Ponte dell'Olio



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ieri

Venticinque anni: una generazione umana, ma quante generazioni tecnologiche?

Oggi propongo una riflessione personale.
La durata della concessione, stabilita in 25 anni, rappresenta uno degli aspetti politici e gestionali più delicati dell'intera operazione.

So per diretta esperienza lavorativa che i contratti tecnologici a lungo termine comportano rischi che crescono in modo esponenziale.

Il vincolo a scelte compiute all'inizio rende infatti complesso — sia a livello economico, sia a livello strutturale — adottare soluzioni via via più moderne e più efficienti.

Più il contratto si protrae, più si rischia di rimanere ostaggi delle valutazioni iniziali e di standard concordati all'inizio del rapporto, che nel campo della tecnologia equivalgono ad ere geologiche. Con il serio pericolo di ritrovarsi con infrastrutture obsolete ben prima della scadenza.

Inoltre, un legame contrattuale così lungo con un unico fornitore rischia di azzerare la flessibilità negoziale e rischia di impedire l'integrazione di innovazioni di terze parti.

Come ho precisato all'inizio, questa è un'opinione… opinabile.

Pubblicato da Marino
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ieri

Trasporto pubblico

Da martedì 15 settembre, con l'inizio delle scuole, entra in vigore l'orario invernale dei bus (già visibile online sul sito di Seta). Che sulla nostra linea presenta una novità importante, con l'istituzione di due nuove corse E35 (dal lunedì al sabato): alle 19,25 da Carmiano a Piacenza e alle 20,30 da Piacenza a Carmiano.
Insomma, si allunga il servizio offerto nella giornata: finora l'ultima corsa in partenza da Piacenza era il 19,50 (con destinazione Bettola). Mentre in direzione della città l'ultimo passaggio a Ponte è stato a lungo alle 18,35 (con l'aggiunta da un paio di anni di un'altra corsa alle 19 nei giorni scolastici).
Una innovazione da accogliere con favore e che va incontro alle esigenze degli utenti del servizio pubblico. Magari con la speranza sia solo il primo passo verso una futura estensione serale...

Pubblicato da Mattiapascal
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 #trasportopubblico  #scuola  #mobilitalocale  #piacenza  #servizipubblici
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11/09/26

La gestione del Palazzetto dello Sport e i tempi della programmazione

Seguire la vita amministrativa della nostra comunità con l'attenzione e l'esperienza degli anni porta a riflettere sulla qualità dei processi che governano i beni di tutti. La lettura della deliberazione di Giunta n. 90 dello scorso 8 settembre, atto con cui si definiscono gli indirizzi per l'affidamento del Palazzetto dello Sport, offre a questo riguardo uno spunto di analisi e di confronto  FONTE 

La cronologia dei fatti è nota: la precedente concessione era stata sottoscritta il 16 novembre 2023 con scadenza al 30 agosto 2026. Un arco temporale di quasi tre anni costituisce lo spazio naturale entro il quale una Giunta ha la possibilità di pianificare il nuovo bando, condurre le indagini di mercato, aggiornare gli strumenti di programmazione e arrivare a fine concessione con la nuova gestione già individuata.
Il dato oggettivo con cui ci confrontiamo oggi è invece quello di un atto d'indirizzo approvato a concessione già scaduta e del ricorso all'affidamento transitorio per evitare la sospensione delle attività sportive.

Disporre di un triennio e trovarsi a gestire scadenze ordinarie attraverso passaggi rincorsi e soluzioni provvisorie non è un dettaglio procedurale, ma un indicatore su come viene interpretata la funzione di pianificazione politica.

La cura della cosa pubblica trae la sua forza dalla capacità di anticipare gli eventi ordinari anziché rincorrerli.

L'auspicio è che l'iter di gara possa ora procedere con celerità e linearità, affinché le società sportive, i nostri giovani e le famiglie di Ponte dell'Olio possano fruire del Palazzetto dello Sport con le certezze e le garanzie che la comunità merita.

Pubblicato da Marino
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Pur volendo tralasciare l'aspetto dell'ennesima proroga riguardante la concessione del palazzetto, proroga la cui durata mi è sfuggita, ma rileggerò con attenzione il testo della delibera di Giunta, intendo esprimermi sul mancato inserimento dei pareri dei Responsabili di Servizio sulla delibera stessa.
Può sembrare cosa di poco conto, a mio avviso invece è la testimonianza di quanta importanza venga attribuita alla pubblicità legale, strumento indispensabile per la diffusione trasparente delle attività della Pubblica Amministrazione. E' evidente che nessuno rilegge quanto pubblicato, gli errori possono starci, ma la loro tempestiva rettifica é il minimo che si possa pretendere, ma tant'è....qualcuno scriveva
"...così è se vi pare..."

