Il buon padre di famiglia, per abbattere le bollette, agisce per gradi: prima si accerta che in casa non si sprechi energia, poi verifica che il fornitore applichi il giusto prezzo e, solo a questo punto, valuta l'investimento per una nuova caldaia.
È seguendo questa logica che, come cittadino attivo, pongo un tema di trasparenza: i 307.000 euro annui di spesa storica (che ho stimato qui FONTE ) sono il frutto di una gestione virtuosa o nascondono sprechi pregressi?
Il rischio è concreto: se quella cifra non fosse "pulita", il nuovo canone venticinquennale finirebbe per cristallizzare uno zoccolo di inefficienza, trascinandolo per un quarto di secolo e rendendolo persino soggetto agli aumenti contrattuali.
Rinnovo quindi la domanda a chi ha la responsabilità pubblica di rispondere: il fatturato storico di 307.000 euro, può essere correttamente assunto come base line del progetto di finanza, ed è esente da palesi inefficienze ?
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Oggi Mattiapascal
Amarcord
Nel tardo pomeriggio di martedì 10, è stato presentato in Fondazione "il piccolo Maracanà" di Giangiacomo Schiavi. Libro dedicato al famoso torneo estivo di calcio a 6 che si svolgeva a Gragnano fra gli anni '60 e '70. Fatto vedere anche un filmato rievocativo con interviste ad alcuni dei protagonisti di quelle epiche sfide. Fra loro, anche Cesare Reggi, gragnanese, mitico e roccioso stopper della Pontolliese di patron Ponzini di quegli anni (all'epoca, ai vertici del calcio dilettantistico piacentino).
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Ieri Marino
Dall'automobile al TIR: è necessario aggiustare la rotta
Ieri ho proposto una riflessione sul metodo di finanziamento della Smart City. Oggi propongo di estendere l'analisi anche agli interventi di efficientamento energetico (LED, impianti, ecc.).
Nel contratto di concessione (documento acquisito tramite FOIA), il totale degli investimenti ammonta a 1.724.631 euro (IVA compresa). La modalità di pagamento è quella che ho già descritto: compriamo l'auto a rate, ma la rata varia in funzione del prezzo della benzina. Se la benzina rincara, paghiamo di più non solo il carburante, ma anche la carrozzeria e i sedili.
Questa consapevolezza è stata "maturata" anche dall'Amministrazione, tanto che durante il Consiglio del 30/10/2025, l'Assessore al Bilancio ha informato la cittadinanza di essere in contatto con il concessionario per "trovare degli accordi" in merito all'indicizzazione della quota del canone relativa all'ammortamento degli investimenti. Secondo l'Assessore, la somma annuale da "raffreddare" (cioè da proteggere dai rincari energetici) è di circa 61.000 euro, ovvero la quota di ammortamento degli investimenti FONTE .
Tuttavia, analizzando il Piano Economico Finanziario (PEF) (asseverato da Deloitte & Touche, documento che ho acquisito tramite FOIA), emerge che i costi che non dovrebbero variare con l'energia sono anche altri. Oltre ai 61.000 euro/anno di ammortamento, nel PEF asseverato ritengo debbano essere considerati anche:
- i costi del personale amministrativo: circa 25.000 euro (media annua)
- gli oneri finanziari (interessi sul debito): circa 12.000 euro (media annua).
Sommando queste voci, la quota fissa che non ha nulla a che fare con il prezzo di luce e gas ammonta a circa 98.000 euro. Aggiungendo l'IVA al 22%, arriviamo a circa 120.000 euro/anno.
Parliamo del 47% del canone previsto per i primi 5 anni e del 39% del canone dei restanti venti: sono tanti soldi dei cittadini che oscillano in base al mercato dell'energia, pur essendo spese fisse e prevedibili.
Io non sono un economista, ma un cittadino che cerca di capire. Se interpreto male i dati o i calcoli sono errati, ritengo sia diritto/dovere degli amministratori correggere, spiegare e produrre i documenti opportuni per riportare il dibattito entro ambiti il più possibile coerenti con la realtà dei numeri.
PS: Per evitare di duplicare le richieste ai servizi comunali, condivido volentieri i documenti FOIA citati, con chi ne fosse interessato.
