Ponte dell'Olio



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oggi

La gestione del Palazzetto dello Sport e i tempi della programmazione

Seguire la vita amministrativa della nostra comunità con l'attenzione e l'esperienza degli anni porta a riflettere sulla qualità dei processi che governano i beni di tutti. La lettura della deliberazione di Giunta n. 90 dello scorso 8 settembre, atto con cui si definiscono gli indirizzi per l'affidamento del Palazzetto dello Sport, offre a questo riguardo uno spunto di analisi e di confronto  FONTE 

La cronologia dei fatti è nota: la precedente concessione era stata sottoscritta il 16 novembre 2023 con scadenza al 30 agosto 2026. Un arco temporale di quasi tre anni costituisce lo spazio naturale entro il quale una Giunta ha la possibilità di pianificare il nuovo bando, condurre le indagini di mercato, aggiornare gli strumenti di programmazione e arrivare a fine concessione con la nuova gestione già individuata.
Il dato oggettivo con cui ci confrontiamo oggi è invece quello di un atto d'indirizzo approvato a concessione già scaduta e del ricorso all'affidamento transitorio per evitare la sospensione delle attività sportive.

Disporre di un triennio e trovarsi a gestire scadenze ordinarie attraverso passaggi rincorsi e soluzioni provvisorie non è un dettaglio procedurale, ma un indicatore su come viene interpretata la funzione di pianificazione politica.

La cura della cosa pubblica trae la sua forza dalla capacità di anticipare gli eventi ordinari anziché rincorrerli.

L'auspicio è che l'iter di gara possa ora procedere con celerità e linearità, affinché le società sportive, i nostri giovani e le famiglie di Ponte dell'Olio possano fruire del Palazzetto dello Sport con le certezze e le garanzie che la comunità merita.

Pubblicato da Marino
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ieri

Progetto di finanza: la spesa storica

Cerco di ricomporre i tasselli analizzati finora al fine di ricostruire la probabile base reale di partenza della spesa energetica comunale (tutti i valori sono presentati come "ipotesi di lavoro" aperta alla smentita o all'integrazione documentale da parte dell'Amministrazione e di qualsiasi cittadino, sono valori divulgativi, di sintesi, in certi casi stimati, riferiti all'anno 2020, e comprensivi di IVA ).
Spesa storica a base del progetto: € 298.000 (Progetto di fattibilità - Tabella Costi sostenuti dall'Amministrazione)
— Esclusione utenze "fuori perimetro": € -22.000 (da delibera)
— Rettifica spese "non dovute" (storni): € -30.000 (maxi POD impropriamente fatturato)
• Spesa storica rideterminata: € 246.000
— Correttivo spending review (7% su € 246.000): € -17.000
• Spesa storica reale: € 229.000

Proiezione statica 25ennale:  € 5.725.000 
Questo sembrerebbe essere il valore "depurato" che andrebbe logicamente posizionato accanto al valore pattuito con la concessione 25ennale, che ammonta a 305.000 x 25 – 250.000 =  € 7.375.000 € .
La forbice che ne emerge  € 1.650.000  è decisamente significativa.

Ci tengo a rimarcare che l'intero impianto di questo lavoro nasce dal diritto/dovere civico di comprendere la gestione della cosa pubblica. Condivido questi calcoli e queste considerazioni con l'esclusivo spirito di chi vuole imparare, analizzare e verificare, rimanendo a disposizione per correggere i numeri o mostrare una diversa lettura dei dati.
Il metodo resta la trasparenza e la chiarezza divulgativa, elementi fondamentali per garantire alla nostra comunità la formazione di un'opinione informata, consapevole e costruttiva.

Pubblicato da Marino
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08/09/26

Progetto di finanza: affiniamo i dati da maneggiare

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Prima di procedere alla sintesi dei dati fin qui rilevati, è opportuno fare una precisazione fondamentale sui numeri.

