506147covidvisiera --- per gli occhi (occhiali a tenuta, meglio se visiera facciale che ci impedisce anche di toccarci involontariamente il viso)
--- per le mani (guanti a gettare)
--- per i capelli (preferibilmente una cuffia dato che inevitabilmente appoggeremo la testa sul cuscino del letto dove, dormendo, strusciamo occhi, naso e bocca)
1492226132coviddistanza • teniamo la massima distanza possibile verso le altre persone (almeno un metro ma meglio, molto meglio, se maggiore)
• non sostiamo in ambienti pubblici se non sono ben aerati
• al rientro in casa:
--- lasciamo le scarpe all'ingresso e indossiamo le ciabatte
--- lasciamo in un luogo separato i copriabiti con cui abbiamo coperto i nostri abiti
--- laviamoci accuratamente le mani
• durante il giorno laviamoci spesso le mani, non tocchiamoci il viso.

612090677covidgradoprotezionemascherine (*) Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. La mascherina chirurgica riduce solo marginalmente (20%) il rischio di essere contagiati.


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11/01/20
Marino
2495

Volontari "comunali": è opportuno che ne sia pubblicato l'elenco

19670098volontariamenteNel nostro paese vi sono persone che prestano volontariamente il loro tempo al Comune. Il progetto è stato avviato nel gennaio 2015 dall'Amministrazione Copelli al fine di "rendere protagonisti i cittadini nella vita del paese".
Anche il Comune di Piacenza ha attivo un progetto simile. Applicando i principi di trasparenza che debbono caratterizzare ogni amministrazione pubblica, ieri ha aggiornato (e pubblicato) l'elenco dei cittadini che sono iscritti all'Albo del volontariato, indicando per ognuno di essi: nome e cognome, se è o meno operativo, l'attività svolta e dove viene svolta  FONTE 
Sarebbe opportuno che anche l'Amministrazione di Ponte dell'Olio seguisse questo esempio di trasparenza e pubblicasse sul sito istituzionale un simile elenco.


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12/04/16
Marino
1317

Fusione: un punto di vista da considerare

Propongo questo documento che valuta le fusioni dal punto di vista dello studioso (*) . Per i tempi comunicativi di internet so che sto pubblicando un post anomalo perché occorre dedicarci parecchio tempo per leggerlo e ancor più per entrare nell'ottica dello studioso. Ma per chi desidera farsi un'idea la più ampia possibile sul tema fusione, è tempo ben speso. Eccolo...

«Cari sindaci voi siete i luoghi, i luoghi e i loro abitanti. La democrazia vera deve rappresentare i cittadini, ma anche i territori dove le persone abitano, lavorano, vivono, partecipano. Purtroppo, invece, il modello di sviluppo dell’età contemporanea ha polarizzato l’economia nelle aree di polpa e relegato i territori interni, rurali o montani, verso posizioni di marginalità.

Ora che quel modello, industriale o postindustriale e urbanocentrico, è in declino, vittima di una crisi strutturale e globale, sarebbe necessario tornare ad occuparci dello scheletro dell’Italia e rafforzare la rete istituzionale rappresentata dai piccoli Comuni e dalle istituzioni di base, rianimare la partecipazione e la democrazia locale, riconnettere cittadini e istituzioni, cittadini e politica. Invece, si sta andando in direzione contraria.

A livello scientifico e culturale numerosi studi e ricerche pluridisciplinari propongono di rimettere al centro la questione del territorio e del locale come via per rispondere alla crisi economica e democratica che attanaglia il nostro tempo. Partendo dall’idea di territorio come bene comune, emerge il valore dei piccoli Comuni e delle autonomia locali. Queste realtà comunali, che rappresentano la grande maggioranza degli 8000 comuni italiani, vengono chiamate “piccole”, ma spesso sono grandi sia come estensione, sia in riferimento alle risorse economiche e culturali che effettivamente o potenzialmente sono conservate nei loro confini. È soprattutto qui, nelle “terre dell’osso”, che risiede buona parte del patrimonio culturale italiano: un mix di prodotti, storia, identità, ambiente e benessere.

La vostra battaglia si intreccia con quella per difendere la Costituzione. Nel 1947 i Costituenti, pensando alla lunga tradizione civica dei Comuni, inclusero tra i principi fondamentali il riconoscimento delle autonomie locali: “La Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali... adeguando la legislazione alle esigenze e ai metodi dell’autonomia e del decentramento” (art. 5). Oggi c’è bisogno di riaffermare, insegnare e predicare la bellezza e il valore del territorio italiano, non demolendo ma rivitalizzando la sua articolazione istituzionale di base.