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09/03/26 Marino
La smart-city è stata finanziata con lo strumento finanziario più adatto ?
Nel precedente post ho stimato in circa 320mila euro (*) la quota "smart-city" (allacci per le manifestazioni, attraversamenti pedonali, wi-fi, ecc.) inserita nella concessione energetica.
Al fine di stimolare un costruttivo dibattito sulla gestione dei fondi pubblici, vorrei proporre una riflessione, che vada oltre il semplice dato numerico, per cercare di comprendere la strategia finanziaria messa in atto dai nostri Amministratori.
Prima, però, è opportuno tornare al Consiglio del 30/10/2025, al momento in cui l'Assessore al Bilancio ha spiegato che all'avvio della concessione (aprile 2023) è stato necessario adeguare il canone base definito nel 2021 come conseguenza dell'impennata dei costi energetici (ad esempio: energia per illuminazione pubblica +34% ad aprile 2023, fino a un +53% registrato a ottobre 2024) FONTE .
La riflessione che ho fatto, e che condivido per essere confortato o corretto, è sostanzialmente sul "metodo": se compriamo un servizio "statico" (la smart-city) pagandolo con un riferimento "elastico" (l'energia), rischiamo di perdere il controllo sul costo reale di quel servizio?
È un po' come se la rata dell'auto che ho comprato, variasse ogni mese in base al costo della benzina. Chi mai sceglierebbe una tale soluzione?
(*) 320mila è un valore che resta a disposizione dell'Amministrazione per eventuali rettifiche.
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09/03/26 Umarell
Vietato entrare
Nei giorni scorsi, recintato il campetto di allenamento situato fra il terreno di gioco del Cementirossi e l'area attrezzata per la mountain bike. In modo da riservarlo solo alle squadre ufficiali che lo hanno in gestione. Peccato: non credo che eventuali utilizzatori occasionali (magari bambini per dare in libertà due calci al pallone) rovinassero il campetto. Tanto più che la sua superficie da un paio d'anni è in sintetico...
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08/03/26 Marino
L'efficientamento energetico in "concessione" è più costoso della gestione "in house": è vero?
Nel post precedente, il calcolo a valori costanti ha mostrato che la concessione prevede un minor esborso di circa 320mila euro rispetto alla gestione storica in house.
Analizzando il progetto di finanza, si rileva che il canone totale è composto da due blocchi:
- quota Efficientamento: quella che dovrebbe farci risparmiare sulle bollette
- quota Extra: spese introdotte per volontà politica (per realizzare la cosiddetta smart-city: allacci provvisori, attraversamenti pedonali, telecontrollo, videosorveglianza, wifi, segnalazioni luminose).
Con i documenti in mio possesso non riesco a determinare con precisione il valore della quota extra, ma ritengo che possa essere prossima a 320mila euro (l'assessore di riferimento ha certamente ben presenti questi valori; mi auguro che trovi il tempo per affinare, se necessario, la mia stima).
Quindi, concludendo, ragionando a valori costanti, l’efficientamento energetico dovrebbe generare circa 600mila euro di di minor costo, di cui 320mila euro spesi per finanziare la smart-city, una scelta politica lungimirante e opportuna.
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07/03/26 Marino
Efficientamento energetico: i valori di partenza
La concessione relativa all'efficientamento energetico del nostro Comune fa riferimento ai consumi dell'anno 2019 e alle tariffe dell'anno 2020. Nella tabella che segue riporto i canoni base oggetto della concessione. I canoni sono riferiti a quel periodo, a quei consumi, a quelle tariffe (Fonte accesso FOIA).
| 5 anni|20 anni
Energia termica | 60.787| 66.063
Energia elettrica| 35.835| 38.945
Pubblica illumin.|109.017|145.177
Totale |205.639|250.185
IVA 22% | 45.241| 55.041
Totale canone |250.880|305.225
Per esercizio civico, ho estrapolato i pagamenti effettuati nel 2019 e nel 2020 relativamente alle voci di Spesa corrente riferibili all'acquisto dell'energia e alla manutenzione dei servizi energetici (qui la fonte FONTE )
| 2019 | 2020
EDISON ENERGIA SPA |202.362|193.577
SOENERGY | 73.859| 53.321
ENEL SOLE SRL | 19.493| 21.265
A.E.R. | 12.359| 18.906
TERMOIDR.BRIZZOLESI| 7.188| 9.910
LOGO SERVICE SRL | 919| 0
Totale con IVA |316.180|297.053
Volendo scegliere un riferimento comparativo, ritengo equo considerare la spesa media dei due anni: 307mila euro IVA compresa.
