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Volontariato civico

19/02/21 3171 PonteWeb • tag: amicocomunetrasparente volontariamente

31146volontariamenteNella nostra comunità locale, vi sono persone che in forma volontaria e gratuita, mettono a disposizione tempo, capacità e competenze collaborando con l'Amministrazione comunale nella realizzazione di attività e servizi a favore del benessere della collettività.
Rinnoviamo l’invito agli Amministratori pontolliesi a seguire l’esempio dell’Amministrazione comunale di Piacenza che, applicando i principi di trasparenza che debbono caratterizzare ogni amministrazione pubblica, pubblica annualmente l'elenco dei volontari e delle associazioni (no-profit, professionali, di categoria, datoriali, cooperative, ecc.) che in forma volontaria e gratuita, mettono a disposizione tempo, capacità e competenze per collaborare con l'Amministrazione nella realizzazione di attività e servizi a favore del benessere della collettività  FONTE 


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Alcuni suggerimenti comportamentali

16/04/20 2638 PonteWeb • tag: coronavirus

Abbiamo raccolto in questo post alcuni comportamenti che riteniamo utili adottare al fine di limitare la diffusione del contagio:
• usciamo da casa solo per i motivi consentiti dalle vigenti disposizioni
• concentriamo le necessità al fine di uscire il minor numero di volte
• indossiamo protezioni adeguate:
--- per naso e bocca (mascherina chirurgica (*), se non si riesce a reperire la mascherina chirurgica, almeno una mascherina di altro tipo o, in caso estremo, un indumento che protegga naso e bocca)
20903covidvisiera 20903covidvisiera--- per gli occhi (occhiali a tenuta, meglio se visiera facciale che ci impedisce anche di toccarci involontariamente il viso)
--- per le mani (guanti a gettare)
--- per i capelli (preferibilmente una cuffia dato che inevitabilmente appoggeremo la testa sul cuscino del letto dove, dormendo, strusciamo occhi, naso e bocca)
27524coviddistanza 27524coviddistanza• teniamo la massima distanza possibile verso le altre persone (almeno un metro ma meglio, molto meglio, se maggiore)
• non sostiamo in ambienti pubblici se non sono ben aerati
• al rientro in casa:
--- lasciamo le scarpe all'ingresso e indossiamo le ciabatte
--- lasciamo in un luogo separato i copriabiti con cui abbiamo coperto i nostri abiti
--- laviamoci accuratamente le mani
• durante il giorno laviamoci spesso le mani, non tocchiamoci il viso.

11551covidgradoprotezionemascherine 11551covidgradoprotezionemascherine(*) Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. La mascherina chirurgica riduce solo marginalmente (20%) il rischio di essere contagiati.


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Volontari "comunali": è opportuno che ne sia pubblicato l'elenco

11/01/20 2495 Marino • tag: volontariamente

7342volontariamenteNel nostro paese vi sono persone che prestano volontariamente il loro tempo al Comune. Il progetto è stato avviato nel gennaio 2015 dall'Amministrazione Copelli al fine di "rendere protagonisti i cittadini nella vita del paese".
Anche il Comune di Piacenza ha attivo un progetto simile. Applicando i principi di trasparenza che debbono caratterizzare ogni amministrazione pubblica, ieri ha aggiornato (e pubblicato) l'elenco dei cittadini che sono iscritti all'Albo del volontariato, indicando per ognuno di essi: nome e cognome, se è o meno operativo, l'attività svolta e dove viene svolta  FONTE 
Sarebbe opportuno che anche l'Amministrazione di Ponte dell'Olio seguisse questo esempio di trasparenza e pubblicasse sul sito istituzionale un simile elenco.


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Fusione: un punto di vista da considerare

12/04/16 1317 Marino • tag: fusionecomuni

Propongo questo documento che valuta le fusioni dal punto di vista dello studioso (*) . Per i tempi comunicativi di internet so che sto pubblicando un post anomalo perché occorre dedicarci parecchio tempo per leggerlo e ancor più per entrare nell'ottica dello studioso. Ma per chi desidera farsi un'idea la più ampia possibile sul tema fusione, è tempo ben speso. Eccolo...

«Cari sindaci voi siete i luoghi, i luoghi e i loro abitanti. La democrazia vera deve rappresentare i cittadini, ma anche i territori dove le persone abitano, lavorano, vivono, partecipano. Purtroppo, invece, il modello di sviluppo dell’età contemporanea ha polarizzato l’economia nelle aree di polpa e relegato i territori interni, rurali o montani, verso posizioni di marginalità.

Ora che quel modello, industriale o postindustriale e urbanocentrico, è in declino, vittima di una crisi strutturale e globale, sarebbe necessario tornare ad occuparci dello scheletro dell’Italia e rafforzare la rete istituzionale rappresentata dai piccoli Comuni e dalle istituzioni di base, rianimare la partecipazione e la democrazia locale, riconnettere cittadini e istituzioni, cittadini e politica. Invece, si sta andando in direzione contraria.

A livello scientifico e culturale numerosi studi e ricerche pluridisciplinari propongono di rimettere al centro la questione del territorio e del locale come via per rispondere alla crisi economica e democratica che attanaglia il nostro tempo. Partendo dall’idea di territorio come bene comune, emerge il valore dei piccoli Comuni e delle autonomia locali. Queste realtà comunali, che rappresentano la grande maggioranza degli 8000 comuni italiani, vengono chiamate “piccole”, ma spesso sono grandi sia come estensione, sia in riferimento alle risorse economiche e culturali che effettivamente o potenzialmente sono conservate nei loro confini. È soprattutto qui, nelle “terre dell’osso”, che risiede buona parte del patrimonio culturale italiano: un mix di prodotti, storia, identità, ambiente e benessere.

