Gioco d'azzardo a Ponte +

Vivendo il paese, ci capita di vedere cose che potrebbero essere migliorate, manutenute, piccoli vandalismi, ecc. In questa sezione possiamo segnalare ciò che rileviamo ed anche possiamo proporre le nostre idee e i nostri suggerimenti...

Gioco d'azzardo a Ponte +

Messaggioda Marino » domenica 11 luglio 2010, 8:41

...Nelle sale giochi e nei pubblici esercizi ove sono collocati giochi leciti d’azzardo, dovranno essere esposte locandine, manifesti, o cartelli che indichino la pericolosità dell’assuefazione e abuso e alcuni numeri di pubblica utilità relativi alla problematica del gioco d’azzardo patologico.
... “Come Amministrazione comunale – spiega Daniele Delbue, assessore alle Attività economiche del Comune di Fiorenzuola – abbiamo deciso di intervenire per sensibilizzare gli operatori e i frequentatori delle sale giochi. Quella emessa è un’ordinanza di carattere sociale, che intende colmare un vuoto legislativo: devono essere ben chiari a tutti i pericoli legati all’abuso dei giochi d’azzardo”.


Visto il "successo" anche a Ponte delle macchinette mangiasoldi (ivi comprese quelle dei vari concorsi, estrazioni, ecc.), ecco un'iniziativa che ci sentiamo di suggerire al nostro assessore alle attività economiche Albert Ambri e che si aggiunge ai precedenti (inascoltati) suggerimenti:
- realizzare un'area per lo sgambamento dei cani viewtopic.php?f=23&t=25&start=0&hilit=sgambamento
- farsi promotore e organizzatore di una giornata dedicata alla pulizia dell'ambiente (lungonure, ecc.) viewtopic.php?f=11&t=161&p=2983&hilit=lungonure+pulito#p574
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Re: Gioco d'azzardo a Ponte

Messaggioda m.c » domenica 11 luglio 2010, 10:50

Locandine o non locandine ....... il problema è serio !!!
Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di gioco d’azzardo patologico.

1 È eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare)
2 Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
3 Ha ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo
4 È irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
5 Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)
6 Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite)
7 Mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo
8 Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo
9 Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
10 Fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione economica disperata causata dal gioco (una “operazione di salvataggio”).

Una volta pensavo fosse "FUORI" chi si faceva il caffè :roll: "corretto" la mattina alle 5.
Adesso mi sa che è più :shock: "FUORI" chi gioca alle macchinette la mattina alle 5.
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Re: Gioco d'azzardo a Ponte

Messaggioda Marino » lunedì 19 luglio 2010, 8:29

Nei primi sei mesi di quest'anno lo stato ha incassato, grazie ai giochi, qualcosa come 30.000.000.000 (trenta miliardi) di euro (58.000.000.000.000 cinquantottomila miliardi di lire) http://www.aams.gov.it/sites/aams2008/f ... ternet.pdf .

E anche un'altra enormità di euro sono andati nelle tasche di chi li organizza, li gestisce, li "vende" (tra cui bar, tabaccherie, sale gioco, ecc.).

ImmagineLe lotterie furono inventate dagli imperatori romani che avevano bisogno di liquidità e non potevano tassare ulteriormente i cittadini. Quindi hanno inventato un intelligentissimo modo per “spremerli” senza che questi ne fossero consapevoli. A fine Ottocento il quotidiano l’ “Avanti”, era l’unico giornale italiano che non pubblicava i risultati del lotto. Dopo le lamentele dei lettori finalmente lo fece, ma titolò la pagina come “tassa sugli imbecilli”. Da allora questa è la definizione che viene data alle tasse che vengono più o meno consapevolmente pagate da chi gioca a: Slot machine, Lotto, 10 e Lotto, Superenalotto, SuperStar, Totocalcio, Totogol, Scommesse, Big Match, Big Race, Ippica nazionale, Ippica internazionale, V7, Newslot, Apparecchi da divertimento, Lotterie istantanee, Lotterie tradizionali, Giochi di sorte, Bingo di sala, Bingo a distanza e chi più ne ha più ne metta...
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Re: Gioco d'azzardo a Ponte