Per iniziare un'analisi comparativa di base, ho simulato l'andamento dei 25 anni successivi al 2020 mantenendo invariati i parametri di costo iniziali. Questo mi permette di verificare la congruità del canone di partenza rispetto alla spesa storica.
Scenario Comparativo Base (esclusi adeguamento, inflazione, ecc.)
- in house|307.000x25=|€ 7.675.000
- in conc.|251.000x5+ |
|305.000x20=|€ 7.355.000
...con due significative postille: l'ottimo risultato ambientale raggiunto, il risultato illuminotecnico inferiore alle mie attese.
Disclaimer: Le analisi e i dati numerici riportati in questo post sono elaborati a fini divulgativi e di partecipazione civica. Fonti: I dati derivano da documenti pubblici (Amministrazione Trasparente) o atti ottenuti tramite accesso civico generalizzato (FOIA). Metodologia: Salvo diversa indicazione, le proiezioni sono effettuate a valori costanti per isolare i differenziali economici di base. Responsabilità: L'autore cura con la massima diligenza l'accuratezza dei calcoli, tuttavia non si assume responsabilità per eventuali refusi o per l'uso improprio delle informazioni. Resta garantito il pieno diritto di replica e rettifica per l'Amministrazione e per i soggetti interessati. A tal scopo è presente in ogni post il bottone: "Diritto di rettifica".
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26/02/26 Mattiapascal
Pharmacy card
A Vigolzone, bonus farmaci per chi è in difficoltà. Infatti il Comune ha istituito e finanziato la Pharmacy card, una tessera del valore di 100 euro per le famiglie residenti con Isee inferiore a 12mila euro. Con la quale sarà possibile acquistare farmaci da banco nella locale farmacia (appunto fino a un massimo di 100 euro, entro sei mesi). La domanda per avere la card (consistente in dieci buoni del valore di 10 euro ciascuno, cumulabili fra loro) deve essere presentata entro il 27 marzo, allegando l'Isee in corso di validità.
(così ci informa "Libertà" di giovedì 26 febbraio, articolo di Nadia Plucani a pag. 24)
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👨 Cicogna 27/02/26
E su Libertà di qualche giorno fa ho letto che Vigolzone ha dato 500 euro anche a ogni nuovo nato.
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👨
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25/02/26 Marino
L'URLO del disinteresse
Nell'ultimo Consiglio comunale, nel rispondere a una domanda in merito all'aiuto linguistico per gli stranieri, ho ascoltato dal Sindaco questa frase: "Personalmente non mi occupo".
Una dichiarazione che, per la sua insolita e gelida perentorietà, mi ha lasciato stupefatto; soprattutto perché è stata il preambolo a un messaggio che il Sindaco ha voluto "chiaro per tutti" FONTE
Lo definisco un URLO, perché, a mio parere, quando chi mette il cappello su ogni centimetro quadrato del territorio, decide improvvisamente di sfilarselo, sta tracciando un confine politico netto. Probabilmente sta dicendo che l'alfabetizzazione, necessaria ai giovani ma vitale per le donne straniere affinché escano dall'isolamento, non appartiene alla sua agenda. Non merita il "cappello" istituzionale.
Il Sindaco dichiara che l'integrazione deve essere un "fatto attivo della persona che entra". Ma io non capisco... Come si può pretendere un'azione attiva se l'istituzione si lava le mani proprio delle infrastrutture culturali di base?
In realtà, ho avuto l'impressione che il Sindaco se ne stia occupando eccome, ma in senso negativo. A mio parere:
- non occuparsi politicamente della lingua significa, nei fatti, progettare un ghetto
- non occuparsi politicamente delle madri significa ignorare il destino dei figli che crescono qui. Dire "non mi occupo" non è neutralità: è una scelta politica di esclusione.