La vostra battaglia si intreccia con quella per difendere la Costituzione. Nel 1947 i Costituenti, pensando alla lunga tradizione civica dei Comuni, inclusero tra i principi fondamentali il riconoscimento delle autonomie locali: “La Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali... adeguando la legislazione alle esigenze e ai metodi dell’autonomia e del decentramento” (art. 5). Oggi c’è bisogno di riaffermare, insegnare e predicare la bellezza e il valore del territorio italiano, non demolendo ma rivitalizzando la sua articolazione istituzionale di base.

Invece, le politiche ufficiali, nazionali e regionali, negli ultimi anni si sono mosse in direzione opposta. Le politiche del governo Renzi, di quelli precedenti e di alcune regioni vogliono ridurre drasticamente il numero dei municipi, in primo luogo togliendogli risorse e ossigeno, poi impugnando come una leva lo strumento delle fusioni. Cosa mai avvenuta in Italia, se non in qualche stato assoluto preunitario e nel 1927 quando Benito Mussolini promosse una drastica riduzione del numero delle amministrazioni comunali asserendo nel noto Discorso dell’Ascensione che 9000 comuni in Italia erano troppi e che i più piccoli dovevano scomparire e fondersi in più grandi centri”. Attualmente l’attacco alle autonomie locali e ai piccoli Comuni, associata alla riforma della Costituzione e alla legge elettorale, conferma che siamo in presenza di nuove politiche dirigiste, ad un processo di smantellamento dello Stato costituzionale, di una deriva postdemocratica. In pratica di un passaggio dalla democrazia all’oligarchia.

In Italia più che altrove i territori locali, con il loro profilo istituzionali basato sul Comune, rappresentano anche il livello primario, di base, della democrazia e della rappresentanza politica.

Il Comune è l’elemento centrale di una solida tradizione civica italiana che dal medioevo giunge fino alla Costituzione repubblicana, passando per Carlo Cattaneo che considerava i Comuni, e soprattutto i piccoli Comuni ben funzionanti, la spina dorsale della Nazione. In Cattaneo la tesi federalista si fondava proprio sull’idea dell’autogoverno comunale, sui Comuni considerati come “plessi nervei della vita vicinale”. Non a caso – sosteneva lo scrittore risorgimentale suggerendo una connessione tra qualità della vita e autogoverno locale – la Lombardia poteva vantare storicamente al tempo stesso un notevole benessere e il più alto numero di piccoli e piccolissimi Comuni: essa era in effetti, secondo Cattaneo, la regione italiana con il maggior numero di strade, scuole, medici condotti e “ogni altra comunale provvidenza”. Bisognerebbe che rileggessero Carlo Cattaneo molti odierni detrattori dei piccoli Comuni, gli improvvidi fautori del loro accorpamento tra i quali dobbiamo purtroppo registrare, paradossalmente, anche alcuni sindaci e amministratori locali, oltre a quella ventina di parlamentari del Pd che recentemente hanno avanzato una proposta di legge per la soppressione obbligatoria dei Comuni con meno di 5000 abitanti. Essi meritano la più totale e pubblica disapprovazione. Non si rendono conto che smantellare il sistema delle autonomie locali significa demolire le istituzioni che governano davvero il territorio, che ne curano l’integrità e le risorse e che rappresentano il presidio di base del sistema democratico, l’ambito della partecipazione e della vicinanza tra cittadini e scelte che li riguardano.

Specialmente nei piccoli Comuni, il municipio e il sindaco rimangono un punto di riferimento, come dimostrano varie esperienze di piccoli Comuni situati nell’osso della penisola che rappresentano casi significativi di rinascite territoriali, a partire da quelli censiti nell’osservatorio che la Società dei Territorialisti ha aperto a livello nazionale. Questa mappa di esperienze virtuose e di rinascite possibili, dovrebbe costituire uno strumento per resistere e invertire il processo di smantellamento del sistema delle istituzioni locali. Nella nostra ottica il ruolo dei Comuni resta centrale, prefigurando una sorta di neomunicipalismo inteso non come localismo chiuso (campanilismo), ma piuttosto come leva della partecipazione e di una ritrovata rappresentanza, a partire da alcuni temi fondamentali (salute, territorio, economia, cultura, ambiente e governo delle risorse, servizi e spazi pubblici, beni comuni…).

Il problema non nasce oggi. Da più di 10 anni l’attuazione delle leggi nazionali sul contenimento della spesa e le conseguenti normative regionali hanno aggravato la situazione di molti Comuni, indebolendo ulteriormente il sistema delle autonomie locali. Per effetto di queste leggi, che promettono addirittura incentivi per smantellare la rete dei Comuni, molti municipi hanno rischiato di scomparire e alcuni sono effettivamente stati cancellati, in particolare in Emilia Romagna e in Toscana, cioè proprio nel cuore dell’Italia centrosettentrionale che aveva a lungo rappresentato, non solo per il nostro Paese ma per l’intera Europa, la culla della civiltà comunale. In diversi casi il processo ha subito fortunatamente una battuta d’arresto, dopo che i cittadini con appositi referendum hanno bocciato le proposte di fusione. Ma abbiamo assistito anche a situazioni di chiaro stampo dirigista nelle quali alcune regioni (sempre Emilia e Toscana in primis) hanno imposto la fusione anche in presenza di pronunciamento contrario da parte degli abitanti tramite referendum, colpendo così, insieme al municipio, anche il metodo democratico. Regioni che avevano tenuta alta la bandiera del buongoverno, ora rischiano di scivolare in una posizione di retroguardia.

