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L’illuminazione votiva verrà gestita direttamente dal Comune

11/08/20 2847 PonteWeb • tag: amicocomunetrasparente illuminazionevotiva

7131illumvotiva«E’ scaduta la concessione delle illuminazioni votive al cimitero, che era in capo ad una ditta di Parma. Potevamo aprire un bando di gara, oppure fare una gestione in housing: abbiamo scelto questa seconda strada che darà benefici alla collettività, per l’efficienza e l’economicità del servizio e per la possibilità di avere uffici sul territorio. I cittadini avranno uno sconto del 10% rispetto alle vecchie tariffe (basse perché ferme dal 2010). Noi risparmieremo 14 mila euro + Iva dalle casse comunali». Queste le parole del Sindaco di Fiorenzuola d’Arda riportate oggi da Libertà.
Non dimentichiamole quando il 31/12/2025 scadrà l’attuale concessione.
Cogliamo l’occasione per rinnovare l'invito a pubblicare, sul sito del Comune, il modulo per l'eventuale disdetta del punto luce di illuminazione votiva (completo di riferimenti e istruzioni).


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Illuminazione votiva: un'opportunità per ridurre la pressione fiscale locale

31/10/19 2386 Marino • tag: illuminazionevotiva

10813illumvotivaPer esempio: Fossò è un comune veneto di circa 7.000 abitanti in cui, a febbraio è stata indetta la gara per l'illuminazione votiva dei cimiteri. La lettura del bando e dell'esito della gara  FONTE  pone interessanti spunti di riflessione che qui condivido.
Nei cimiteri di Fossò sono attivi 1.506 punti luce votivi (a Ponte circa 1.650).
A Fossò la concessione è stata assegnata alle seguenti condizioni:
- tariffa annua che il cittadino deve pagare per l'illuminazione votiva: € 12,71 +IVA (a Ponte è € 13,28 +IVA)
- canone di concessione che il concessionario deve versare al comune: circa € 8,90 +IVA per ogni punto luce (a Ponte è circa € 2,60+IVA)
- il netto ricavo che resta al concessionario è quindi circa € 3,81 (a Ponte è circa € 10,68).
Sono conti della serva ma... ci danno l'ordine di grandezza del prezzo di mercato (già remunerativo) per l'illuminazione votiva a LED: € 5,00 (compresa IVA, al netto di odiosi aggi o canoni di concessione).
A margine... rinnovo l'invito a pubblicare sul sito del Comune il modulo per l'eventuale disdetta del punto luce di illuminazione votiva.


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Illuminazione votiva

03/10/18 1992 Marino • tag: illuminazionevotiva

30901illumvotivaI servizi pubblici locali a domanda individuale sono quei servizi che non sono dichiarati gratuiti per legge e che vengono utilizzati a richiesta dell'utente.
Il servizio a domanda individuale è soggetto al raggiungimento di predeterminati tassi di copertura del costo di gestione  FONTE .
Per esempio, è un servizio pubblico a domanda individuale la mensa scolastica: ai pontolliesi costa €48.000, ma chi ne usufruisce contribuisce con €44.000, con un tasso di copertura dei costi del 92%.
Tra i servizi pubblici locali a domanda individuale rientra anche il servizio di illuminazione votiva che, ragionevolmente, dovrebbe essere addebitato al cittadino ad una tariffa massima non superiore al costo di gestione. Invece a Ponte, per le luci votive succede che...
L'appaltatore ha un giusto ricavo di tot euro ma, per accordo con il Comune, egli fa pagare ai cittadini i tot€ + 5.200€ , questa somma verrà poi “girata” al Comune sotto la voce “canone” (?)  FONTE .
In buona sostanza, sembrerebbe che il comune, anziché limitarsi a dare un servizio con la copertura del 100% dei costi (e cioè i tot€), abbia scelto di "guadagnare" (5.200€) su una delle espressioni del sentimento verso i defunti.
Sarebbe opportuno, e forse anche obbligatorio, che l'Amministrazione rinunciasse a questo canone riducendo le tariffe al cittadino?
Sarebbe opportuno che, nella delibera annuale dei servizi a domanda individuale, fosse elencata anche l'illuminazione votiva con il relativo tasso di copertura dei costi?
Sarebbe opportuno che sul sito del Comune fosse pubblicato il modulo per l'eventuale disdetta, da parte del cittadino, del servizio di illuminazione votiva?

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Lella   Io personalmente ho provveduto a disdire il canone. Spesa alquanto inutile. Per chi crede, i nostri defunti si trovano già "nella luce". E completamente gratis. 05/10/18
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Illuminazione votiva nei cimiteri

27/01/14 72 Marino • tag: illuminazionevotiva

Da oltre un anno ponteweb sta interessandosi dell'illuminazione votiva. Un primo risultato è stato raggiunto quando a luglio dello scorso anno le lampade a incandescenza sono state sostituite con lampade a led (che consumano il 90% meno e durano 25 volte in più). Successivamente a tale data ci siamo concentrati su quanto e su quando i risparmi ottenuti sarebbero arrivati a favore della collettività.
Il 30 dicembre 2013 il Sindaco mi comunicava che, grazie al passaggio da lampada a incandescenza a lampada a LED, la tariffa al cittadino non avrebbe subito aumenti per tutto l'anno 2014. Il 9 gennaio 2014 mi ha informato di un ulteriore miglioramento e cioè che la tariffa rimarrà invariata agli attuali 16.20 euro per almeno 10 anni (salvo variazioni delle aliquote IVA). Il Sindaco non è stato in grado di dirmi se in questi 10 anni la quota della tariffa spettante al comune continuerà a essere aggiornata secondo gli indici ISTAT: resto in attesa di questa ulteriore sostanziale informazione. Il Sindaco ha raggiunto un discreto risultato, ma a parer mio ancora insufficiente e cerco di spiegare perché...