Un'esclusione che condanna la nostra comunità a una lenta agonia. Scegliamo di non essere parte attiva nel trasferire la nostra cultura a chi sta riempiendo i nostri vuoti. Vuoti che, piaccia o meno, saranno colmati: è la regola che da millenni governa l'evoluzione dei popoli.
---
Saldo naturale a Ponte dell'Olio (2021-2025) FONTE :
PS: Per quanto ne so io, tra quei 330 morti, i cittadini stranieri sono pochi mentre tra quei 124 nati, i figli di stranieri sono linfa vitale (basta osservare i giardini pubblici). Senza di loro, l'andamento demografico sarebbe già oggi un'ecatombe. Ignorare la loro integrazione non è "rigore", è cecità verso il futuro del nostro stesso paese.
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24/02/26 Marino
Le Fornaci, "una bellissima donna da mantenere fedele"?
Nel recente Consiglio Comunale, ho ascoltato questa frase: "Le Fornaci sono come una bellissima donna che necessita di tante attenzioni per essere mantenuta fedele... siamo orgogliosi di avercela e cerchiamo di tenercela con cura e amore" FONTE
Probabilmente l'intenzione era positiva, forse persino affettuosa. Ma non sempre le buone intenzioni bastano quando si ricorre a metafore che, pur senza volerlo, richiamano immaginari superati.
Sotto la superficie di quelle parole ho percepito una visione della donna come bene da custodire, come qualcosa di cui garantire la fedeltà, un'idea che appartiene a un passato che ancora riaffiora nel linguaggio quotidiano. E in un contesto istituzionale, certi riferimenti stonano ancora di più.
Ho titubato molto prima di pubblicare queste riflessioni. Ma cosa altro posso fare io se non ricordare, a me per primo, che le Istituzioni dovrebbero essere il luogo dove il linguaggio evolve, non dove si ferma. Se non sono i nostri rappresentanti i primi a sentire la necessità di un linguaggio più rispettoso e moderno, a chi spetta questo compito?
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👨 Gino nel Tacco 25/02/26
Non c'è niente da fare.
Tu ti applichi, ti ingegni, ti impegni per darti uno stile, un'immagine, ma all'improvviso, nel momento più improbabile e meno opportuno, il DNA ti tradisce (lui si clamorosamente) e ti svela al mondo
👨 Black&White 25/02/26
E se invece, dico io, la smettessimo di fare "l'autopsia" di ogni frase, di ogni singola parola pronunciata, come in questo caso, in un contesto più ampio e diverso?
Ormai ci manca solo che ci mettiamo ad analizzare il paraverbale, le pause, i sospiri..
Ribaltando la questione, ci si potrebbe chiedere: dovremmo forse dare per scontata la fedeltà (così come l'amicizia, la stima, l'affetto) senza metterci attenzione, cura, perseveranza, amore?
Sarebbe come pretendere di avere piante e fiori rigogliosi senza concimarli e innaffiarli..
Sforziamoci tutti quanti, ogni tanto, di scendere dal piedistallo e concentrarci sulle cose concrete da fare, che sono tante e complicate...
👨 Marino 25/02/26
Black&White: accolgo il tuo invito alla concretezza: i problemi di Ponte sono tanti e complessi, ed è "ANCHE" nella concretezza che si misura il valore di un'amministrazione.
Io penso che il linguaggio non sia un accessorio, ma lo strumento con cui affrontiamo quelle stesse cose concrete. Usare una metafora che lega il valore di un bene pubblico alla "fedeltà" di una donna non è un dettaglio da "autopsia", ma un segnale di come percepiamo (e poi plasmeremo) la realtà.
Se il linguaggio istituzionale rimane ancorato a visioni del passato, anche le soluzioni "concrete" rischiano di riprodurre quegli stessi schemi. Non è quindi questione di stare su un piedistallo, ma di auspicare che chi ci rappresenta usi parole all'altezza del tempo in cui viviamo.