I Comuni in Italia sono troppi? No. Anche uno sguardo ai principali paesi europei, non avvalora questa idea: la Francia ha circa 36.500 comuni, la Spagna ne ha oltre 8.000, la Germania ne conta quasi 12.000 su una superficie di poco superiore a quella italiana. Anche rapportandoci alla popolazione il Bel Paese ha una minore densità comunale rispetto al resto d’Europa: l’Italia ha, infatti, un Comune ogni 7.500 abitanti circa, la Germania uno ogni 7.200, in Francia uno ogni 1.700 e in Spagna uno ogni 5.600. La media dell’intera Unione Europea è approssimativamente di una circoscrizione comunale ogni 4.100 abitanti.

È chiaro che smantellare i Comuni e privare le realtà locali delle istituzioni di maggiore prossimità agli abitanti costituisce una grave ferita per la democrazia e contrasta con la necessità di rilancio economico e sociale delle aree interne indicato nel documento strategico del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica per una “politica di sviluppo rivolta ai luoghi”. Altri segnali positivi – che però evidenziano anche la schizofrenia politica italiana – sono rappresentati dalle proposte di legge tuttora all’esame del Parlamento per la difesa dei piccoli Comuni: quella di Ermete Realacci (2013) per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e quella di Patrizia Terzoni (2014). «L’Italia – ha dichiarato Realacci – deve scommettere sui piccoli Comuni, sulla forza dei territori e sulle sue bellezze diffuse se vuole essere più coesa e più competitiva». Esattamente il contrario di quello che scrive Emanuele Lodolini, il deputato del suo stesso partito che ha depositato l’11 novembre 2015 una proposta di legge che cancellerebbe in un solo colpo ben 5700 Comuni italiani. E qui siamo alla schizofrenia politica.

In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governance, da sentimenti diffusi di impotenza e di ineluttabilità, è necessario un rafforzamento dei Comuni, non il loro smantellamento, il mantenimento di una rappresentanza democratica vicina alla gente e ai territori, il rispetto delle identità locali e il rilancio del ruolo dei consigli comunali e della partecipazione. I piccoli Comuni sono in difficoltà? Ebbene, aiutiamoli a vivere, non a morire. E in tale ottica si promuovano strutture snelle di associazionismo e di coordinamento intercomunale per l’omogeneità e l’efficienza dei servizi pubblici e per coerenti politiche di area. L’autonomia comunale, l’identità, la cultura, la bellezza e la qualità della vita di gran parte del territorio italiano non sono solo temi da intellettuali o da poeti. Esse sono anche vere e durature risorse economiche e fulcro della civiltà di un Paese.

L’autonomia è come la libertà: si lotta per conquistarla e poi va difesa, costantemente difesa.

Autonomia non significa fare da soli. Autonomi e insieme. Ma dobbiamo rivendicare l’autodeterminazione delle comunità locali, quindi nessuna legge può obbligare alla fusione né a rinunciare in maniera forzata alle funzioni di cui i Comuni sono titolari, né ora né dopo. Verrebbe meno il rispetto delle autonomie locali previsto dalla Costituzione. Ma soprattutto diminuirebbero i diritti dei cittadini e dei territori, ledendo un altro basilare principio costituzionale: quello dell’uguaglianza.

Lo sanno i promotori delle fusioni che le campagne e le zone periferiche resterebbero marginalizzate, con danni per l’agricoltura, il turismo e i servizi sociali? Che la manutenzione del territorio peggiorerebbe. Che i paventati incentivi al massimo risolverebbero qualche problema subito, mentre il danno della perdita di autonomia resterebbe per sempre in modo irreversibile. La fusione non è qualcosa di più, ma è qualcosa di meno. Essa creerebbe Comuni più estesi, più costosi, più lontani dalla gente e meno trasparenti.

Perdere il Comune significa perdere importanza, rappresentanza, autonomia. Significa metterci nelle mani di qualcun altro, mentre il principio del Comune, fin dalla sua nascita, è quello che i cittadini di una comunità si autogovernano attraverso i loro rappresentanti. La democrazia comunale è la base della democrazia nazionale. La fusione è solo un’operazione politica di vertice, lanciata da pochi e sostenuta più per ragioni di partito che da interessi reali.

Dicevo che voi siete i luoghi. La fusione dei Comuni, quando non scelta consapevolmente dalle comunità locali, sarebbe un salto nel buio che fa perdere importanza, diritti, servizi: scuola, sanità, assistenza, urbanistica, sicurezza, ne risentirebbero.

Soprattutto in una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governance, i Comuni, intesi come comunità reali degli abitanti e dei patrimoni territoriali che costituiscono i beni comuni, devono essere considerati come la struttura di base dello Stato, l’ossatura viva della democrazia. I Comuni più piccoli, in particolare, debbono essere tutelati e considerati come gli ambiti di base e strategici per il futuro dei nuovi equilibri socioeconomici dell’intero paese. Facciamo le cose insieme, accresciamo la nostra capacità di dialogo e di coordinamento. Ci sono tanti strumenti previsti dalla normativa per adottare volontariamente forme di collaborazione e di gestione associata di funzioni senza perdere autonomia e rappresentanza, senza precipitare in prospettive irreversibili. Seguiamo quelle, lasciando da parte fusioni antistoriche e antidemocratiche. ‘Autonomi e insieme’ dovrebbe essere il motto per evitare la cancellazione dei capoluoghi comunali e salvaguardare il patrimonio di cultura, di valori sociali, di democrazia e di economia contenuti nei loro territori.

A gran voce, invitiamo i nostri politici di qualsiasi colore, a ritrovare la strada perduta. Ripartiamo dai Comuni, non dalla loro cancellazione, perché l’Italia è un Paese di paesi, un paese di Comuni. Chi non lo capisce si pone fuori dalla tradizione civica e democratica italiana.»