Invece, le politiche ufficiali, nazionali e regionali, negli ultimi anni si sono mosse in direzione opposta. Le politiche del governo Renzi, di quelli precedenti e di alcune regioni vogliono ridurre drasticamente il numero dei municipi, in primo luogo togliendogli risorse e ossigeno, poi impugnando come una leva lo strumento delle fusioni. Cosa mai avvenuta in Italia, se non in qualche stato assoluto preunitario e nel 1927 quando Benito Mussolini promosse una drastica riduzione del numero delle amministrazioni comunali asserendo nel noto Discorso dell’Ascensione che 9000 comuni in Italia erano troppi e che i più piccoli dovevano scomparire e fondersi in più grandi centri”. Attualmente l’attacco alle autonomie locali e ai piccoli Comuni, associata alla riforma della Costituzione e alla legge elettorale, conferma che siamo in presenza di nuove politiche dirigiste, ad un processo di smantellamento dello Stato costituzionale, di una deriva postdemocratica. In pratica di un passaggio dalla democrazia all’oligarchia.

In Italia più che altrove i territori locali, con il loro profilo istituzionali basato sul Comune, rappresentano anche il livello primario, di base, della democrazia e della rappresentanza politica.

Il Comune è l’elemento centrale di una solida tradizione civica italiana che dal medioevo giunge fino alla Costituzione repubblicana, passando per Carlo Cattaneo che considerava i Comuni, e soprattutto i piccoli Comuni ben funzionanti, la spina dorsale della Nazione. In Cattaneo la tesi federalista si fondava proprio sull’idea dell’autogoverno comunale, sui Comuni considerati come “plessi nervei della vita vicinale”. Non a caso – sosteneva lo scrittore risorgimentale suggerendo una connessione tra qualità della vita e autogoverno locale – la Lombardia poteva vantare storicamente al tempo stesso un notevole benessere e il più alto numero di piccoli e piccolissimi Comuni: essa era in effetti, secondo Cattaneo, la regione italiana con il maggior numero di strade, scuole, medici condotti e “ogni altra comunale provvidenza”. Bisognerebbe che rileggessero Carlo Cattaneo molti odierni detrattori dei piccoli Comuni, gli improvvidi fautori del loro accorpamento tra i quali dobbiamo purtroppo registrare, paradossalmente, anche alcuni sindaci e amministratori locali, oltre a quella ventina di parlamentari del Pd che recentemente hanno avanzato una proposta di legge per la soppressione obbligatoria dei Comuni con meno di 5000 abitanti. Essi meritano la più totale e pubblica disapprovazione. Non si rendono conto che smantellare il sistema delle autonomie locali significa demolire le istituzioni che governano davvero il territorio, che ne curano l’integrità e le risorse e che rappresentano il presidio di base del sistema democratico, l’ambito della partecipazione e della vicinanza tra cittadini e scelte che li riguardano.

Specialmente nei piccoli Comuni, il municipio e il sindaco rimangono un punto di riferimento, come dimostrano varie esperienze di piccoli Comuni situati nell’osso della penisola che rappresentano casi significativi di rinascite territoriali, a partire da quelli censiti nell’osservatorio che la Società dei Territorialisti ha aperto a livello nazionale. Questa mappa di esperienze virtuose e di rinascite possibili, dovrebbe costituire uno strumento per resistere e invertire il processo di smantellamento del sistema delle istituzioni locali. Nella nostra ottica il ruolo dei Comuni resta centrale, prefigurando una sorta di neomunicipalismo inteso non come localismo chiuso (campanilismo), ma piuttosto come leva della partecipazione e di una ritrovata rappresentanza, a partire da alcuni temi fondamentali (salute, territorio, economia, cultura, ambiente e governo delle risorse, servizi e spazi pubblici, beni comuni…).

Il problema non nasce oggi. Da più di 10 anni l’attuazione delle leggi nazionali sul contenimento della spesa e le conseguenti normative regionali hanno aggravato la situazione di molti Comuni, indebolendo ulteriormente il sistema delle autonomie locali. Per effetto di queste leggi, che promettono addirittura incentivi per smantellare la rete dei Comuni, molti municipi hanno rischiato di scomparire e alcuni sono effettivamente stati cancellati, in particolare in Emilia Romagna e in Toscana, cioè proprio nel cuore dell’Italia centrosettentrionale che aveva a lungo rappresentato, non solo per il nostro Paese ma per l’intera Europa, la culla della civiltà comunale. In diversi casi il processo ha subito fortunatamente una battuta d’arresto, dopo che i cittadini con appositi referendum hanno bocciato le proposte di fusione. Ma abbiamo assistito anche a situazioni di chiaro stampo dirigista nelle quali alcune regioni (sempre Emilia e Toscana in primis) hanno imposto la fusione anche in presenza di pronunciamento contrario da parte degli abitanti tramite referendum, colpendo così, insieme al municipio, anche il metodo democratico. Regioni che avevano tenuta alta la bandiera del buongoverno, ora rischiano di scivolare in una posizione di retroguardia.