Messaggioda Marino » venerdì 23 luglio 2010, 13:30

Il Gioco d'Azzardo Patologico è caratterizzato dalla persistente incapacità di controllare e di resistere all'impulso di mettere in atto comportamenti di gioco d'azzardo.
Tali comportamenti mettono in seria difficoltà l'area familiare, sociale, affettiva, lavorativa, fino a danneggiarle fortemente.
Questo perché l'individuo è pressoché totalmente assorbito dal gioco e spende molto tempo e cospicue somme di denaro dietro ad esso.
Il gioco d'azzardo purtroppo può diventare, anche in breve tempo, una vera e propria patologia definita Ludopatia, con sintomi e conseguenze tipiche di chi abusa di una qualche sostanza, oggetto o situazione, proprio come avviene nei casi di dipendenza.
Possono allora fare la loro comparsa sia Assuefazione (Tolleranza), ovvero la necessità di aumentare la quantità di gioco d'azzardo per poter ricevere la stessa euforia psico-fisica precedente, che Astinenza, cioè malessere fisiologico e mentale, anche di grave entità, nel caso in cui, più o meno forzatamente, la persona si distacchi dal gioco.
Possono inoltre sovvenire sintomi di Craving contraddistinti da intense pulsioni e pensieri fissi circa il "come" ed il "quando" poter nuovamente giocare.
Il disturbo si basa essenzialmente sulla tensione e sulla eccitazione che il gioco d'azzardo e tutto il suo contesto, provoca nell'individuo.
ImmagineAddirittura possono essere fatte scommesse e puntate sempre più alte e rischiose, per avere livelli di eccitazione progressivamente maggiori o per raggiungere quelli desiderati.
Spesso l'individuo afflitto da Gioco d'Azzardo Patologico continua a giocare nonostante i molti sforzi fatti per controllare, ridurre, o interrompere il suo comportamento.
Ciò, sommato alla delusione e al senso di colpa di non riuscirci, può indurre forte irrequietezza, ansia e depressione.
Può inoltre instaurarsi una deleteria modalità comportamentale di giocare per annullare le proprie perdite, un pericoloso circolo vizioso che può cronicizzare una situazione già critica.
Nei casi più gravi, nel momento in cui il denaro o i prestiti sono esauriti, la persona può ricorrere a frodi o furti per procurarsi i soldi necessari per giocare.
Il Gioco d'Azzardo Patologico può aumentare le probabilità di sviluppare Disturbi dell'Umore, Deficit da Attenzione/Iperattività, Disturbi d'ansia e/o Disturbi Psicosomatici.
Inoltre lo sviluppo di tale patologia può essere facilitata e/o aggravata da ansia, stress, insonnia e problemi del sonno in generale, disturbi fisici come ad esempio disfunzioni cardiache o gastriche.
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Re: Gioco d'azzardo a Ponte +

Messaggioda m.c » sabato 24 luglio 2010, 8:04

"Una malattia che conviene"

"La questione della dipendenza da gioco e' terribilmente sottostimata. Quello che sconcerta e' che in Italia non c'e' minima traccia di una definizione istituzionale della dipendenza patologica da gioco d'azzardo, prevista invece nel Dsm IV, il manuale psichiatrico di diagnosi e cura. E questo non e' affatto casuale". Maurizio Fiasco e' sociologo e saggista, esperto di tematiche collegate al gioco d'azzardo. "Qualche attenzione a questa malattia c'e' nei Sert di Roma- dice-. Ma un servizio di trattamento lo offre solo la Regione Toscana che ha stanziato delle risorse e organizzato appuntamenti settimanali per informare operatori e organizzatori su terapie e aspetti relazionali dell'impatto di questa patologia sulle famiglie". Nel nostro Ssn il gioco d'azzardo "non e' indicato come patologia clinica- continua Fiasco-, non e' stato recepito ne' il Dsm, ne' l'orientamento dell'Organizzazione mondiale della sanita'. Il malato di gioco d'azzardo non esiste come paziente, come profilo". Come mai non trova codificazione in Italia? Alla base c'e', lascia intendere Fiasco, la volonta' di nascondere in qualche modo questa malattia perche' il gioco, nel nostro Paese, e' un business molto redditizio, per lo Stato in primo luogo. "E' come se l'alcolismo non esistesse come patologia. L'abuso del gioco d'azzardo produce danni alla salute ed esige il diritto alla tutela di questa, diritto da noi fondamentale e inalienabile". Non viene riconosciuto perche', secondo Fiasco, "se sono chiamato a rispondere del mio diffondere uno stile che provoca danni alla salute, non ne rispondero' mai". Per i tabacchi, sottolinea il sociologo, "c'e' il divieto assoluto di fare pubblicita' e si sta discutendo la stessa cosa per i superalcolici, cosi' dovrebbe essere per il gioco d'azzardo". L'aumento spaventoso del consumo del gioco d'azzardo non e' la soddisfazione di un bisogno presente in natura, ma la costruzione del consumo, dice Fiasco. "Chi offre gioco d'azzardo non si limita, come accadeva sino ai primi anni '90, ad aprire il botteghino in strada e ricevitorie per il totocalcio il venerdi' e sabato, ma promuove attivamente il consumo con una marketing aggressivo, non definito secondo un codice etico ma utilizzando a piene mani conoscenze psicologiche e cognitive per guadagnare sempre nuovi segmenti di mercato: giovani, vecchi, donne, famiglie". Oggi nelle campagne per promuovere nuove forme di gioco si impegna un budget di 20 milioni di euro all'anno. Lo Stato ha un ruolo fondamentale: "Si e' passati dal gioco degli anni '70- spiega il sociologo- dove era considerato un 'disvalore', da regolare per contenere con un giro d'affari di 4 miliardi di euro, per arrivare ai 40 miliardi di euro di oggi ai 50 miliardi nel 2008". E' la crisi fiscale che intorno ai primi anni '90 fa costruire la fiscalita' attraverso l'azzardo". 'Gratta e vinci' e il 'Superenalotto', costituiscono "il primo balzo consistente verso questo obiettivo, ma e' nel 2003- dice Fiasco- che si passa da una politica fiscale ad una di promozione economica vera e propria dei giochi: si introduce il Bingo, i punti Snai, e il gioco del lotto viene effettuato non solo nei botteghini ma in tanti luoghi. Si crea un'organizzazione autonoma dei Monopoli si Stato, programmatica e strategica". Il gioco d'azzardo oggi si e' trasformato in un modello di business per attrarre investitori. "Spendiamo molto piu' di Germania e Inghilterra. Da noi- spiega il sociologo- vengono ad investire da tutto il mondo. E' il mercato piu' promettente dove la diversificazione e' piu' ampia". Le condizioni non sono variate, dice Fiasco, "ma si sono introdotti sempre nuovi luoghi di gioco, in casa, on line, attraverso il cellulare, il digitale terrestre, il computer e il telefono". Gli italiani, oggi, spendono per il gioco d'azzardo la stessa cifra che serve per acquistare autovetture. "In media, in ogni famiglia- ricorda Fiasco- 2 mila euro all'anno se ne vanno per il gioco. Sono 30 milioni gli italiani che spendono per giocare d'azzardo. Si tratta di 40 miliardi di euro sottratti ai consumi. Il vero 'tesoretto' e' questo. La sottrazione di denaro ai consumi- conclude Fiasco- produce una depressione dei livelli di civilta' e decoro".
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“Non farti male con il gioco”