In un precedente post avevo richiamato le cifre del canone pattuito per i 25 anni di concessione:
• Dal 1° al 5° anno: € 205.639,30 (IVA esclusa)
• Dal 6° al 25° anno: € 250.184,68 (IVA esclusa)

Calcolando la media ponderata sui 25 anni, si ottiene un valore medio teorico di 241.275,60 € + IVA 22%, pari a € 294.356,23 IVA compresa.

Ma, attenzione: questa media serve a comprendere l'equilibrio finanziario generale del PEF.
La realtà operativa del contratto è diversa.

Analizzando i resoconti annuali ottenuti tramite istanza FOIA, emerge che la struttura contabile di fatto non prevede due canoni distinti, bensì un canone unico di base fissato a 250.184,68 € + IVA 22% (pari a 305.225,31 € IVA inclusa), al quale viene applicato uno "sconto" fisso di circa 50mila euro per i primi 5 anni.

La differenza non è da poco: significa che il vero canone a regime su cui l'Ente si impegna è di 305mila euro all'anno, ed è proprio su questa cifra piena che vengono e verranno applicati gli aggiornamenti e le revisioni contrattuali nel tempo, per ognuno dei 25 anni, a prescindere dallo "sconto" iniziale.

Da qui in avanti, per valutare la reale portata finanziaria della concessione, sarà questo (305mila euro all'anno) il valore di riferimento da posizionare accanto alla spesa storica "depurata".

Pubblicato da Marino
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07/09/26

Per il futuro dei nostri ragazzi: l'opportunità di aggiornare il contributo dell'Unione alle nostre scuole

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Guardando al cammino che le nostre comunità e la scuola percorrono insieme, ritengo che la continuità delle decisioni istituzionali rappresenti un valore prezioso.

Dal 2019, la scelta dell'amministrazione dell'Unione Montana Alta Val Nure di sostenere l'Istituto Comprensivo attraverso un contributo di 14.500 euro si è rinnovata di anno in anno, tracciando un percorso costante a favore delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado nei territori di Ponte dell'Olio, Bettola e Farini.
Si tratta di un'intesa che ad ogni passaggio annuale ha confermato intatti i suoi alti fini: arricchire l'offerta formativa, intrecciare la didattica con il tessuto sociale, culturale ed economico della nostra valle, e garantire a ogni studente pari opportunità abbattendo le barriere socio-economiche.

Alla naturale conclusione di ogni ciclo annuale si apre sempre una finestra di dialogo utile e opportuna per il domani. Con l'inizio di questo nuovo anno scolastico e la consueta scadenza dell'accordo, si presenta l'occasione per guardare avanti con visione aggiornata: dopo sette anni di conferme nell'identico importo, evolvere quel sostegno e adeguarne la misura significa accompagnare i mutamenti dei tempi, dare nuovo slancio alla scuola e riaffermare la centralità dei nostri giovani nel progetto futuro del territorio.

Vedi qui il testo della convenzione 2025-2026  FONTE 

Pubblicato da Marino
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06/09/26

La spending review nel progetto di finanza

Nei precedenti post, nel limite delle conoscenze documentali a mia disposizione, ho individuato tre valori:
- la spesa presa a base dello sviluppo del Progetto di finanza 298mila euro
- il "fuori perimetro" 22mila euro
- il "non dovuto" 30mila euro.

Giunti a questo punto condivido un passaggio interessante: una domanda fondamentale che i nostri Amministratori si saranno posti (e che dobbiamo porci anche noi cittadini) e che riguarda la "qualità" del valore "base di partenza". Per semplificare, questa potrebbe essere la domanda:
la spesa del 2020 su cui è stato poi costruito il progetto di finanza, conteneva una quota di inefficienza? Si stava acquistando l'energia al miglior prezzo possibile?

Non so dare una risposta affidabile in quanto tra i documenti resi pubblici, e nemmeno tra quelli che ho reperito tramite FOIA, ho trovato un'analisi in merito.

