Sulla location del Famila sono d'accordissimo nel dire che è un luogo sbagliatissimo e lo sarebbe stato anche per un negozio grande "solo" la metà (come ho più volte espresso in altri post).
Riporto brevemente una rifelssione sul commercio alimentare che ho sentito mesi fa in un documentario storico, dove si spiegava che il piccolo negozio ha cessato di essere fondamentale per il commercio alimentare nel momento in cui non era più il negoziante a garantire sulla qualità del prodotto ma era il marchio sul prodotto stesso a dare garanzie. Questo passaggio è avvenuto sulla fine degli anni 50 inizio anni 60 e poi lentamente si è propagato togliendo al negoziante il ruolo di "consulente" e "garante" sulla qualità del prodotto riassegnandolo alle aziende produttrici, che attraverso la pubblicità garantivano la qualità dei propri prodotti.
Infatti, come dice Valla, sui prodotti da banco (cioè non a marchio) sono lui ed i suoi dipendenti che garantiscono la qualità guadagnandosi la fiducia dei clienti ma su tutto ciò che è confezionato ed ha un marchio il ruolo del negoziante è ormai nullo e l'unico parametro che conta è il prezzo. A parità di prodotto chi riesce a fare il prezzo migliore vince in una crudele, ma inevitabile logica darwiniana.