Messaggioda Marino » venerdì 30 luglio 2010, 10:47

Se non abbiamo fantasia... almeno proviamo a copiare... :shock:

ImmagineDal sito del comune di Fiorenzuola.

E’ in distribuzione in questi giorni in tutte le sale giochi e negli esercizi commerciali dotati di macchinette slot-machine del capoluogo della Val d’Arda un avviso redatto dal Comune di Fiorenzuola. “Non farti male con il gioco” recita l’avviso, ricordando come il gioco d’azzardo possa trasformarsi in una patologia, con conseguenze economiche e sociali spesso pesanti per le famiglie dei giocatori d’azzardo.
Nello stesso avviso è indicato il numero di telefono (0523/832841) dell’equipe Gioco d’Azzardo Patologico del Sert, presso l’ex ospedale di Cortemaggiore, dove è possibile avere consulenza e aiuto.
La dipendenza da gioco d’azzardo rischia di essere la malattia emergente del nostro millennio: il gioco d'azzardo patologico e compulsivo rischia di diventare la nuova tossicodipendenza senza droga, con lo “sballo” costituito proprio dalla ritualità, dalla sequenza dei comportamenti che ruotano intorno al gioco.
“Nei giorni scorsi – puntualizza Giovanni Compiani, sindaco di Fiorenzuola – la nostra Amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza che regola gli orari di apertura delle sale giochi, chi può frequentarle e le attività consentite in questi esercizi. Ma non ci siamo voluti fermare a questo: stiamo infatti distribuendo a tutte le sale giochi e agli esercizi commerciali dotati di slot-machine un avviso che sarà obbligatorio esporre. Un avviso che mette in guardia dai rischi legati al gioco d’azzardo, che crea dipendenza e può avere costi sociali pesantissimi: il vizio del gioco d’azzardo rappresenta una vera e propria patologia psicologia, che ha portato tante persone a rovinarsi e a perdere tutto, dai soldi alle relazioni sociali alla famiglia. Come Amministrazione comunale ci siamo sentiti in dovere di prevenire questi rischi”.

Fonte http://www.comune.fiorenzuola.pc.it/det ... asp?ID=333
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Re: Gioco d'azzardo a Ponte +

Messaggioda m.c » martedì 10 agosto 2010, 15:39

negare l'evidenza può rovinarti la vita!
non negare l'evidenza può salvare la tua vita e quella dei tuoi familiari!
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