I Comuni in Italia sono troppi? No. Anche uno sguardo ai principali paesi europei, non avvalora questa idea: la Francia ha circa 36.500 comuni, la Spagna ne ha oltre 8.000, la Germania ne conta quasi 12.000 su una superficie di poco superiore a quella italiana. Anche rapportandoci alla popolazione il Bel Paese ha una minore densità comunale rispetto al resto d’Europa: l’Italia ha, infatti, un Comune ogni 7.500 abitanti circa, la Germania uno ogni 7.200, in Francia uno ogni 1.700 e in Spagna uno ogni 5.600. La media dell’intera Unione Europea è approssimativamente di una circoscrizione comunale ogni 4.100 abitanti.

È chiaro che smantellare i Comuni e privare le realtà locali delle istituzioni di maggiore prossimità agli abitanti costituisce una grave ferita per la democrazia e contrasta con la necessità di rilancio economico e sociale delle aree interne indicato nel documento strategico del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica per una “politica di sviluppo rivolta ai luoghi”. Altri segnali positivi – che però evidenziano anche la schizofrenia politica italiana – sono rappresentati dalle proposte di legge tuttora all’esame del Parlamento per la difesa dei piccoli Comuni: quella di Ermete Realacci (2013) per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e quella di Patrizia Terzoni (2014). «L’Italia – ha dichiarato Realacci – deve scommettere sui piccoli Comuni, sulla forza dei territori e sulle sue bellezze diffuse se vuole essere più coesa e più competitiva». Esattamente il contrario di quello che scrive Emanuele Lodolini, il deputato del suo stesso partito che ha depositato l’11 novembre 2015 una proposta di legge che cancellerebbe in un solo colpo ben 5700 Comuni italiani. E qui siamo alla schizofrenia politica.

In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governance, da sentimenti diffusi di impotenza e di ineluttabilità, è necessario un rafforzamento dei Comuni, non il loro smantellamento, il mantenimento di una rappresentanza democratica vicina alla gente e ai territori, il rispetto delle identità locali e il rilancio del ruolo dei consigli comunali e della partecipazione. I piccoli Comuni sono in difficoltà? Ebbene, aiutiamoli a vivere, non a morire. E in tale ottica si promuovano strutture snelle di associazionismo e di coordinamento intercomunale per l’omogeneità e l’efficienza dei servizi pubblici e per coerenti politiche di area. L’autonomia comunale, l’identità, la cultura, la bellezza e la qualità della vita di gran parte del territorio italiano non sono solo temi da intellettuali o da poeti. Esse sono anche vere e durature risorse economiche e fulcro della civiltà di un Paese.

L’autonomia è come la libertà: si lotta per conquistarla e poi va difesa, costantemente difesa.

Autonomia non significa fare da soli. Autonomi e insieme. Ma dobbiamo rivendicare l’autodeterminazione delle comunità locali, quindi nessuna legge può obbligare alla fusione né a rinunciare in maniera forzata alle funzioni di cui i Comuni sono titolari, né ora né dopo. Verrebbe meno il rispetto delle autonomie locali previsto dalla Costituzione. Ma soprattutto diminuirebbero i diritti dei cittadini e dei territori, ledendo un altro basilare principio costituzionale: quello dell’uguaglianza.

Lo sanno i promotori delle fusioni che le campagne e le zone periferiche resterebbero marginalizzate, con danni per l’agricoltura, il turismo e i servizi sociali? Che la manutenzione del territorio peggiorerebbe. Che i paventati incentivi al massimo risolverebbero qualche problema subito, mentre il danno della perdita di autonomia resterebbe per sempre in modo irreversibile. La fusione non è qualcosa di più, ma è qualcosa di meno. Essa creerebbe Comuni più estesi, più costosi, più lontani dalla gente e meno trasparenti.

Perdere il Comune significa perdere importanza, rappresentanza, autonomia. Significa metterci nelle mani di qualcun altro, mentre il principio del Comune, fin dalla sua nascita, è quello che i cittadini di una comunità si autogovernano attraverso i loro rappresentanti. La democrazia comunale è la base della democrazia nazionale. La fusione è solo un’operazione politica di vertice, lanciata da pochi e sostenuta più per ragioni di partito che da interessi reali.