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Tuttavia, a margine, ho disponibili questi elementi riferiti all'illuminazione pubblica per l'anno 2020 (valori al netto di IVA, bollette di fine 2020):
A) la bolletta addebitata al nostro Comune espone un costo di 0,1870 €/kWh
B) la bolletta addebitata ad un Comune della provincia evidenzia un costo di 0,1655 €/kWh rilevando un costo inferiore del 11,47%.

A supporto della consistenza del dato B), vi sono anche i dati di riferimento pubblicati in www.acquirenteunico.it  FONTE . Per l'anno 2020, ultimo trimestre, riportano un costo al netto di IVA di 0,1627 €/kWh (media anno 2020: 0,1535 €/kWh)
Poiché l'illuminazione pubblica incide per il 56% sul canone e la sola componente energia pesa per circa l'80% di questa voce (mentre il 20% è manutenzione), applicando l'11,47% di minor costo alla sola quota energia si ottiene un minor costo teorico di circa il 9,18%.
Emerge chiaramente come la spesa storica del 2020 possa contenere una quota d'inefficienza ereditata dal passato.

Di che entità? Posso solo fare una stima grossolana che, prudenzialmente, potrebbe essere del 7% (estendibile anche alle utenze elettriche dei fabbricati e del gas). Ribadisco, è una stima opinabile e perfettibile, formulata unicamente sulla base del materiale oggi di pubblico dominio e di quello ottenuto tramite le mie istanze FOIA; e ribadisco anche che queste analisi sono ipotesi di lavoro aperte alla smentita o all'integrazione documentale da parte dell'Amministrazione.
In assenza di smentita o integrazione documentale nell'ottica di una trasparente e corretta divulgazione delle informazioni ai cittadini, anche questi ragionamenti in merito alla spending review ci suggeriscono che il valore della base di partenza, 298mila euro, richiede di essere ulteriormente opportunamente "depurato".

Pubblicato da Marino
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06/09/26

Pensionato a disposizione

Buongiorno, sono in pensione, chiedo per chi avesse bisogno come autista, giardiniere, ecc ecc mi può contattare al numero 3393992862 0523878142.grazie

Pubblicato da Laiam
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05/09/26

Piccolo manuale di autodifesa civile: la retorica del consenso e la forza della misura

Nella mia vita ho imparato che le dinamiche dei comportamenti umani e la gestione delle conflittualità non si studiano soltanto nei libri: si leggono nei fatti, nei fallimenti, nelle soluzioni e nella capacità di ascolto.

Oggi che le piazze si sono fatte digitali, la grammatica della comunicazione pubblica è cambiata, ma i meccanismi della persuasione e della deformazione del confronto sono rimasti esattamente gli stessi, solo enormemente amplificati. Un pensiero o una provocazione lanciati in rete hanno un raggio d'azione potenzialmente illimitato; per questo la responsabilità etica e civile di chi genera comunicazione è oggi infinitamente maggiore rispetto al passato — tanto più se chi parla ricopre un ruolo istituzionale.
In questi giorni sto rileggendo un agile saggio di Arthur Schopenhauer, L'arte di ottenere ragione. Tra le tecniche che il filosofo individua per descrivere come si cerchi di prevalere in un dibattito anche quando si ha torto nel merito, ce n'è una che ricorre spesso nella comunicazione politica. Schopenhauer spiega che quando chi dibatte si accorge che l'interlocutore sta muovendo una tesi forte e inattaccabile, la prima mossa non è rispondere al tema, ma "sviare per tempo l'andamento della disputa e portarla su altre questioni".

Riconoscere questi schemi nella vita di una comunità serve a conservare una bussola di autodifesa civile. Dovremmo abituarci ad analizzare le comunicazioni "dall'alto al basso" anche sotto il profilo del metodo, cogliendo così gli indizi di un eventuale fine intellettualmente disonesto.