Saluti
Marco Boselli
Pubblicato 12/09/26 da Marco
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10/09/26

Progetto di finanza: la spesa storica

Cerco di ricomporre i tasselli analizzati finora al fine di ricostruire la probabile base reale di partenza della spesa energetica comunale (tutti i valori sono presentati come "ipotesi di lavoro" aperta alla smentita o all'integrazione documentale da parte dell'Amministrazione e di qualsiasi cittadino, sono valori divulgativi, di sintesi, in certi casi stimati, riferiti all'anno 2020, e comprensivi di IVA ).
Spesa storica a base del progetto: € 298.000 (Progetto di fattibilità - Tabella Costi sostenuti dall'Amministrazione)
— Esclusione utenze "fuori perimetro": € -22.000 (da delibera)
— Rettifica spese "non dovute" (storni): € -30.000 (maxi POD impropriamente fatturato)
• Spesa storica rideterminata: € 246.000
— Correttivo spending review (7% su € 246.000): € -17.000
• Spesa storica reale: € 229.000

Proiezione statica 25ennale:  € 5.725.000 
Questo sembrerebbe essere il valore "depurato" che andrebbe logicamente posizionato accanto al valore pattuito con la concessione 25ennale, che ammonta a 305.000 x 25 – 250.000 =  € 7.375.000 € .
La forbice che ne emerge  € 1.650.000  è decisamente significativa.

Ci tengo a rimarcare che l'intero impianto di questo lavoro nasce dal diritto/dovere civico di comprendere la gestione della cosa pubblica. Condivido questi calcoli e queste considerazioni con l'esclusivo spirito di chi vuole imparare, analizzare e verificare, rimanendo a disposizione per correggere i numeri o mostrare una diversa lettura dei dati.
Il metodo resta la trasparenza e la chiarezza divulgativa, elementi fondamentali per garantire alla nostra comunità la formazione di un'opinione informata, consapevole e costruttiva.

Pubblicato da Marino
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Con " forbice..... significativa", si intende dire che i Pontolliesi pagheranno alla fine dei 25 anni di concessione oltre un milione mezzo in più, considerando le bocce ferme, ben sapendo che purtroppo non rimarranno ferme. Lasciamo perdere i discorsi fatti in Consiglio Comunale, circa l'ovvia rinegoziazione degli accordi, al fine di sottrarre l'adeguamento dell'ammortamento all'oscillazione di prezzo della componente energia elettrica. In quella seduta tutti convenivano che fosse doveroso rinegoziare; tuttavia ad oggi nessuno ha ritenuto di ritornare sull'argomento per informare il Consiglio Comunale circa l'andamento di detta trattativa.
Marino, io non mi aspetterei troppi interventi sull'argomento, a maggior ragione in questi periodi dove vedo i nostri alle prese con attività carnevalesche e ricerca di sigari cubani.

Saluti

Marco Boselli
Pubblicato 12/09/26 da Marco
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08/09/26

Progetto di finanza: affiniamo i dati da maneggiare

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Prima di procedere alla sintesi dei dati fin qui rilevati, è opportuno fare una precisazione fondamentale sui numeri.

In un precedente post avevo richiamato le cifre del canone pattuito per i 25 anni di concessione:
• Dal 1° al 5° anno: € 205.639,30 (IVA esclusa)
• Dal 6° al 25° anno: € 250.184,68 (IVA esclusa)

Calcolando la media ponderata sui 25 anni, si ottiene un valore medio teorico di 241.275,60 € + IVA 22%, pari a € 294.356,23 IVA compresa.

Ma, attenzione: questa media serve a comprendere l'equilibrio finanziario generale del PEF.
La realtà operativa del contratto è diversa.

Analizzando i resoconti annuali ottenuti tramite istanza FOIA, emerge che la struttura contabile di fatto non prevede due canoni distinti, bensì un canone unico di base fissato a 250.184,68 € + IVA 22% (pari a 305.225,31 € IVA inclusa), al quale viene applicato uno "sconto" fisso di circa 50mila euro per i primi 5 anni.

La differenza non è da poco: significa che il vero canone a regime su cui l'Ente si impegna è di 305mila euro all'anno, ed è proprio su questa cifra piena che vengono e verranno applicati gli aggiornamenti e le revisioni contrattuali nel tempo, per ognuno dei 25 anni, a prescindere dallo "sconto" iniziale.