Dicevo che voi siete i luoghi. La fusione dei Comuni, quando non scelta consapevolmente dalle comunità locali, sarebbe un salto nel buio che fa perdere importanza, diritti, servizi: scuola, sanità, assistenza, urbanistica, sicurezza, ne risentirebbero.

Soprattutto in una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governance, i Comuni, intesi come comunità reali degli abitanti e dei patrimoni territoriali che costituiscono i beni comuni, devono essere considerati come la struttura di base dello Stato, l’ossatura viva della democrazia. I Comuni più piccoli, in particolare, debbono essere tutelati e considerati come gli ambiti di base e strategici per il futuro dei nuovi equilibri socioeconomici dell’intero paese. Facciamo le cose insieme, accresciamo la nostra capacità di dialogo e di coordinamento. Ci sono tanti strumenti previsti dalla normativa per adottare volontariamente forme di collaborazione e di gestione associata di funzioni senza perdere autonomia e rappresentanza, senza precipitare in prospettive irreversibili. Seguiamo quelle, lasciando da parte fusioni antistoriche e antidemocratiche. ‘Autonomi e insieme’ dovrebbe essere il motto per evitare la cancellazione dei capoluoghi comunali e salvaguardare il patrimonio di cultura, di valori sociali, di democrazia e di economia contenuti nei loro territori.

A gran voce, invitiamo i nostri politici di qualsiasi colore, a ritrovare la strada perduta. Ripartiamo dai Comuni, non dalla loro cancellazione, perché l’Italia è un Paese di paesi, un paese di Comuni. Chi non lo capisce si pone fuori dalla tradizione civica e democratica italiana.»

(*) Intervento del professor Rossano Pazzagli, docente di storia moderna e storia del territorio e dell’ambiente all’Università del Molise.


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17/06/15
Marino
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Piera Reboli presenta quattro interpellanze

2071729702reboliNel consiglio del 5/6/2015, Piera Reboli, capogruppo di Tradizioni e sviluppo, ha presentato quattro interpellanze che riporto in sintesi.
A questo  FONTE  la ripresa video della presentazione.

- Interpellanza sulla Mancata rimozione di coperture in amianto.
PREMESSO che è stata segnalata da diversi cittadini la presenza di ingenti quantitativi di amianto nell'area della fabbrica ex-TEVI, precisamente nelle coperture;
CONSIDERATO che risulta che la precedente Amministrazione avesse ingiunto al curatore fallimentare di provvedere alla rimozione dello stesso materiale tossico,
SI CHIEDE entro quale data avrebbe essere effettuata l'operazione di bonifica e chi, da parte dell'Amministrazione, si stia occupando del monitoraggio per il risultato atteso.

- Interpellanza su Frana in località Castione.
RICHIAMATA la comunicazione verbale effettuata nel Consiglio Comunale del 4 Aprile 2015 in ordine alla presenza di una frana avvenuta nel tratto di strada tra il Mistadello e il Borgo di Castione e precisamente tra gli incroci per e per Veggiola, con la quale chiedevo una migliore segnalazione al fine di evitare, soprattutto di notte, possibili incidenti e, nello specifico, un tempestivo intervento volto a limitare l'ampliarsi del cedimento;
RILEVATO che la carreggiata ha ceduto esattamente quattro mesi fa e che a tutt'oggi nulla è stato fatto, mentre la frattura si sta ampliando visibilmente anche nel tratto contiguo,
SI CHIEDE
- quali provvedimenti si intendano assumere per evitare situazioni di pericolo che il cedimento può facilmente e rapidamente determinare,
- quali azioni concrete siano state effettuate finora per il ripristino stradale in questione.

- Interpellanza su Modifiche al Piano Particolareggiato “Riva”.
In ordine alla proposta di Delibera n. 46 del 25.5.2015 relativa all’approvazione di modifiche al Piano Particolareggiato denominato “Riva” in località Riva, rispondenti alla richiesta della Lidl Italia di spostare i termini del pagamento della cifra pattuita di € 77.500 e di modificare i termini della fideiussione bancaria,
SI CHIEDE
1. quali siano le motivazioni che spingono l’Amministrazione a fare ulteriori concessioni alla Lidl Italia, colosso commerciale già tanto favorito con il superamento dell’indice di edificabilità a uso commerciale, essendo passati da 1.445 a 1.645 mq, con una conseguente diminuzione di 200 mq di edificabilità a uso residenziale, a fronte di un ritorno economico per il Comune di Ponte dell’Olio così esiguo; infatti il ritorno alla collettività di Ponte per questa operazione è nei fatti di solo € 50.000 e non come ripetutamente riportato di € 77.500, in quanto € 27.550 sono destinati alla società Rovere, che ha consentito l’operazione:
2. quali siano le motivazioni che spingono la Lidl Italia, non verosimilmente di natura economica, a chiedere di poter pagare un mese dopo il rilascio del permesso di costruire e di modificare il disposto dell’accordo relativo alla fideiussione bancaria eliminando il vincolo della contestualità della restituzione della fideiussione bancaria con la concessione del permesso di costruire, creando in questo modo una assenza di copertura di garanzia.