(*) Intervento del professor Rossano Pazzagli, docente di storia moderna e storia del territorio e dell’ambiente all’Università del Molise.


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Piera Reboli presenta quattro interpellanze

17/06/15 921 Marino • tag: tettiamianto

19214reboliNel consiglio del 5/6/2015, Piera Reboli, capogruppo di Tradizioni e sviluppo, ha presentato quattro interpellanze che riporto in sintesi.
A questo  LINK  la ripresa video della presentazione.

- Interpellanza sulla Mancata rimozione di coperture in amianto.
PREMESSO che è stata segnalata da diversi cittadini la presenza di ingenti quantitativi di amianto nell'area della fabbrica ex-TEVI, precisamente nelle coperture;
CONSIDERATO che risulta che la precedente Amministrazione avesse ingiunto al curatore fallimentare di provvedere alla rimozione dello stesso materiale tossico,
SI CHIEDE entro quale data avrebbe essere effettuata l'operazione di bonifica e chi, da parte dell'Amministrazione, si stia occupando del monitoraggio per il risultato atteso.

- Interpellanza su Frana in località Castione.
RICHIAMATA la comunicazione verbale effettuata nel Consiglio Comunale del 4 Aprile 2015 in ordine alla presenza di una frana avvenuta nel tratto di strada tra il Mistadello e il Borgo di Castione e precisamente tra gli incroci per e per Veggiola, con la quale chiedevo una migliore segnalazione al fine di evitare, soprattutto di notte, possibili incidenti e, nello specifico, un tempestivo intervento volto a limitare l'ampliarsi del cedimento;
RILEVATO che la carreggiata ha ceduto esattamente quattro mesi fa e che a tutt'oggi nulla è stato fatto, mentre la frattura si sta ampliando visibilmente anche nel tratto contiguo,
SI CHIEDE
- quali provvedimenti si intendano assumere per evitare situazioni di pericolo che il cedimento può facilmente e rapidamente determinare,
- quali azioni concrete siano state effettuate finora per il ripristino stradale in questione.

- Interpellanza su Modifiche al Piano Particolareggiato “Riva”.
In ordine alla proposta di Delibera n. 46 del 25.5.2015 relativa all’approvazione di modifiche al Piano Particolareggiato denominato “Riva” in località Riva, rispondenti alla richiesta della Lidl Italia di spostare i termini del pagamento della cifra pattuita di € 77.500 e di modificare i termini della fideiussione bancaria,
SI CHIEDE
1. quali siano le motivazioni che spingono l’Amministrazione a fare ulteriori concessioni alla Lidl Italia, colosso commerciale già tanto favorito con il superamento dell’indice di edificabilità a uso commerciale, essendo passati da 1.445 a 1.645 mq, con una conseguente diminuzione di 200 mq di edificabilità a uso residenziale, a fronte di un ritorno economico per il Comune di Ponte dell’Olio così esiguo; infatti il ritorno alla collettività di Ponte per questa operazione è nei fatti di solo € 50.000 e non come ripetutamente riportato di € 77.500, in quanto € 27.550 sono destinati alla società Rovere, che ha consentito l’operazione:
2. quali siano le motivazioni che spingono la Lidl Italia, non verosimilmente di natura economica, a chiedere di poter pagare un mese dopo il rilascio del permesso di costruire e di modificare il disposto dell’accordo relativo alla fideiussione bancaria eliminando il vincolo della contestualità della restituzione della fideiussione bancaria con la concessione del permesso di costruire, creando in questo modo una assenza di copertura di garanzia.

- Interpellanza su Assicurazione volontari.
PREMESSO che con deliberazione n. 109 del 22/12/2014 il C.C. ha approvato il Progetto di volontariato civico " VolontariaMENTE " Approvazione linee di indirizzo;
RILEVATO che l'Amministrazione Comunale “provvederà ad istituire un Albo dei volontari; definire con il cittadino un programma delle attività da svolgere; fornire adeguate istruzioni e formazione; assicurare le persone che aderiranno all'iniziativa in relazione dell'attività svolta ;predisporre un ‘patto civico’ in cui vengono indicate il numero di ore previste, il tipo d'impiego e la copertura assicurativa che verrà firmata dal volontario stesso";
CONSIDERATO che il Progetto VolontariaMENTE prevede attività diversa natura ;
VISTO il verbale di deliberazione di Giunta Comunale n. 54 del 27/05/2015 "Progetto di volontariato civico VolontariaMENTE. Approvazione linee di indirizzo copertura assicurativa nella quale viene attivata la copertura assicurazione infortuni per le sole categorie :
· interventi di piccola manutenzione di aree verdi e spazi pubblici,
· pulizia dossi e cunette,
· spalatura neve;
SI CHIEDE
1. per quale motivazione, oltre quella economica, vengano escluse le altre categorie che, pur non essendo direttamente a rischio per la tipologia di attività, possono essere vittime di infortuni nei luoghi pubblici, dove esse sono impegnate in attività di accompagnamento, sorveglianza e transito, tutte di non leggera responsabilità;
2. di conoscere termini e condizioni delle polizze assicurative e se per tutti i volontari rientranti nella copertura assicurativa di Responsabilità Civile Generale verso Terzi dell'Amministrazione Comunale sia esclusa qualsiasi tipo di rivalsa nei loro confronti;
3. quale sia la modulistica, che verrà fatta sottoscrivere a tutti i volontari per l'accettazione della copertura assicurativa di responsabilità civile e ai volontari che usufruiscono della polizza infortuni;
4. di conoscere l'elenco dei volontari iscritti nel progetto VolontariaMENTE suddivisi per tipologia di attività.