Da qui in avanti, per valutare la reale portata finanziaria della concessione, sarà questo (305mila euro all'anno) il valore di riferimento da posizionare accanto alla spesa storica "depurata".

Pubblicato da Marino
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07/09/26

Per il futuro dei nostri ragazzi: l'opportunità di aggiornare il contributo dell'Unione alle nostre scuole

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Guardando al cammino che le nostre comunità e la scuola percorrono insieme, ritengo che la continuità delle decisioni istituzionali rappresenti un valore prezioso.

Dal 2019, la scelta dell'amministrazione dell'Unione Montana Alta Val Nure di sostenere l'Istituto Comprensivo attraverso un contributo di 14.500 euro si è rinnovata di anno in anno, tracciando un percorso costante a favore delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado nei territori di Ponte dell'Olio, Bettola e Farini.
Si tratta di un'intesa che ad ogni passaggio annuale ha confermato intatti i suoi alti fini: arricchire l'offerta formativa, intrecciare la didattica con il tessuto sociale, culturale ed economico della nostra valle, e garantire a ogni studente pari opportunità abbattendo le barriere socio-economiche.

Alla naturale conclusione di ogni ciclo annuale si apre sempre una finestra di dialogo utile e opportuna per il domani. Con l'inizio di questo nuovo anno scolastico e la consueta scadenza dell'accordo, si presenta l'occasione per guardare avanti con visione aggiornata: dopo sette anni di conferme nell'identico importo, evolvere quel sostegno e adeguarne la misura significa accompagnare i mutamenti dei tempi, dare nuovo slancio alla scuola e riaffermare la centralità dei nostri giovani nel progetto futuro del territorio.

Vedi qui il testo della convenzione 2025-2026  FONTE 

Pubblicato da Marino
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06/09/26

La spending review nel progetto di finanza

Nei precedenti post, nel limite delle conoscenze documentali a mia disposizione, ho individuato tre valori:
- la spesa presa a base dello sviluppo del Progetto di finanza 298mila euro
- il "fuori perimetro" 22mila euro
- il "non dovuto" 30mila euro.

Giunti a questo punto condivido un passaggio interessante: una domanda fondamentale che i nostri Amministratori si saranno posti (e che dobbiamo porci anche noi cittadini) e che riguarda la "qualità" del valore "base di partenza". Per semplificare, questa potrebbe essere la domanda:
la spesa del 2020 su cui è stato poi costruito il progetto di finanza, conteneva una quota di inefficienza? Si stava acquistando l'energia al miglior prezzo possibile?

Non so dare una risposta affidabile in quanto tra i documenti resi pubblici, e nemmeno tra quelli che ho reperito tramite FOIA, ho trovato un'analisi in merito.

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Tuttavia, a margine, ho disponibili questi elementi riferiti all'illuminazione pubblica per l'anno 2020 (valori al netto di IVA, bollette di fine 2020):
A) la bolletta addebitata al nostro Comune espone un costo di 0,1870 €/kWh
B) la bolletta addebitata ad un Comune della provincia evidenzia un costo di 0,1655 €/kWh rilevando un costo inferiore del 11,47%.

A supporto della consistenza del dato B), vi sono anche i dati di riferimento pubblicati in www.acquirenteunico.it  FONTE . Per l'anno 2020, ultimo trimestre, riportano un costo al netto di IVA di 0,1627 €/kWh (media anno 2020: 0,1535 €/kWh)
Poiché l'illuminazione pubblica incide per il 56% sul canone e la sola componente energia pesa per circa l'80% di questa voce (mentre il 20% è manutenzione), applicando l'11,47% di minor costo alla sola quota energia si ottiene un minor costo teorico di circa il 9,18%.
Emerge chiaramente come la spesa storica del 2020 possa contenere una quota d'inefficienza ereditata dal passato.

Di che entità? Posso solo fare una stima grossolana che, prudenzialmente, potrebbe essere del 7% (estendibile anche alle utenze elettriche dei fabbricati e del gas). Ribadisco, è una stima opinabile e perfettibile, formulata unicamente sulla base del materiale oggi di pubblico dominio e di quello ottenuto tramite le mie istanze FOIA; e ribadisco anche che queste analisi sono ipotesi di lavoro aperte alla smentita o all'integrazione documentale da parte dell'Amministrazione.
In assenza di smentita o integrazione documentale nell'ottica di una trasparente e corretta divulgazione delle informazioni ai cittadini, anche questi ragionamenti in merito alla spending review ci suggeriscono che il valore della base di partenza, 298mila euro, richiede di essere ulteriormente opportunamente "depurato".