La concessione dell'agosto 1996, al netto di IVA, prevedeva le seguenti voci:
- quota per il concessionario 17.180 lire
- quota per il comune 1.000 lire
- spese di spedizione 1.500 lire (stima)
ed era soggetta alla variazione ISTAT FOI.
Se fossero stati applicati tutti gli aggiornamenti ISTAT fino al novembre 2013 tale valore avrebbe dovuto essere
17.180+1.000+1.500=19.680 lire x 1.409 adeguamento ISTAT FOI = 14.32 euro + IVA 22% = 17.47 euro tariffa al cittadino.
Se ipotizziamo poi che l'incremento ISTAT prosegua per i prossimi 10 anni con il trend degli ultimi 5 anni ci troveremo tra 10 anni con la tariffa a 17.47 x 1.160 = 20.27 euro .
La differenza 20.27 - 16.20 = 4 euro a fine periodo corrisponde a un valore medio costante di 2 euro.
2 euro/anno x 1653 lampade x 10 anni = 33.000 euro che corrisponde al minor costo per il cittadino nei 10 anni considerati.
A questa cifra va aggiunto l'incremento della quota che il concessionario versa annualmente al comune, (sempre che il Sindaco confermi che essa continuerà ad essere soggetta a incremento ISTAT): 4.780 euro * 0.16 / 2 x 10 = 4.000 euro per un totale minor costo di 37.000 euro .

Questo valore è circa la metà di quello da me calcolato (70.000 euro) e che mi aspetto che il Sindaco, e la Giunta tutta, perseguano con determinazione.

Per chi ha voglia, tempo e passione, ecco il dettaglio delle mie considerazioni tecniche.
Se gli Amministratori comunali ritengono che le mie considerazioni non siano corrette, hanno tutti gli strumenti per rendere pubblica la relazione tecnica sulla quale hanno basato le loro scelte.

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- le lampade a filamento hanno una durata media di 4.500 ore (1000 teoriche)
- le lampade a LED hanno una durata media di 130.000 ore (50.000 teoriche)
- in un anno vi sono 8.760 ore e quindi le lampade a filamento devono essere sostituite due volte ogni anno
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- il prezzo di mercato di una lampada a filamento 24V 2W è di circa 0.25 euro/cad
- dovendo essere sostituite due volte all'anno, il costo della sostituzione risulta essere: 0.25 euro x 2 volte x 1653 lampade = 825 euro a cui va aggiunto il costo della manodopera che stimo in almeno 1.500 euro per un totale di 2.325 euro
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- il prezzo delle lampade a LED attualmente installate (KLEOS TL3424) è di 1,85 euro/cad
- il costo per l'acquisto e il montaggio risulta essere 1.85 euro x 1653 lampade + 1500 manodopera = 4.560 euro
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- il consumo annuo delle lampade a filamento è 2W x 8760ore/anno = 17,5 kwh/anno
- il consumo annuo delle lampade a LED è di 0.5W x 4380orediurne/anno + 0.25W x 4380 orenotturne/anno = 3,3kwh/anno
- la differenza di consumo è 14,2 kwh/anno per un totale di 14,2 kwh/anno x 1653 lampade = 23.500 kwh/anno che corrisponde ad un minor costo di 0.18 euro/kwh x 23.500 kwh/anno = 4.230 euro/anno
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L'operazione di passaggio da filamento a LED comporta quindi una minor spesa annua di 2.325 + 4.300 = 6.600 euro/anno oltre a eventuali minori costi fissi del contratto per l'energia elettrica dato che la potenza impegnata si riduce di almeno 5 volte.
Confrontando questo costo al costo di manutenzione annua si evince che l'investimento si ammortizza dopo 4560 / 6600 x 12mesi = 8 mesi, aumentato a 12 mesi per considerare anche i costi per installare i regolatori di tensione necessari per dimezzare i consumi nelle ore notturne.
Da oggi alla scadenza della concessione (2025) il minor costo risulterà essere 6.600 euro/anno x 11 anni = 70.000 euro.
I valori utilizzati possono certamente essere affinati ma... la sostanza non cambia. A margine, e per evidenziare che i calcoli fatti sono prudenziali, faccio notare che la formula che utilizza il Ministero per determinare i benefici previsti dalle leggi a favore di coloro che sostituiscono le lampade a filamento con lampade a LED è la seguente:
RSN (Risparmio Specifico Netto in Tep) = 1,638 x (Pfil – Pled ) (10 -3 tep/anno/UFR) dove Pfil (W) è la potenza elettrica nominale della lampada a filamento e Pled (W) è la potenza elettrica nominale della lampada a LED.
Sapendo poi che un Tep (Tonnellata equivalente di petrolio) corrisponde a 11630 kWh la formula applicata al nostro caso risulta essere:
RSN = 1,638 x (2 – 0,5 ) x 11630 / 1000 = 28,58 kwh/anno x 0.18 euro/kwh/anno = 5.14 euro/anno x 1653 lampade = 8.496 euro/anno x 11 anni = 90.000 euro.


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