Piera Reboli
Consigliere Comunale per Tradizioni e Sviluppo

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Mauro   Giuste le interpellanze della sig.ra Reboli , ma avrebbe dovuto inserire anche la mmancata manutenzione delle strade comunali, Specialmente da Biana - Montesanto .Vedo che gli operatori Comunali tengono ben pulite le strade del centro Paese ,quelle di periferia non sono in carico al Comune ?Visto che ora i terreni della zona montesanto sono stati equiparati a quelli di pianura in quota IMU ,visto che la Tasi è dovuta per i servizi dati ai cittadini (strade ecc.) cosa aspettiamo a chiudere le buche profonde su questa strada ?Inviterei il Sindaco a percorrere qualche volta questa strada per rendersi conto in quali condizioni si trova 21/06/15
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Fai volontariato civico? Non paghi le tasse locali.

16/03/15 820 Marino

Mentre mi associo alla Maggioranza nel ringraziare i concittadini che in questi giorni hanno restaurato le panchine in zona giardini pubblici, colgo l'occasione per estendere il ringraziamento anche a tutti i concittadini che stanno dedicandosi alla cura del territorio nell'ambito del progetto VolontariaMente o che, con responsabilità, "guidano" i Pedibus.
Ma... aggiungo... e se al ringraziamento verbale aggiungessimo qualcosa di concreto?
La Legge non solo lo permette ma lo incentiva. Infatti l'art.24 del DL 133/2014 prevede che le Amministrazioni comunali possano definire l'esenzione dal pagamento di specifici tributi (la TARI piuttosto che la TASI, ecc.) a quei cittadini che partecipino a interventi che riguardino "la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale."

(*) Costituzione italiana - Art.118
I Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

(*) Decreto Legge 133/2014 - Art. 24 - Misure di agevolazione della partecipazione delle comunita' locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio
1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche' individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita' di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attivita' posta in essere. L'esenzione e' concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attivita' individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attivita' posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunita' di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.


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Volontariato civico: sconto 50% sulla TARI

22/02/15 795 Marino • tag: volontariamente

Ciò che sto per scrivere ci permette di capire, come già altre volte, a che punto del nostro percorso civico siamo e dove invece potremmo (dovremmo?) essere.
In questo post  LINK  avevo segnalato il contenuto dell'art.5 del nostro Regolamento dell'Albo del volontariato civico. Esso recita: "Valutazione delle domande: Le domande che verranno presentate non sono vincolanti per l’Amm.ne Comunale e saranno esaminate dai responsabili dei servizi relativi alle varie mansioni, che potranno decidere sul loro accoglimento con piena e insindacabile discrezionalità."  LINK .
Mi è capitato di trovare su internet il regolamento dell'Albo del volontariato civico del Comune di Massarosa (Lucca)  LINK . Ti suggerisco di leggere come vengono valutate le domande per accedere al volontariato civico (art.5 Requisiti e art.7 Rinuncia e revoca) e di confrontarle con la "piena e insindacabile discrezionalità" prevista dai nostri amministratori.
Ed intando che hai aperto il documento leggi il comma 4 dell'art.2: "Per l'anno 2015, il Comune di Massarosa stabilisce una riduzione del tributo comunale denominato T.A.R.I. del 50% per ogni cittadino che parteciperà concretamente alle attività di volontariato civico (*), nel rispetto dell'apposito disciplinare che l'Ente predisporrà per ogni servizio affidato".

La possibilità di ridurre i tributi locali a fronte di attività volontariato civico è prevista dall’articolo 24 della legge 164/2014  LINK  (**).

(*) - Manutenzione, sfalcio e pulizia delle aree verdi, parchi pubblici e aiuole; - Sfalcio e pulizia dei cigli delle strade comunali, comprese mulattiere e sentieri o di tal uso; - Pulizia delle strade, piazze, marciapiedi e altre pertinenze stradali di proprietà o di competenza comunale; - Lavori di piccola manutenzione ordinaria degli edifici comunali con particolare riferimento ad edifici scolastici e impianti sportivi, centri civici, ecc.; - Manutenzione delle aree giochi bambini; - Attività di pre-scuola e sorveglianza bambini all'entrata/uscita dalle scuole, accompagnamento e sorveglianza bambini su scuolabus.

(**) Art. 24 legge 164/2014 Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio).
1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche' individuati in relazione al
territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita' di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attivita' posta in essere. L'esenzione e' concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attivita' individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attivita' posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunita' di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.


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Impulso al commercio: un autorevole contributo

24/01/15 756 Marino

Riporto le linee di intervento che l'Unione Commercianti Piacenza suggerisce al fine di creare il contesto necessario al rilancio del commercio.
Gli ambiti considerati dall'Unione Commercianti sono:
- Accessibilità, viabilità, parcheggi - Promozione e sicurezza - Negozi di vicinato - Nuove autorizzazioni commerciali - Rimodulare tasse locali - Economia a misura d'uomo - Circuiti economici locali - Sostenibilità - Responsabilità sociale - Aperture domenicali - Ritorno ai paesi - Centri commerciali naturali - Commercio di vicinato - Posti di lavoro - Passaggio generazionale - Accesso al credito - Sburocratizzazione per start-up di imprese.

Eccoli analizzati in dettaglio...