👨 LupoDelBernino 25/02/26
Te pensa che il retropensiero esposto a me suona più "oggettificante" della frase originale: è chi critica che riduce la metafora alla sua componente di genere, mentre chi l'ha pronunciata probabilmente non ci stava pensando affatto. SIAMO una società intrappolata da effetto chilling in misura preoccupante. "Basta alla bestialità del politically correct" (cit. Oriana Fallaci)
👨 Marino 25/02/26
Sono felice che LupoDelBernino abbia evidenziato esattamente il punto: chi ha pronunciato quella frase probabilmente non ci stava pensando affatto.
È proprio qui che risiede il cuore della mia (e spero nostra) riflessione. Quando certi schemi di linguaggio diventano così automatici da essere usati senza pensarci, significa che fanno parte di un retropensiero culturale profondo, che non mettiamo più in discussione.
Caro LupodelBernino, tu mi conosci da lungo tempo e sai che non è mio stile rincorrere il "politicamente corretto". E ritengo che tu abbia anche ben compreso che sto cercando di promuovere la consapevolezza che le parole debbano essere una scelta pensata e non un automatismo del passato.
Proprio tu hai le capacità e l'esperienza (anche cristiana) per dare un contributo prezioso a questa evoluzione del linguaggio e, di conseguenza, delle scelte concrete che da esso prendono forma.
PonteWeb, uno strumento che può permetterti di dare un contributo importante e qualificante alla nostra comunità, è a tua disposizione.
👨 LupoDelBernino 25/02/26
A prop di esperienza cristiana: "9. Non desiderare la donna d'altri." Decisamente fuori tempo. Decisamente da riscrivere. Provocazione of course: gia 40 anni a catechismo ci veniva insegnato la corretta interpretazione (sintetizzo con "Rispettare l'unione familiare").
Pensiero personale ovviamente, ma credo che stiamo vivendo in un assurdo effetto chilling. Si sta sviluppando un eccesso di "sensibilità", una forma di infantilizzazione sia verso "l'altro" (donne, credenti di diverse religioni, gender), che si suppone debba sentirsi offeso da qualsiasi metafora, sia del dibattito pubblico, ridotto a caccia alle streghe lessicale.
👨 Marino 26/02/26
Il dibattito sta diventando interessante e produttivo. Affinché lo sia ancor di più propongo di spostarci oltre la cronaca locale, su un piano puramente istituzionale e di principio, affinché la riflessione sia utile a tutti, al di là delle singole appartenenze.
---
Il punto non è la "sensibilità" dei singoli (che può essere più o meno marcata), ma il rispetto della funzione pubblica. Esiste una differenza sostanziale tra il linguaggio del cittadino e il linguaggio dell'Istituzione.
In un consesso solenne come un Consiglio Comunale (dove ci si alza in piedi per parlare, si seguono tempi contingentati e si rispetta un protocollo rigido) la "forma" non è un orpello, ma la garanzia della dignità democratica. Se un Giudice, un Prefetto o il Presidente della Repubblica usassero un linguaggio da bar, non farebbero solo un torto alla "sensibilità" di qualcuno, ma sminuirebbero la solennità del ruolo che ricoprono in nome di tutti.
Stigmatizzare un linguaggio inadeguato, a mio parere, è un atto di maturità civica: significa pretendere che chi rappresenta la comunità lo faccia con un decoro verbale pari alla responsabilità che gli è stata affidata. Uno scivolone può capitare, ma ritengo che, se non segnalato, possa ripetersi e diventare uno svilimento dell'istituzione stessa.
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Ritengo che PonteWeb abbia il diritto-dovere di svolgere anche questo compito civico: vigilare affinché il linguaggio pubblico resti all'altezza della solennità dei luoghi in cui viene espresso.
👨 LupoDelBernino 26/02/26
Condivido pienamente il principio secondo cui la forma, nelle istituzioni, conta. Il rispetto del ruolo e del luogo è un valore che tutela tutti.
Proprio per questo, però, occorre mantenere proporzione nelle valutazioni. Paragonare il dibattito di un Consiglio Comunale a un discorso del Presidente della Repubblica Italiana mi sembra francamente eccessivo: i contesti istituzionali hanno livelli di solennità e registri comunicativi differenti, pur nel rispetto comune delle regole.
La frase oggetto di critica non era volgare, non era offensiva, non era un "linguaggio da bar": era una metafora affettiva, forse discutibile per alcuni, ma ben lontana dall'idea di svilimento dell'istituzione che è stata evocata.