- Interpellanza su Assicurazione volontari.
PREMESSO che con deliberazione n. 109 del 22/12/2014 il C.C. ha approvato il Progetto di volontariato civico " VolontariaMENTE " Approvazione linee di indirizzo;
RILEVATO che l'Amministrazione Comunale “provvederà ad istituire un Albo dei volontari; definire con il cittadino un programma delle attività da svolgere; fornire adeguate istruzioni e formazione; assicurare le persone che aderiranno all'iniziativa in relazione dell'attività svolta ;predisporre un ‘patto civico’ in cui vengono indicate il numero di ore previste, il tipo d'impiego e la copertura assicurativa che verrà firmata dal volontario stesso";
CONSIDERATO che il Progetto VolontariaMENTE prevede attività diversa natura ;
VISTO il verbale di deliberazione di Giunta Comunale n. 54 del 27/05/2015 "Progetto di volontariato civico VolontariaMENTE. Approvazione linee di indirizzo copertura assicurativa nella quale viene attivata la copertura assicurazione infortuni per le sole categorie :
· interventi di piccola manutenzione di aree verdi e spazi pubblici,
· pulizia dossi e cunette,
· spalatura neve;
SI CHIEDE
1. per quale motivazione, oltre quella economica, vengano escluse le altre categorie che, pur non essendo direttamente a rischio per la tipologia di attività, possono essere vittime di infortuni nei luoghi pubblici, dove esse sono impegnate in attività di accompagnamento, sorveglianza e transito, tutte di non leggera responsabilità;
2. di conoscere termini e condizioni delle polizze assicurative e se per tutti i volontari rientranti nella copertura assicurativa di Responsabilità Civile Generale verso Terzi dell'Amministrazione Comunale sia esclusa qualsiasi tipo di rivalsa nei loro confronti;
3. quale sia la modulistica, che verrà fatta sottoscrivere a tutti i volontari per l'accettazione della copertura assicurativa di responsabilità civile e ai volontari che usufruiscono della polizza infortuni;
4. di conoscere l'elenco dei volontari iscritti nel progetto VolontariaMENTE suddivisi per tipologia di attività.

Piera Reboli
Consigliere Comunale per Tradizioni e Sviluppo

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Mauro   Giuste le interpellanze della sig.ra Reboli , ma avrebbe dovuto inserire anche la mmancata manutenzione delle strade comunali, Specialmente da Biana - Montesanto .Vedo che gli operatori Comunali tengono ben pulite le strade del centro Paese ,quelle di periferia non sono in carico al Comune ?Visto che ora i terreni della zona montesanto sono stati equiparati a quelli di pianura in quota IMU ,visto che la Tasi è dovuta per i servizi dati ai cittadini (strade ecc.) cosa aspettiamo a chiudere le buche profonde su questa strada ?Inviterei il Sindaco a percorrere qualche volta questa strada per rendersi conto in quali condizioni si trova 21/06/15
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16/03/15
Marino
820

Fai volontariato civico? Non paghi le tasse locali.

Mentre mi associo alla Maggioranza nel ringraziare i concittadini che in questi giorni hanno restaurato le panchine in zona giardini pubblici, colgo l'occasione per estendere il ringraziamento anche a tutti i concittadini che stanno dedicandosi alla cura del territorio nell'ambito del progetto VolontariaMente o che, con responsabilità, "guidano" i Pedibus.
Ma... aggiungo... e se al ringraziamento verbale aggiungessimo qualcosa di concreto?
La Legge non solo lo permette ma lo incentiva. Infatti l'art.24 del DL 133/2014 prevede che le Amministrazioni comunali possano definire l'esenzione dal pagamento di specifici tributi (la TARI piuttosto che la TASI, ecc.) a quei cittadini che partecipino a interventi che riguardino "la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale."

(*) Costituzione italiana - Art.118
I Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

(*) Decreto Legge 133/2014 - Art. 24 - Misure di agevolazione della partecipazione delle comunita' locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio
1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche' individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita' di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attivita' posta in essere. L'esenzione e' concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attivita' individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attivita' posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunita' di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.


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