Accessibilità, viabilità, parcheggi
I centri storici sono un'assoluta priorità perché costituiscono una risorsa estremamente importante, non solo per il loro valore economico ma anche per la loro funzione sociale e di servizio alla collettività. Le azioni che le Amministrazioni Comunali dovrebber attivare riguardano: viabilità, accessibilità, parcheggi.
E' necessario sviluppare politiche che favoriscano l'accesso al centro storico. Risulta quindi fondamentale la realizzazione di nuovi parcheggi come l'implementazione di un'adeguata cartellonistica di indicazione delle stesse aree di sosta. Occorre riprogettare un adeguato piano parcheggi "a rotazione" e in strutture facilmente raggiungibili, a ridosso dei centri storici, e con tariffe che, attraverso specifiche politiche di abbattimento del prezzo nelle prime ore di sosta, ne incentivino l'uso. Un sistema efficace ed efficiente di parcheggi, possibilmente a tariffe agevolate che possa garantire un immediato e facile raggiungimento del centro, rappresenta infatti la vera soluzione per rendere pienamente accessibile e commercialmente appetibile il cuore delle città.

Promozione e sicurezza
I vari centri storici devono rinnovarsi nella loro struttura adottando forme di marketing moderno, a vantaggio del livello di benessere e, in parallelo, a favore del turismo.
Il cento storico ha bisogno di:
1) Centro Commerciale Naturale, un progetto importante che deve essere approfondito e incentivato in ogni Comune.
2) Eventi, il cui livello di programmazione e coordinamento dovrà essere innalzato e qualificato. In primis andranno coinvolti gli operatori commerciali in sede fissa. Il tutto condiviso annualmente all'interno di uno specifico tavolo di coordinamento con l'Amministrazione Comunale. Importante poi sarà un'opportuna campagna promo pubblicitaria per richiamare flussi extra provinciali.
3) Maggiore sicurezza attraverso un'intensificazione del controllo del territorio: suggeriamo un servizio notturno di pattugliamento da parte dei Vigili urbani che possa integrare quello attualmente svolto dalle restanti forze dell'ordine. (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, ecc.)

Negozi di vicinato
I presupposti alla base delle problematiche per i negozi di vicinato sono simili nei vari Comuni, ma vanno sottolineate alcune questioni specifiche:
1) Servizi di vicinato da preservare come servizi per la collettività;
2) Azioni necessarie: garantire la presenza di parcheggi; favorire la realizzazione di strutture di vicinato anche alimentari al fine di mantenere un servizio alle fasce più deboli della collettività.

Nuove autorizzazioni commerciali da limitare
Considerata la palese crisi strutturale ed economica della catena distributiva al dettaglio e il generalizzato calo dei consumi, diciamo basta a nuove superfici da destinarsi a nuovi insediamenti commerciali, se non si vuole
ulteriormente danneggiare la rete di vendita esistente senza aggiungere alcun beneficio per i consumatori.
La nostra Associazione in questi anni ha voluto richiamare in modo deciso l'attenzione delle Amministrazioni Comunali sul danno irreversibile che la politica di esagerata pianificazione commerciale rischia di provocare sul resto della rete distributiva esistente, e dei centri storici di tutti i comuni della provincia. E' questa una condizione irrinunciabile per consentire un rafforzamento in termini qualitativi dell'intero sistema distributivo mantenendo qualità, servizio e prezzi anche per le fasce più deboli.

Rimodulare tasse locali
Le tariffe dovrebbero essere previste in ragione del servizio reso, della capacità, del beneficio per l'utente ed essere calcolate in modo omogeneo rispetto ai territori vicini. Occorre pertanto rimodulare verso il basso:
1) La Cosap tassazione della quota occupazione suolo pubblico
2) La TARI che deve essere calcolata in ragione della produzione effettiva. Tale nuova metodologia dovrebbe essere sperimentata immediatamente per le aziende posizionate all'interno del CAL.
Per sostenere le imprese in difficoltà sarebbe inoltre opportuno:
a) Sospendere le tasse locali per le neo imprese.
b) Agevolare, in termini di riduzione sulle tariffe per i servizi, anche i lavoratori autonomi.
c) Non introdurre la tassa di soggiorno: le aziende alberghiere si troverebbero a dover decidere se accollarsi tale imposta, con conseguenti gravi ricadute sulla propria redditività, o riversare tale contributo sul prezzo finale al cliente.

Economia a misura d'uomo
"Un'economia a misura d'uomo" significa mettere al centro l'uomo anche nel contesto economico. Strettamente connessi a ciò sono concetti quali fiducia, prodotti e servizi locali, qualità garantita, consulenza personale, brevi trasporti e vicinanza al cliente - un inestimabile valore aggiunto. Nel piacentino esistono le premesse per realizzare tutto questo: il 93 per cento delle aziende sono di piccole dimensioni e a conduzione familiare, ovvero aziende con meno di dieci dipendenti. Molte di esse sono attive nel settore del commercio e dei servizi.

Circuiti economici locali

Sempre più raggruppamenti della società, organizzazioni e associazioni riconoscono tale valore aggiunto che, in ultima analisi, viene generato dai circuiti economici locali e dalle molte persone e aziende familiari che vi stanno dietro. Con la propria capillare presenza, i circuiti economici locali e le aziende familiari contribuiscono a creare una solida location economica, la stabilità, il benessere, la qualità della vita nei quartieri e nei paesi e posti di lavoro sicuri e qualificati a livello locale. Il potere d'acquisto e il valore aggiunto vengono trattenuti sul territorio.

Sostenibilità
In stretta connessione con i circuiti economici locali è la sostenibilità dei prodotti e dei servizi, in generale di tutta l'economia.
La predisposizione dei consumatori verso le offerte sostenibili ed eque è in crescita. A questo proposito un sondaggio in Germania rivela che il 62 per cento degli intervistati è dell'opinione che, nei prossimi anni, il guadagno da prodotti sostenibili è destinato a crescere, mentre il 40 per cento del campione è disposto a pagare di più per acquistare questo tipo di beni.