Due indizi fondamentali sono:
la deformazione del pensiero: di fronte a un'analisi complessa sul rispetto delle norme o sulla separazione dei poteri, la risposta raramente entra nel merito delle leggi; chi insegue il consenso immediato preferisce estrapolare una frase dal contesto per trasformarla, con una piroetta retorica, in una presunta "offesa alla comunità".
lo spostamento dai fatti alla persona: quando il diritto e i codici danno ragione alla critica, si sposta il piano del discorso dalla sostanza a chi la sostiene; il richiamo alla continenza istituzionale viene marchiato come "superbia", l'invito al rigore diventa "arroganza", il rispetto delle tutele viene liquidato come "una lezione dal piedistallo".

Comprendere questa grammatica non richiede lauree o cattedre, ma solo l'onestà dell'osservazione e l'esperienza della vita quotidiana.
La salute di una comunità si misura dalla sua capacità di difendere gli spazi di pensiero critico e di esigere continenza da chi governa. Il consenso sfumerà, ma la qualità della civiltà e del rispetto che lasciamo in eredità alle prossime generazioni dipende interamente da quanto siamo capaci di difendere, oggi, le regole del gioco.


Pubblicato da Marino
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04/09/26

Progetto di finanza: le spese "non dovute"

Riavvolgiamo il film per un attimo: siamo partiti dalla spesa storica del 2020, pari a 298mila euro, e abbiamo già sottratto i 22mila euro di utenze uscite dal perimetro.

Oggi analizzo un altro fattore correttivo fondamentale: le spese fatturate nel corso degli anni che si sono rivelate non dovute, e che l'Ente ha successivamente stornato e recuperato. Per memoria: parliamo dei consumi rilevati da un POD concentratore che sono stati erroneamente addebitati all'Amministrazione.

Per l'anno di riferimento 2020, la quota ponderata di questi recuperi ammonta a circa 30mila euro.
Poiché si tratta a tutti gli effetti di un'erronea imputazione di consumi – e quindi di somme del tutto indebite – è evidente che anche questa cifra vada tolta dalla spesa "ordinaria" usata come base di confronto.

Sto maneggiando rettifiche contabili complesse. Proprio per questo, accolgo con estremo favore qualsiasi precisazione o chiarimento da parte dell'Amministrazione: l'obiettivo è far sì che la ricostruzione di questi recuperi sia il più esatta, trasparente e condivisa possibile.

Pubblicato da Marino
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03/09/26

Le parole di chi ci governa non sono mai neutre: quando la politica abbandona la misura, la comunità rischia di smarrire la bussola del diritto e della convivenza

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La recente vicenda di una giovanissima vittima di violenza a Torino ha toccato da vicino la sensibilità di ciascuno di noi. Come spesso accade, quando si accende il dibattito pubblico sui provvedimenti dei giudici — nel caso specifico stigmatizzando la concessione di una misura cautelare non carceraria —, la tensione emotiva sale inevitabilmente. È accaduto anche sui canali ufficiali di informazione della nostra Amministrazione, dove la massima carica istituzionale locale è intervenuta con parole di forte sdegno e di aperta contestazione verso la decisione del magistrato.

A questo primo intervento ha fatto seguito un flusso di commenti dai toni aspri, all'interno del quale alcune reazioni verbali, rimaste visibili e tollerate, hanno probabilmente travalicato il limite della legittima critica per sfociare in auspici di giustizia sommaria. In questo clima, i rari interventi che hanno tentato di introdurre elementi di complessità giuridica o di distinzione analitica sono stati rapidamente isolati o liquidati come distanti dalla sensibilità comune.
Colgo l'occasione di questo episodio per affermare ancora una volta che nessun testo letto su uno schermo dovrebbe farci dimenticare che le parole di chi ci governa non sono mai semplici sfoghi personali, ma funzionano come il tempo dettato da un direttore d'orchestra. Di fronte a un reato atroce, lo sdegno è la prima reazione di tutti. Tuttavia, le istituzioni non nascono per rispecchiare l'emotività del momento, bensì per fare da argine e incanalare l'indignazione verso una giustizia vera, applicata secondo lo spartito fondamentale delle leggi dello Stato.