Se ogni espressione non perfettamente neutra viene elevata a problema di dignità democratica, il rischio non è quello di rafforzare le istituzioni, ma di irrigidirne il linguaggio fino a renderlo artificiale e distante dalla realtà.
Difendere il decoro è giusto. Trasformare una metafora in una questione di principio rischia invece di essere sproporzionato rispetto ai fatti.
👨 Black&White 27/02/26
Sottoscrivo ogni singola parola di Lupo.
Se si perde il senso delle proporzioni, si finisce per cadere (o meglio, scadere..) nell'ambito dell'antipatia personale e/o della contrapposizione politica..
👨 Giovanni Zazzera 02/03/26
Di solito faccio pochi commenti sui social, ma oggi desidero esporre il mio pensiero, anche se un po' in ritardo. Sono d'accordo con Black&White, mentre non condivido il pensiero di Marino. Premetto che il suo post iniziale, a mio giudizio, è una forzatura del tanto decantato "politicamente corretto" che viene evocato perché: si "richiamano immaginari superati", si dà "un'idea che appartiene a un passato che ancora riaffiora nel linguaggio quotidiano" e "a sentire la necessità di un linguaggio più rispettoso e moderno" . Inoltre nella risposta si scrive: "Se il linguaggio istituzionale rimane ancorato a visioni del passato, anche le soluzioni "concrete" rischiano di riprodurre quegli stessi schemi."
Mi sembra di capire che alla base di tutto il nostro futuro, la cosa più importante sia un certo tipo di linguaggio; forse come quello che mette l'asterisco al posto di alcune lettere finali?
Proprio non comprendo il nesso fra il linguaggio e le soluzioni concrete; forse che chi non è allineato a certi schemi debba essere escluso dal poter operare certe scelte, anche se eletto dai cittadini?
Già, le famose Istituzioni! Ma ci rendiamo conto di quali personaggi albergano nelle nostre più importanti Istituzioni nazionali ed europee?
Dato che ho già una certa età, ricordo bene che linguaggio si usava settantanni fa, ma al contempo rammento altresì com'erano la nostra Nazione e il nostro Comune in quel periodo.
Non è il caso di chiedersi in quale modo delle persone così poco sensibili e grossolane abbiano potuto trasformare il nostro Paese in quello nel quale viviamo attualmente?
Sarà forse per il discreto benessere attuale che alcuni ingigantiscono problemi che per la maggior parte delle persone sono del tutto insignificanti?
Viviamo in un piccolo comune popolato da gente laboriosa, concreta, generosa e "inclusiva" (Marino, va bene il vocabolo?); pertanto non mi sembra il caso di pontificare sul linguaggio poco istituzionale. Attribuirei invece la frase ad un modo di parlare semplice e spontaneo che usiamo quotidianamente, tradizione consolidata e da preservare di antiche usanze e modi di dire. Chi usa questo linguaggio, secondo me non ha intenzione di offendere qualcuno, dato che i vocabolari italiani e dialettali ci mettono a disposizione una scelta di termini ben più forti ed incisivi. Se questa spontaneità c'è anche nel nostro Consiglio Comunale non ne farei un dramma. Dalle nostre parti esiste un noto detto popolare: "Pärla cm'at mang" Parla come mangi!
Lasciamo l'onere del lessico istituzionale ad un signore con i capelli bianchi che eccelle in questo campo!
👨 Gino nel Tacco 03/03/26
Per quanto sia sempre più diffuso, il mangiare male e parlare peggio è forse diventato un obbligo?
👨 LupoDelBernino 03/03/26
Mi sfugge il titolo in base al quale si possa stabilire che "si mangia male e si parla peggio".
👩 Maria Grazia 04/03/26
Le parole hanno un peso..e un significato..e vanno calibrate.
Soprattutto se pronunciate da rappresentanti delle istituzioni
A partire dal sindaco
Sarebbe buona cosa riflettere prima di parlare a dire il vero e un esercizio
Poco praticato .
La storiella del paese laborioso.e veramente poco convincente
E parlare senza filtri oltre che offensivo può diventare pericoloso.