Responsabilità sociale
Già adesso, anche in Italia, una persona su due dichiara di rivolgersi, al momento dell'acquisto, ad aziende commerciali che agiscono in maniera responsabile e sociale. Ciò è ancor più valido per le molte aziende familiari che vivono la sostenibilità e la responsabilità sociale in prima persona già da anni, non solo in aziende ma anche a livello locale, impegnandosi volontariamente in attività di varia natura e sostenendo associazioni locali di tipo culturale o sportivo.

Aperture domenicali
Un economia a misura d'uomo significa anche tempo per la famiglia e il riposo domenicale. L'Unione si è battuta contro una tendenza liberalizzatrice male interpretata ed è convinta che una regolamentazione pubblica sia nell'interesse delle aziende familiari e dei rispettivi collaboratori e, in definitiva, anche dei consumatori. Una generale apertura domenicale è ostile alle aziende familiari e mette anche in pericolo il commercio di vicinato e la qualità della vita nei centri abitati. Le piccole aziende a conduzione familiare non sono in grado di tenere aperto 24 ore al giorno. Ciò è discriminante e incentiva la formazione di agglomerati che spingono per una riduzione della concorrenza. Il principio della chiusura domenicale dovrebbe essere mantenuto in ogni caso, con le eccezioni rappresentate dalle località turistiche. In Germania o Austria esiste una rigida regolamentazione degli orari di apertura dei negozi con la relativa chiusura domenicale (per esempio in Baviera sono permesse al massimo quattro aperture domenicali). E in questi territori il trend va nella direzione di una maggiore severità.

Ritorno ai paesi
Il commercio dovrebbe trovarsi là dove vive la gente, anche secondo i principi dell'urbanistica, della limitazione della cementificazione del territorio, del rafforzamento dei centri storici e dei quartieri, dello sviluppo delle zone rurali e della limitazione delle attività commerciali sul verde agricolo e nelle zone produttive. A livello internazionale la tendenza è proprio questa: il commercio scopre sempre di più i vantaggi dei centri storici e dell'interno delle città. Le nuove aperture anche dei rinomati colossi della distribuzione avvengono, in molti paesi europei (partendo dagli Stati Uniti), proprio là, dove vive la gente.
E la grande superficie non è più decisiva. I piccoli negozi stanno vivendo un ritorno: alla fuga dalle grandi e anonime catene corrisponde infatti un riavvicinamento degli abitanti di città e paesi al negozio sotto casa.
Nascono sempre più piccoli negozi specializzati, specialmente nel settore alimentare. La gente apprezza nuovamente una consulenza più personale e "umana".

Centri commerciali naturali
In stretta connessione con questa tendenza è il progetto lanciato dall'Unione "Centri commerciali naturali" al quale aderiscono molte Amministrazioni comunali. Con la propria variegata offerta commerciale, i centri storici e paesi rappresentano un punto di attrazione sia per i residenti che per gli ospiti, e meritano pertanto la giusta attenzione.
La particolarità di questa iniziativa: coinvolgere la popolazione, ma anche tutti gli altri protagonisti locali nel processo di rinnovamento. Decisivo per il successo di questo progetto è - dopo una prima fase di analisi - il processo di concretizzazione di quanto proposto. L'Unione si aspetta e auspica un deciso coinvolgimento dei Comuni della provincia per quanto riguarda il finanziamento delle iniziative di miglioramento proposte nei diversi centri abitati. Dobbiamo continuare a investire massicciamente nell'attrattività e nella vitalità dei nostri paesi.

Commercio di vicinato
Il commercio al dettaglio nel piacentino conta numerosissimi punti vendita, equamente suddivisi tra piccoli, medi e grandi, che contribuiscono alla creazione di un panorama economico provinciale attrattivo e variegato, ma soprattutto ricco di concorrenza. I consumatori piacentini apprezzano questa offerta: oltre il 60 per cento dei residenti in provincia compie i propri acquisti quotidiani nelle vicinanze di casa propria, oltre il 50 per cento si reca a fare spese a piedi o in bicicletta, il 40 per cento cerca il piccolo negozio specializzato e oltre il 90 per cento è dell'opinione che il commercio al dettaglio influisca in maniera molto positiva sulla vivibilità dei quartieri e dei paesi.

Posti di lavoro
Il fatto che il commercio al dettaglio sia esercitato capillarmente in tutti i comuni fa si che le aziende del settore generino posti di lavoro e di apprendistato sicuri e qualificati direttamente sul territorio. Le persone sono in grado di trovare un posto di lavoro soddisfacente nel proprio comune di residenza o nelle dirette vicinanze senza dover coprire lunghi tragitti per recarsi a lavorare. Attualmente gli occupati nel settore del commercio al dettaglio sono 18.783.

Passaggio generazionale
Le imprese hanno un ruolo fondamentale nel nostro tessuto economico. Sono al centro di una sfida complessa caratterizzata, da un lato dalla spinta all'internazionalizzazione (mercato globalizzato) del business e dall'altro, dal passaggio generazionale che non può essere vissuto come un momento di discontinuità, ma come una "continuità d'imprese".
Per questo il passaggio generazionale dovrebbe essere sostenuto e valorizzato non solo economicamente sburocratizzando le pratiche amministrative, ma anche con appositi corsi di formazione a favore delle giovani generazioni che si vedono in eredità l'impresa familiare.
L'Unione è pronta a collaborare su queste tematiche ed organizzare momenti di formazione specifica nei vari settori merceologici.