Quando chi guida la comunità abbandona il linguaggio della misura e dell'equilibrio, il confine tra la doverosa condanna del crimine e la spinta a farsi giustizia da soli diventa sottilissimo. Mettere in discussione la funzione della magistratura non aiuta i cittadini a comprendere la complessità delle norme, ma rischia soltanto di diffondere sfiducia nelle tutele democratiche.

Se è vero che i reati vanno puniti con tutto il rigore dei codici, è altrettanto vero che la reale forza di una società consiste nel far rispettare le regole rimanendo saldamente all'interno dei principi costituzionali. Cedere alla deumanizzazione verbale o alla banalizzazione del confronto può sembrare la via più rapida per raccogliere un consenso immediato, ma lascia dietro di sé una comunità inevitabilmente più divisa, fragile e priva di punti di riferimento.

Pubblicato da Marino
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Mi spiace per te Marino, ma è tutto tempo perso.

Marco Boselli
Pubblicato 03/09/26 da Marco
Caro Marco, amico mio, comprendo la tua amarezza. Sono perfettamente consapevole che i miei stimoli per promuovere una diversa concezione della politica locale abbiano, oggi, un peso pressoché nullo sull'orientamento generale.
Se misurassi il senso della mia azione sulla capacità di cambiare il presente, dovrei darti ragione e considerare questo tempo come perduto.
Ma il significato di questo impegno non si esaurisce nell'oggi. Le riflessioni che propongo vorrei che tu le interpretassi come una forma di testimonianza pensata per le prossime generazioni: per coloro che, domani, sceglieranno di assumersi la responsabilità di guidare la nostra comunità.
A loro vorrei lasciare la prova che un altro modo di interpretare le istituzioni — fatto di misura, di rispetto del diritto e di rifiuto della deumanizzazione — è stato custodito e ritenuto possibile, persino nei momenti di maggiore solitudine culturale. È per quel futuro che continuo a informarmi, a leggere i documenti del Comune, a rischiare anche di incappare in errori, e a scrivere… finché l'intelletto mi sorregge e la libertà di espressione non ci viene tolta.
Pubblicato 04/09/26 da Marino
Encomiabile, sono assolutamente convinto che sia un'attività ammirevole; tuttavia resto convinto che si sta operando su un cadavere, ragion per cui ogni sforzo è nullo.
Il post dell'istituzione locale ed i successivi commenti, a mio avviso, ne sono la prova provata.
Saluti
Marco Boselli
Pubblicato 04/09/26 da Marco
E' noto che chi non sa nulla ritiene di poter parlare di tutto: naturalmente lo fa ed è il trionfo dell' ignoranza
Pubblicato 04/09/26 da Gino nel Tacco
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02/09/26

Progetto di finanza: il "fuori perimetro"

Nel precedente intervento ho individuato in 298mila euro l'entità della spesa storica 2020.
Oggi prendo in considerazione un elemento che poggia su basi istituzionali. Nella Delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 26/04/2022 si legge: "...all'esclusione del palazzetto dal PEF, le cui utenze ammontano ad oltre 22mila euro anno"  FONTE 

È evidente che il perimetro del servizio si è ristretto: l'esclusione di questo immobile riduce direttamente e oggettivamente l'entità della spesa storica reale di confronto.
Come sempre, metto questo dato a disposizione della cittadinanza e degli Amministratori: qualora vi fossero elementi integrativi o ripartizioni differenti legate a questa delibera, invito l'Assessore a intervenire per arricchire di precisione questo esercizio di partecipazione civica.


Pubblicato da Marino
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