da circoloPD » martedì 2 marzo 2010, 11:29
SOLO LA REGIONE E' INTERVENUTA A SOSTEGNO DEI COMUNI PIACENTINI DISASTRATI DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO. LO STATO E' INVECE LATITANTE
Era il 2008 quando, con Romano Prodi a capo del Governo, il C.I.P.E. finanziò il Progetto “Valle del Po”. Venivano così stanziati 180 milioni di euro per sostenere una serie di interventi nel campo della regimazione delle acque, della tutela e della difesa del territorio, da realizzarsi esclusivamente nelle vallate che si affacciano lungo il corso del Grande Fiume. Un risultato importante, ottenuto grazie ad un progetto condiviso da ben 13 Province rivierasche e fatto proprio dalle rispettive regioni.
Oggi, a due anni di distanza, fiumi di parole e di promesse sono state spese, ma la realtà è che il nostro bel territorio piacentino appare devastato da frane immense come quelle di Fravica, Piozzano, Vigoleno, Gropparello e Travo. La messa in sicurezza del Po e la sua valorizzazione turistica “Non costituiscono una priorità del Governo”, come ha sostenuto il Sottosegretario Menia in risposta ad un’interrogazione di due parlamentari emiliane del centrosinistra, Albertina Soliani e Carmen Motta. Pensare che, non più tardi di un anno fa, lo stesso Governo aveva presentato ad Istanbul il progetto “Valle del Po” come unico progetto italiano al Forum Mondiale sull’Acqua! Così, almeno ora, dopo averne sentite tante, anche da figure istituzionali, (non ci sono mai stati, no ci sono ancora ma vanno confermati, ci sono e non ci sono…) ora almeno sappiamo la verità: i 180 milioni sono spariti. Si dice che almeno 100 di questi siano stati destinati al Sud, a Palermo, per fronteggiare l’emergenza rifiuti.
E che fine hanno fatto i tanto attesi 10 milioni di euro promessi e annunciati da alcuni parlamentari locali in prossimità delle elezioni provinciali dello scorso giugno? Dovevano costituire la risposta alla dichiarazione dello stato di emergenza a fronte degli eventi calamitosi della primavera 2009, ma non è ancora arrivata una lira. In compenso, la Finanziaria ha decurtato del 70% il fondo Nazionale della Montagna. Si dirà: il Ministro Prestigiacomo ha ottenuto quest’anno un miliardo di euro per combattere il dissesto. Peccato che il miliardo, già ridotto a 900 mila euro per intervenire a seguito degli eventi meteorologici di dicembre, costituisca un'anticipazione della somma che il Ministero dell’Ambiente avrebbe avuto a disposizione per prossimi quattro anni (pari a 250 milioni annui). Senza contare che, secondo i giornalisti specializzati del settore, l’85% dei finanziamenti finirà al Sud. Conclusione? La Regione Emilia Romagna otterrà nei prossimi quattro anni circa 5 milioni di euro, a fronte dei 13-14 fino allo scorso anno trasferiti annualmente dallo Stato: questa la verità emersa in un recente incontro svoltosi a Bobbio alla presenza dell’Assessore regionale Bruschini.
Se, invece che di promesse vane, vogliamo invece parlare di fatti, possiamo partire dal 2005, quando la Regione Emilia Romagna organizzava, presso la Provincia di Piacenza, il convegno “Terra protetta” sul tema del dissesto del territorio e della necessità di difenderlo. Da allora l’attenzione dell’assessorato regionale alla Difesa del suolo, ma anche di quello alla viabilità, è stata sempre presente e puntuale. Solo per fare un esempio, a pochi giorni dagli eventi calamitosi di aprile 2009, da Bologna già arrivavano 980 mila euro per le strade del Penice, Val Nure e Val d’Aveto. Poi un susseguirsi di provvedimenti dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, di concerto con l’assessore Bruschini: 400 mila il 12.10.2009, 130 mila il 16.10.2009, 103 mila il 04.02.2010, 250 mila il 27.11.2009, solo per citare i provvedimenti che ricordo…
Fino ad oggi, quindi, solo la Regione Emilia è intervenuta in soccorso dei disastrati comuni piacentini. Lo Stato si è invece dimostrato completamente latitante. Mi auguro di cuore che i numerosi viaggi a Roma dei rappresentati del territorio , impegnati in un lodevole sforzo corale, sortiscano finalmente qualche positivo effetto. Se una risposta ci sarà, sarà comunque decisamente tardiva e non potrà certo considerarsi un successo.
Patrizia Calza, ex assessore provinciale alle infrastrutture, Candidata del Pd al Consiglio Regionale
PD Pontedell'Olio, Circolo Marcello Chiesa