Pubblicato da Marino
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06/09/26

Pensionato a disposizione

Buongiorno, sono in pensione, chiedo per chi avesse bisogno come autista, giardiniere, ecc ecc mi può contattare al numero 3393992862 0523878142.grazie

Pubblicato da Laiam
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05/09/26

Piccolo manuale di autodifesa civile: la retorica del consenso e la forza della misura

Nella mia vita ho imparato che le dinamiche dei comportamenti umani e la gestione delle conflittualità non si studiano soltanto nei libri: si leggono nei fatti, nei fallimenti, nelle soluzioni e nella capacità di ascolto.

Oggi che le piazze si sono fatte digitali, la grammatica della comunicazione pubblica è cambiata, ma i meccanismi della persuasione e della deformazione del confronto sono rimasti esattamente gli stessi, solo enormemente amplificati. Un pensiero o una provocazione lanciati in rete hanno un raggio d'azione potenzialmente illimitato; per questo la responsabilità etica e civile di chi genera comunicazione è oggi infinitamente maggiore rispetto al passato — tanto più se chi parla ricopre un ruolo istituzionale.
In questi giorni sto rileggendo un agile saggio di Arthur Schopenhauer, L'arte di ottenere ragione. Tra le tecniche che il filosofo individua per descrivere come si cerchi di prevalere in un dibattito anche quando si ha torto nel merito, ce n'è una che ricorre spesso nella comunicazione politica. Schopenhauer spiega che quando chi dibatte si accorge che l'interlocutore sta muovendo una tesi forte e inattaccabile, la prima mossa non è rispondere al tema, ma "sviare per tempo l'andamento della disputa e portarla su altre questioni".

Riconoscere questi schemi nella vita di una comunità serve a conservare una bussola di autodifesa civile. Dovremmo abituarci ad analizzare le comunicazioni "dall'alto al basso" anche sotto il profilo del metodo, cogliendo così gli indizi di un eventuale fine intellettualmente disonesto.

Due indizi fondamentali sono:
la deformazione del pensiero: di fronte a un'analisi complessa sul rispetto delle norme o sulla separazione dei poteri, la risposta raramente entra nel merito delle leggi; chi insegue il consenso immediato preferisce estrapolare una frase dal contesto per trasformarla, con una piroetta retorica, in una presunta "offesa alla comunità".
lo spostamento dai fatti alla persona: quando il diritto e i codici danno ragione alla critica, si sposta il piano del discorso dalla sostanza a chi la sostiene; il richiamo alla continenza istituzionale viene marchiato come "superbia", l'invito al rigore diventa "arroganza", il rispetto delle tutele viene liquidato come "una lezione dal piedistallo".

Comprendere questa grammatica non richiede lauree o cattedre, ma solo l'onestà dell'osservazione e l'esperienza della vita quotidiana.
La salute di una comunità si misura dalla sua capacità di difendere gli spazi di pensiero critico e di esigere continenza da chi governa. Il consenso sfumerà, ma la qualità della civiltà e del rispetto che lasciamo in eredità alle prossime generazioni dipende interamente da quanto siamo capaci di difendere, oggi, le regole del gioco.


Pubblicato da Marino
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04/09/26

Progetto di finanza: le spese "non dovute"

Riavvolgiamo il film per un attimo: siamo partiti dalla spesa storica del 2020, pari a 298mila euro, e abbiamo già sottratto i 22mila euro di utenze uscite dal perimetro.

Oggi analizzo un altro fattore correttivo fondamentale: le spese fatturate nel corso degli anni che si sono rivelate non dovute, e che l'Ente ha successivamente stornato e recuperato. Per memoria: parliamo dei consumi rilevati da un POD concentratore che sono stati erroneamente addebitati all'Amministrazione.

Per l'anno di riferimento 2020, la quota ponderata di questi recuperi ammonta a circa 30mila euro.
Poiché si tratta a tutti gli effetti di un'erronea imputazione di consumi – e quindi di somme del tutto indebite – è evidente che anche questa cifra vada tolta dalla spesa "ordinaria" usata come base di confronto.

Sto maneggiando rettifiche contabili complesse. Proprio per questo, accolgo con estremo favore qualsiasi precisazione o chiarimento da parte dell'Amministrazione: l'obiettivo è far sì che la ricostruzione di questi recuperi sia il più esatta, trasparente e condivisa possibile.

Pubblicato da Marino
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