Accesso al credito
Le imprese del Terziario, per le loro ridotte dimensioni, evidenziano una notevole difficoltà di accesso al credito, a tal fine si propone alle Amministrazioni Comunali, di concerto con Camera di Commercio e Cooperativa di Garanzia dei Commercianti di individuare strumenti di sostegno per un migliore e più veloce accesso al credito sia per le imprese in essere, ma soprattutto per lo start-up delle imprese giovanili.

Sburocratizzazione per start-up di imprese
Per agevolare la nascita di nuove imprese, soprattutto giovanili, si propone una sburocratizzazione e riduzione di tempi dei procedimenti, ovvero l'individuazione di specifici protocolli d'intesa tra le Amministrazioni comunali, l'Ausl, la Camera di Commercio, ecc. sotto la regia dell'Unione Commercianti Piacenza, per attivare procedure snelle e velocità nel controllo della corretta istruzione della pratica, dei dati e degli elementi costitutivi della domanda e dei suoi allegati.

Fonti: www.unionecommerciantipc.it  LINK  e Libertà del 09/05/2014


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VolontariaMente

13/01/15 725 Marino

14902volontariamenteHo letto il bando "VolontariaMENTE"  LINK .
E' ben fatto e lo scopo che si prefigge è encomiabile.
Ma mi ha sorpreso, profondamente sorpreso, il contenuto dell'art.5 che recita:
"5. Valutazione delle domande: Le domande che verranno presentate non sono vincolanti per l’Amm.ne Comunale e saranno esaminate dai responsabili dei servizi relativi alle varie mansioni, che potranno decidere sul loro accoglimento con piena e insindacabile discrezionalità.".
Ti chiederai se sono rimasto sorpreso positivamente o negativamente... Non so cosa dirti... è una cosa talmente inaspettata, mai contemplata nella mia educazione civica che... sono senza parole!!!


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VolontariaMENTE: un progetto di volontariato civico.

13/01/15 724 Marino

27032volontariamenteL'Amministrazione Comunale, nell'intento di rendere i cittadini protagonisti della crescita della Comunità, propone "VolontariaMENTE", un servizio di volontariato civico.
Una bella iniziativa.
I dettagli per aderire in questa pagina  LINK .


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Volontariamente

11/01/15 719 Marino

Pontedellolio punta sui "cittadini attivi".
Ok in consiglio al progetto di volontariato.

Nasce a Pontedellolio "Volontariamente", un progetto di volontariato civico per rendere protagonisti i cittadini nella vita del paese.
25042marenghiLo ha comunicato l'assessore a istruzione, cultura, partecipazione, associazioni, Ivonne Marenghi nel corso dell'ultimo consiglio comunale cui ha chiesto l'approvazione. Il voto è stato favorevole da parte della maggioranza consiliare e del gruppo "Tradizioni e sviluppo" rappresentato in quella seduta dal consigliere Alessandro Chiesa (assente Piera Reboli). Contrario il gruppo "Pontolliesi con Peroni" rappresentato da Fabio Callegari (assente Francesco Peroni) perché "chi fa volontariato lo fa per spirito di liberalità e non per avere coccarde o riconoscimenti".
«Un progetto di cittadinanza attiva - ha spiegato Marenghi - per coinvolgere i cittadini (italiani o stranieri che soggiornano a Pontedellolio, ndc) nel benessere della comunità. Verrà istituito infatti un albo dei volontari in cui i cittadini potranno inserire i loro nomi e segnalare le proprie disponibilità di tempo e indicare le attività in cui vorrebbero impegnarsi. I diversi uffici comunali definiranno attività, valuteranno le disponibilità e faranno una sorta di selezione dei volontari». Le attività cui ci si potrà dedicare saranno relative per esempio a piccole manutenzioni di aree verdi e spazi pubblici, supporto alle attività integrative dell'infanzia (asili nido, scuole elementari e medie), il pedibus, attività in biblioteca, nello sport ed eventi, ma anche come raccolta dati per i censimenti. «Un modo per dare un pochino di visibilità a chi già si dà da fare - ha affermato Marenghi - e poterli ringraziare in un momento ad hoc, come facciamo già nella vigilia di Natale, ma anche per regolarizzare l'attività dando una copertura assicurativa e per "contagiare" altre persone al volontariato».
Pubblicato da Libertà il 11/01/2015 a firma Nadia Plucani


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Concerto degli auguri e Consiglio comunale.

18/12/14 680 Marino • tag: coordinamento

12082concertonatale2014miniIn questi mesi il sito del Comune è stato aggiornato, migliorato e sta diventando quello che dovrebbe essere: un punto di riferimento per tutto ciò che succede sul territorio.
A inizio settimana abbiamo letto due notizie:
- l'invito a partecipare, lunedì 22, al Concerto degli auguri.
- la convocazione del Consiglio Comunale per lunedì 22.

Questo l'ordine del giorno del Consiglio:
1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;
2. Comunicazioni del Sindaco;
3. Attuazione del patto dei Sindaci - Approvazione piano di azione per l’energia sostenibile P.A.E.S);
4. Autorizzazione alla permuta di reliquati stradali in loc. Ballestracci di Tollara – modifica deliberazioni C.C. nn. 63/2013 e 14/2014;
5. Adesione alla Centrale Unica di Committenza della Provincia di Piacenza. Approvazione schema di convenzione;
6. Progetto di volontariato civico "Volontariamente". Approvazione linee di indirizzo;
7. Piattaforma mercato elettronico del Comune di Piacenza. Adesione;
8. Esame interpellanza del Gruppo Consiliare di minoranza “Tradizione e Sviluppo” ad oggetto: “Sicurezza, legalità ed ordine pubblico sul territorio Comunale;
9. Esame interpellanza del Gruppo Consiliare di minoranza ”Pontolliesi con Peroni Sindaco”ad oggetto: “Questione frane, località Molino Croce”.


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